Tempo  10 ore 47 minuti

Coordinate 9617

Caricato 1 luglio 2019

Recorded giugno 2019

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1.902 m
441 m
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4,1
8,1
16,27 km

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vicino Gene Media, Veneto (Italia)

Escursione con lo scopo di percorrere il tratto dell’Alta Via dei Monti del Sole compreso fra il Forzelón de le Mughe e la Forzèla de la Caza Granda o Forcella della Caccia Grande.
Forse è il tratto dell’alta via più solitario come sensazione sul campo e più isolato come possibilità di uscirne in fretta.
Gli accessi alle due forcelle, che delimitano questo settore dell’alta via a sud e a nord, sono ambedue lunghi e tormentati: li sconsiglio tutti e due in discesa se già non si conoscono in salita – la via per la Forzèla de la Caza Granda è più ostica rispetto a quella del Forzelón de le Mughe.
ATTENZIONE: in questa uscita del 29 giugno 2019, salendo verso il Forzelón de le Mughe ho rilevato una complicazione di non poco conto rispetto alla mia precedente del 13 giugno in discesa sullo stesso sentiero.
Il ben noto passaggio poco oltre i 1.400 metri di quota (su cornice molto esposta e sempre umida per la parete gocciolante) è risultato con i cavi di sicurezza strappati da una piccola frana di roccia: ora, senza corda propria per autoassicurarsi, è molto difficile e pericoloso – speriamo sia ripristinato il prima possibile.
In teoria, bisognerebbe sempre avere con sé uno spezzone di corda (e quant’altro) quando ci si infila in qualche settore dell’Alta Via dei Monti del Sole.
Nonostante qualche guida indichi giugno come periodo d’inizio buono per passare le cenge sotto il Mont Alt e la Croda Bianca, io direi di non andare prima di fine giugno, ma proprio verso la fine.
Comunque è uno SPETTACOLO PURO sfilare ai piedi delle pareti dolomitiche di questa zona dei Monti del Sole.

SALITA DA GENA BASSA AL FORZELON DE LE MUGHE
Da Gena Bassa si prende la stradina asfaltata che porta a Gena Alta e si esce al tornante 9 prima del lungo rettilineo per Gena Media.
Il sentiero è sempre abbastanza evidente fino a poco prima di Casera Piscalor: un paio di punti dove la traccia è nascosta da ramaglie varie ma poi si trova.
Si sbuca su un fianco prativo quasi piano e si arriva sotto il rialzo della casera.
Dopo la casera riemerge il sentiero fino alla sella boschiva di Col dei Viegoi.
Dal colle ancora buon sentierino, si passa un bivio “ambiguo” piegando a sinistra (c’è un ometto) e poco dopo bisogna alzare il livello di attenzione per seguire l’impronta a terra che via via “si allinea allo standard” dei Monti del Sole.
Dopo l’ingresso nella Valle del Bósch de la Lasta si trova un ripido canale di rocce e pietre da risalire (circa 15 metri di dislivello), e si riprende a traversare fino a quando si passa il fondo valle e si sale dall’altro lato superando un lastrone inclinato sempre umido ma ben attrezzato stile via ferrata.
Ora si sale un fianco boschivo con qualche tornante (svariati ometti che guidano), si arriva sotto una fascia rocciosa, e piegando a sinistra si va a doppiare il costone che immette nella Val del Forzelón (quasi subito visibili il Fornel e parte del larghissimo Forzelón de le Mughe).
Ancora sentiero di traverso sempre nello “standard Monti del Sole” e si arriva alla cornice molto esposta che ho citato all’inizio e che oggi ho trovato con il cavo di sicurezza strappato: senza attrezzatura propria per assicurarsi è un bel problema.
Passato il canale successivo alla cornice, si doppia con largo giro un altro costone, e dopo un tratto piano e largo nel bosco c’è una serie ravvicinata di ometti che anticipa un canaletto incassato nelle erbe del bosco: circa 20 metri di dislivello da salire con ometto al punto di uscita per traccia superiore.
Ancora pochi minuti di traversi vari e si entra nel larghissimo vallone finale per il Forzelón de le Mughe.
Qui, per faticare meno, bisogna stare attenti agli ometti e agli sbiaditissimi bolli rossi.
Tendenzialmente, dopo un primo tratto su diritti, ci si sposta verso sinistra per un canaletto a tratti imboscato (ma con i segni rosso sbiadito), e poi si finisce la salita fra corridoi di mughi con segni rossi più brillanti verso la fine.

