Tempo  5 ore 18 minuti

Coordinate 4869

Caricato 28 agosto 2019

Recorded agosto 2019

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1.799 m
1.298 m
0
2,5
4,9
9,88 km

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vicino Sala, Campania (Italia)

Questa escursione esplorativa va vista insieme alle altre:Questa crea un passaggio di unione che va da Costa Friddo e attraversa il Canalone dell’Ogliara, il Vallone Càrpino e il Canalone Grande – nella traccia di oggi, non c’è il breve e (relativamente) non difficile scavalcamento della cresta fra il Vallone Càrpino e il Canalone Grande, perché volevo risalire tutto il fondo del Vallone Càrpino per la massima pendenza (ma una volta dentro il “centro del solitario vallone” è evidente ed intuitiva la deviazione per lo scavalcamento).
Il passaggio di unione Ogliara-Càrpino avviene sotto la elevazione senza nome di quota 1705 che è il punto più alto della Cresta dell’Ogliara-Càrpino.
Possibile un bell’anello fra cenge e “tracce selvagge” con partenza da Campolaspierto: poco dislivello e tanto divertimento.
Ho nominato di mia iniziativa l’unione fra i due canaloni-valloni “Passaggio Ogliara-Càrpino” perché non ho trovato la minima documentazione su questa breve traversata: se qualcuno ne conosce un nome già assegnato, me lo può segnalare e cambierò il nome all’escursione.
Per programmare il tragitto mi sono basato esclusivamente sulle foto scattate dal Monte Mai in precedenti escursioni.

ARRIVO ALL’INIZIO DELLA TRAVERSATA FRA IL FONDO DEL CANALONE DELL’OGLIARA E IL FONDO DEL VALLONE CÀRPINO
Premesso che ci si può arrivare in tanti modi, ho scelto la via più semplice perché non conoscevo il percorso di traversata, e volevo concentrare il tempo a disposizione sulla parte nuova e più significativa dell’escursione.
Quindi sono partito da Campolaspierto, ho fatto una delle molte possibili varianti di salita al Monte Termino e poi sono sceso verso Costa Friddo sulle tracce del sentiero CAI ben segnato (solo una deviazione abbastanza larga nel bosco per evitare … un gruppo di mucche un po’ nervosette).
A quota 1.600 metri circa, sono uscito dal bosco verso sinistra scavalcando il vicino filo di dorsale dove, dopo pochi metri di tracce confuse, compare un buon sentiero che accompagna dolcemente (infilandosi in un altro boschetto) fino al punto di attraversamento del Canalone dell’Ogliara.

TRAVERSATA FRA IL FONDO DEL CANALONE DELL’OGLIARA E IL FONDO DEL VALLONE CÀRPINO SOTTO LA CIMA DI QUOTA 1705
Il punto di attraversamento del Canalone dell’Ogliara è assolutamente piatto e facile e sta pochi metri sopra il salto più difficile da affrontare per chi risale il canalone.
Dall’altro lato si notano delle tracce discontinue di animali che danno una discreta base di appoggio per i piedi, e si sale il pendio in diagonale con varie possibilità di linea.
Bisogna arrivare poco sotto la fascia rocciosa della cima senza nome di quota 1705 della cresta divisoria Ogliara-Càrpino, e poi iniziare a “contornarla” a distanza variabile (ma sempre abbastanza vicini) osservando bene il terreno sulla media distanza per evitare qualche faticoso avanti-indietro.
Oggi, in realtà, prima di iniziare l’aggiramento della cima di quota 1705 ho raggiunto la forcella che segna il lato nord-ovest della bella Cengia Alta del Vallone Càrpino.
Dalla forcella sono ridisceso pochi metri e ho continuato, sempre per tracce discontinue, nella direzione della traversata.
Ora, un po’ per bosco e un po’ per brevi aperture prative, si effettua un arco (tendenza discesa non ripida) che piega in direzione sud; si arriva in un punto (waypoint 09) dove ci sono due brevi canalini: a sinistra uno più diretto e a destra uno che fa un arco con pendenza meno elevata.
Ho scelto il canalino di destra (fondo boschivo) che dopo l’arco passa sotto la fine di quello di sinistra; a questo punto il pendio continua in basso ripido ma ancora fattibile e, con il bosco rifoliato in “versione estiva”, non si vede la fine.
Però, sempre verso sinistra, ricompare una breve “traccia animalesca” che sale a un forcellino fra roccette dove batte il sole dall’altro lato (quindi esposizione in direzione sud-est che è quella giusta per raggiungere il Vallone Càrpino).
Saliti al forcellino si vede la soluzione finale: ripido pendio diagonale a fondo misto che punta direttamente allo stretto (a queste quote) impluvio del Vallone Càrpino già ben visibile.
Qui è ripido e bisogna stare attenti; è sempre abbastanza gradinato e andando piano si trovano gli appoggi giusti; qualche metro, forse, è assimilabile al primo grado di difficoltà, ma può essere che guardando meglio di come ho fatto io si possa passare in modo relativamente più facile.
In totale questa discesa finale dovrebbe essere di circa 60 metri di dislivello fra i 1.560 e i 1.500 di quota.

