Tempo  5 ore 42 minuti

Coordinate 5487

Caricato 19 dicembre 2018

Recorded dicembre 2018

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1.471 m
434 m
0
3,0
6,0
11,92 km

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vicino Gene Media, Veneto (Italia)

Escursione “calcolata” per evitare neve e ghiaccio stagionali in attesa delle nevicate vere.
È un bel giretto da fare in primavera o autunno.
I sentieri sono molto vari: non sono difficili in assoluto, ma non mancano brevi passaggi dove serve attenzione.
Può essere un’escursione preparatoria per alcuni dei percorsi più famosi dei Monti del Sole.
È sempre utile conoscere bene avvicinamenti e uscite dai tratti più difficili, perché nei tratti più difficili spesso il percorso è obbligato, mentre c’è il rischio di perdere un sacco di tempo nell’orientamento delle rimanenti parti di itinerario: il tempo perso nei tratti medio-facili crea pericolo nei successivi tratti difficili.
La Forzèla dei Cóvoi Brusadi, ad esempio, è l’inizio della mitica Zéngia Bruta del Covolèra (da non confondersi con la Zéngia Bruta della Róa Bianca che non è molto lontana, ma è tutt’altra cosa e sta nel Gruppo del Pizzocco).
Nel giro di oggi, il rientro dalla Forzèla dei Cóvoi Brusadi incrocia il sentiero che dalla Val dei Forti conduce verso la Forcella (o Forzèla) Covolèra: dalla Forcella Covolèra inizia la facile Zéngia del Pa’ Furlan che poi porta verso la Forzèla dei Pón per percorso alternativo al solito del Bivacco Valdo.
Inoltre, dopo la Zéngia Bruta e la Zéngia del Pa’ Furlan, i più coraggiosi possono affrontare (sempre verso la Forzèla dei Pón) il super-spettacolare Viàz del Bus del Diàol.
Per le cenge sopra citate vedi → Monti del Sole: Zéngia Bruta del Covolèra e Viàz del Bus del Diàol con Forzèla dei Arnèr e Forzèla dei Pón o Forcella dei Pom.

DESCRIZIONE PERCORSO ODIERNO
Dopo il solito tratto asfaltato verso Gena Alta, si imbocca la forestale che porta, senza sbalzi di quota, ad attraversare il fondo della Val Soffia appena sopra una bella cascatella.
Da lì inizia il sentiero verso la Val dei Forti che bisogna seguire fino al doppiaggio di un costone poco prima dei 1.200 metri di quota.
La traccia a terra è sempre abbastanza evidente (evidente “secondo i parametri dei Monti del Sole”), con ometti dove serve e qualche sbiaditissimo segno rosso; non manca qualche deciso anche se breve strappo.
Al doppiaggio del costone, dove inizia un tratto di traverso pianeggiante, si nota sulla sinistra un taglio di mughi che sale abbastanza ripidamente (sbiaditissimo segno rosso su un mugo a destra poco dopo l’inizio del taglio).
Per farla breve, basta seguire quella traccia e si arriva alla Forzèla dei Cóvoi Brusadi fra vari cambi di pendenza con qualche punto dove bisogna appoggiarsi con le mani.
Poco prima della Forzèla si doppia una costola rocciosa della Cima del Valarìn, da dove già si vede la prosecuzione del percorso su cengia-bancata fino a una forcelletta successiva.
Da questa forcelletta si scende alcuni metri per canalino molto ripido: se si sta tutto a destra ci sono gradini più regolari; a sinistra è inizialmente più facile, ma poi c’è un salto dove bisogna mettere in atto tecniche arrampicatorie.
Passato il canalino, la bancata continua con modesti dislivelli fino a una fascia di mughi che delimita il bordo di un canale.
Pochi metri prima della fascia bisogna seguire delle incerte tracce per perdere quota nel bosco ed attraversare più sotto il canale dove si trova un facile passaggio.
Dal punto di attraversamento riappare una buona traccia che porta all’immissione nel sentiero che sale dalla Val dei Forti verso la Forcella Covolèra.
Nell’odierna direzione discesa si attraversa subito l’impluvio e si affronta un tratto tipo cengia con, nei primi minuti, due brevi passaggi ASSAI ESPOSTI.
Di seguito si arriva abbastanza comodamente al ricongiungimento con il sentiero della Val dei Forti che era stato abbandonato al bivio per la Forzèla dei Cóvoi Brusadi.

Oggi sono tornato indietro per lo stesso sentiero fin quasi al riattraversamento dell’impluvio della Val Soffia, dove c’è un bivio con traccia ben marcata a terra che porta al fondo della Val Pisson, e permette di fare un collegamento diretto fra Gena Alta e Casèra Piscalòr.
Il tratto fino alla Val Pisson è quasi tutto su falsopiani, poi si attraversa lo spettacolare impluvio (seguendo bene gli ometti e una piccola freccia rossa disegnata su roccia per ritrovare la traccia dall’altro lato) e si affronta una salita decisa di qualche decina di metri di dislivello.
Infine su pendenze modeste si traversa fino a ricollegarsi al sentiero che sale da Casera Piscalòr al Col dei Viegoi.
Da Casera Piscalòr solita e ben nota discesa fino a Gena Bassa.

IL DISLIVELLO REALE DELL’ESCURSIONE È DI CIRCA 250 MT IN MENO DI QUANTO INDICATO NEI DATI DI RIEPILOGO DI WIKILOC.

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