TRAVERSATA – LUNGO L’ALTA VIA DEI MONTI DEL SOLE – DAL FORZELON DE LE MUGHE ALLA FORZELA DE LA CAZA GRANDA (FORCELLA DELLA CACCIA GRANDE) LUNGO LE CENGE OCCIDENTALI DEL MONT ALT E DELLA CRODA BIANCA
Dal punto di arrivo al Forzelón de le Mughe si fanno pochi passi verso nord sul filo della gran forcella e, seguendo i primi segni rossi molto evidenti, si comincia a scendere in diagonale verso nord-ovest fino a sotto la parete rocciosa del Fornel – si trova ben presto un grande triangolo bianco azzurro dell’Alta Via dei Monti del Sole e poi, alternate ai segni rossi, le tipiche bande bianco azzurre.
Si aggira lo spallone ovest e si inizia a camminare in “modalità cengia o bancata”, bisogna attraversare un largo canale roccioso e poi si sale sopra la cresta che traversa la direzione dell’alta via e che unisce il Mont Alt e il Col dei Séch – quest’ultimo tratto richiede attenzione di orientamento fra le varie svolte e cambi di terreno, nonostante i numerosi segni e la cresta di meta ben visibile.
Dall’intaglio di arrivo in cresta si trovano subito due punti chiave ben segnalati nelle guide.
Il primo è un ripido canale in discesa (forse 20 metri di dislivello o poco più) dove, a mio giudizio, il problema più grosso non è la pendenza ma il fondo sporco di sassi: attenzione a chi sta sotto.
Dalla base del canale, in meno di due minuti si arriva al secondo punto: una cornicetta veramente esile e irregolare, su lastrone inclinato ed espostissimo, con cavetto metallico allentato e ancorato su placchette un po’ ballerine.
Io non mi sono appeso al cavo, ho traversato normalmente appoggiando i piedi (o meglio parte dei piedi visti gli appoggi minimi) sui pezzi di cornice, e appoggiando le mani tenendo il cavo schiacciato sulla parete in modo da poterlo afferrare in emergenza se avessi sentito qualche “mancamento” sotto.
Qui in gruppo con corda propria si può passare più tranquilli.
Ora si traversa a lungo in tendenza salita, con un paio di balzi più alti di qualche decina di metri ciascuno su fondo roccioso, per finire sotto la super spettacolare prima parete bianco gialla della Croda Bianca: il guadagno totale di quota dovrebbe essere sui 90/100 metri fin sotto il centro della parete.
Poi si continua con un ultimo balzo di circa una trentina di metri di dislivello e si piega a sinistra fino a sotto la forcelletta che permette di oltrepassare lo spallone ovest della Croda Bianca: è il terzo punto chiave segnalato da tutte le guide.
L’attacco per il salto di roccia si trova poco dopo uno dei tanti segni bianco azzurri in un punto dove la traccia a terra continua fin sotto la verticale della forcelletta e anche un po’ oltre.
Io sono andato diritto per la traccia, e ho visto che per la verticale non si sale, ma – girandomi all’indietro da un po’ più avanti sempre rispetto alla verticale – ho ben notato la linea di salita, perché avanzando un po’ si vedono bene i segni guida sulla roccia.
Tornato indietro di qualche metro con le idee chiare, sono salito senza problemi.
Le guide indicano passi di II° o III° grado: a mio giudizio i due/tre movimenti centrali più difficili non arrivano al terzo e sono su appigli solidi, ma magari è meglio scrivere III° per chi la fa in discesa in senso contrario così può sentirsi più preparato e prudente.
Alla fine rimane una salita diagonale molto esposta probabilmente di una decina di metri dalla base, ma il dislivello veramente tecnico è minore.
Dall’altro lato della forcella si apre “un’altra Croda Bianca” con un’altra spettacolare parete “molto pallida”.
Si vedono la Forzèla de la Caza Granda e le facili cenge che portano al taglio di mughi finale.
Dalla forcella sullo spigolo ovest della Croda Granda appena raggiunta non si scende tuttavia in modo banale alle facili cenge: ci vuole buona attenzione su roccette ancora esposte e, da questo lato, sporche di sassi.
Ora si contorna alla base la “parete pallida”, si passa un gran triangolo bianco azzurro dell’Alta Via dei Monti del Sole, e infine (seguendo sempre i segni) si abbandona la linea di cengia e, perdendo quota, si va a infilare la salitella finale in corridoio di mughi per la Forzèla de la Caza Granda o Forcella della Caccia Grande.

