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1.750 m
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13,98 km

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vicino Rosse Alte, Veneto (Italia)

Chiarisco il giudizio “Molto impegnativo”: vale solo per la discesa dalla Forzèla del Bósch de la Lasta dove bisogna essere autonomi nella capacità di vedere il percorso migliore.
È la prima volta che affronto questa forcella e ho seguito (al contrario) la descrizione di salita che compare a pagina 71 del libro “Monti del Sole e Piz de Mezodì” a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi.
Ho inserito questa descrizione nelle note del waypoint “009 - Forzela del Bosch de la Lasta”.
Nella parte mediana ho fatto qualche variazione “a occhio” (mi sembra aumentata la vegetazione da come lasciano intendere gli autori), ma sempre senza dover affrontare veri passi di arrampicata – un po’ di primi, qualche secondo breve.
Inizio e fine, invece, corrispondono di sicuro.
Il breve tratto cengia su parete molto esposta – di cui fanno cenno Sommavilla e Celi, e che in discesa si affronta subito – è effettivamente molto esposto: bisogna sempre usare tutte e due le mani, ma appigli per le mani e appoggi per i piedi sono solidi, seppur “non molto generosi” – EVITARE SE NON SI È MAI PERCORSA UNA CENGIA DI DISCRETO LIVELLO!

Ogni tanto qualche riga di roccia umida ma si può evitare.
Abbastanza rocce lisce: anche se in punti non difficili DA FARE SOLO SE È QUALCHE GIORNO CHE NON PIOVE O NON CI SONO STATE NUVOLE BASSE.

A mio giudizio, se si conoscono bene le linee da tenere si può togliere il “molto” dal giudizio, ma resta sempre per escursionisti di buon livello.
Ci tornerò per capire meglio.

Come prima volta in discesa avevo corda e cordini nel caso avessi trovato problemi in basso senza più voglia di risalire, ma non ho avuto dubbi nel non usarli: consiglio comunque di portarli per un’eventuale prima volta.

Il dislivello vero è circa 400 metri in meno di quanto indicato su wikiloc.
I waypoint 013-014-015, come la traccia dalla Forzèla del Bósch de la Lasta fino a quel punto, non sono affidabili visto che il GPS aveva “serie difficoltà” fra le rocce della parte stretta della valle.

Mentre mi rifornivo di acqua alla fontanella di Casera Piscalor, sono apparsi dei cinghiali nel prato antistante …
Pagina 71 del libro “Monti del Sole e Piz de Mezodì” a cura di Pitro Sommavilla e Luca Celi 9d.: DA GENA BASSA per la Val del Bósch de la Lasta. Con l'it. 12a. fin oltre il Bósch de la Lasta. In alto, poco prima di raggiungere una spalla sul costone occidentale del Zimón de Peralòra, si lascia ii sentiero principale che va al Forzelón de le Mughe e si volge a destra sotto una fascia rocciosa 1400 m c.. Una esile traccia, talvolta evidenziata dal taglio dei mughi, si interna a lungo verso Sud-Est, con modesti saliscendi al piede delle rocce, nel versante destro idrogr. della Val del Bósch de la Lasta. Dopo un buon tratto, si sale a sinistra (Est) per salti a una caratteristica piccola conca rocciosa 1460 m c. in un canalino, si volge nuovamente a destra (Sud) traversando un boschetto di faggi e giungendo fin nei pressi del fondo del canalone 1500 m c.. Di qui, per un canale affluente di destra si sale a una cengetta con larice 1530 m c., sotto una fascia di rocce. Per la cengia a destra, traversando poi obliquamente in salita altri canaletti paralleli e una espostissima paretina rocciosa, si ritorna nel canalone principale al disopra di salti impraticabili. In breve per le ghiaie del fondo alla forcella (ore 1 dal Bósch de la Lasta, ore 3 da Géna Bassa).

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