RISALITA DEL FONDO DEL VALLONE CÀRPINO FINO ALLA TESTATA DOVE SCORRE LA CENGIA ALTA DEL VALLONE CÀRPINO
Intanto, per fortuna, il punto di arrivo è sopra un salto poco compatibile con una normale escursione.
Il dislivello da risalire è di circa 180 metri secondo il mio Garmin.
L’inizio è su pendenze chiaramente un po’ faticose ma non preoccupanti, e non si usano le mani per aiutarsi.
Quando il vallone un po’ si allarga, si creano due impluvi di risalita e io sono stato verso destra senza un particolare motivo perché non si vedeva bene la continuazione sulla media distanza.
Stando a destra si arriva sotto un piccolo saltino roccioso con un 2-2,5 metri iniziali di II° grado su roccette solide, e si vede che sopra poi spiana leggermente su fondo erboso.
Io avevo già calzato i ramponcini forestali in previsione dei “ripidissimi erbosi” del finale che già avevo osservato da sopra percorrendo la Cengia Alta del Vallone Càrpino.
Siccome non avevo voglia di togliere i ramponcini, ho aggirato il saltino roccioso sulla sinistra per breve traverso erboso molto esposto.
Sopra il saltino roccioso c’è una breve fascia di rado boschetto che introduce al ripidissimo imbuto finale su erba e rocce sparse aggirabili.
Da questo punto si nota bene la traccia che porterebbe a scavalcare la cresta di destra (direzione salita) che divide il Vallone Càrpino dal Canalone Grande, e che permetterebbe una serie di interessantissime combinazioni di percorsi.
Da qui in poi, fino alla testata del vallone, ho tenuto più o meno la massima pendenza perché avevo deciso di fare quella, ma si può piegare verso sinistra su pendenze meno difficili direttamente verso la forcella nord-ovest della Cengia Alta del Vallone Càrpino.
Stando in centro, pur con qualche traverso per aggirare le rocce affioranti, in vari tratti si superano i 45 gradi di pendenza: inutile dire che con erba umida o troppo secca (anche con i ramponcini) non sarebbe molto divertente.

CHIUSURA DELL’ESCURSIONE RITORNANDO PER LA VETTA DEL MONTE TERMINIO
Lasciando per altra occasione qualche variante lunga, ho fatto una puntatina veloce alla cima senza nome di quota 1705 appena aggirata per il passaggio dal Canalone dell’Ogliara al Vallone Càrpino.
Poi sono ritornato verso la Cengia Alta del Vallone Càrpino e, quasi all’inizio subito prima di un gruppetto di alberelli, sono risalito verso i prati sommitali del Monte Terminio attraverso un intaglio che spacca completamente la fascia rocciosa.
Il fondo di questo intaglio è erboso e presenta un saltino di un paio metri sul I° grado: è comodo perché evita di ritornare nel Canalone dell’Ogliara (o nel Canalone Grande dall’altro lato) per risalire verso la vetta del Monte Terminio.
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Il dislivello reale dell’escursione è di circa 130 metri in meno di quanto indicato nei dati di riepilogo Wikiloc.

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