DISCESA DALLA FORZÈLA DE LA CAZA GRANDA O FORCELLA DELLA CACCIA GRANDE
Per l’inizio discesa finale bisogna tornare indietro fino al gran triangolo bianco azzurro incontrato dopo la discesa dalla forcelletta sullo spigolo ovest della Croda Granda.
Da qui si visualizza bene l’imbocco del canale subito prima della parte bassa dello spigolo dove sta la forcelletta, e da lì bisogna scendere.
Senza via obbligata si comincia a scendere in diagonale, sfruttando le migliori listarelle rocciose, la larghissima bancata fino alla testata del canale, e poi giù fra roccette, saltini e qualche breve tratto più comodo sopra delle piccole dorsali che spezzano il canale.
È ripidino ma non difficile rispetto allo standard di questa escursione.
Quando si appoggiano le mani, quasi sempre è solo per equilibrio, e solo verso l’uscita bisogna studiare bene dove passare.
L’uscita è dopo una piega naturale del canale verso sinistra, da cui si intuisce bene l’inizio del taglio di mughi sotto fascia rocciosa verso sinistra da imboccare prima di arrivare a un salto impraticabile.
In totale, dal punto di abbandono sotto parete dell’Alta Via dei Monti del Sole, sono poco più di 100 metri di dislivello.
Ora si segue il taglio per 40/50 metri con l’ultima parte “chiusa” dove bisogna farsi un po’ largo con le mani.
Si arriva su un canalino sopra un gran salto, e si sale verso sinistra per una decina di facili metri lineari fino a incontrare una traccia sotto fascia rocciosa che si segue verso destra con semicerchio per pochi metri fino a una piccola forcelletta con qualche mugo e un ometto.
Si passa la forcelletta e si scende in direzione contraria su cengetta dall’altro lato per qualche decina di metri (un paio di ometti sulla sinistra) fino a fare un tornantino, e si prende una listarella rocciosa che conduce su un’altra forcella fra i mughi un po’ più larga e che sta in pratica sotto la verticale della precedente (bollo rosso in forcella).
Fino a qui non bisogna sbagliare nulla, altrimenti è difficile recuperare.
In questa zona il GPS riceve male e disegna “cose strane” sul terminale: ho raddrizzato le linee manualmente per far capire il senso delle svolte, ma sarà quasi impossibile stare esattamente sopra le tracce a video.
Ora circa 50 metri di dislivello su canale ripido ma non brutto (qualche bollo rosso), e svolta a destra su larga cengia (un paio di ometti e possibilità di riparo) sempre in discesa fino a Pósta al Sass: un gran e spettacolare circo.
Dall’uscita della cengia ci si cala di alcuni metri a ritrovare gli ometti finali della traccia che risale l’alta Val dei Forti dal Boschét.
Usciti da questa ramificazione della Val dei Forti, si scende ancora un po’ fra vari ometti dentro un facile canalino di pietre e infine si entra verso sinistra nel boschetto.
Dal punto corretto di ingresso bisogna scendere nel bosco per circa 120/130 metri di dislivello secondo il GPS: ci sono una traccia intermittente di sentiero, qualche ometto e qualche bollo rosso quasi invisibile per chi scende.
Poi si piega a destra per un ripido, e si arriva sopra un ometto e segno rosso dentro un canale roccioso, che anticipa un bel tratto di cengia verso sinistra sulla destra orografica del canale (la cengia dovrebbe essere poco più di 100 metri in linea d’aria come sviluppo).
Qui è finita la parte complicata di orientamento, e la direzione per tornare a casa è logica, ma è ancora lunghissima e serve molta attenzione per non perdere il sentierino che inizia subito su strettissimi mughi per poi scendere un canale (30 metri di dislivello) “tappezzato di ometti” fino all’uscita.
Ci vuole costanza e pazienza per questa discesa che scorre sopra la Val dei Forti prima e la Val Pissón poi.
Tanti saliscendi, strappetti ripidi e corti in salita e più lunghi in discesa, pochi i tratti dove si cammina diritti e rilassati sul largo, molti i tratti contorti, anche molto contorti.
Alla fine, con ultimo tratto di forestale, a Gena Alta si arriva e si può scendere al parcheggio per il solito tratto asfaltato chiuso al traffico dei non residenti.
***
Il dislivello reale di questa escursione è di circa 1.850 metri, e non oltre 2.400 metri come indicato nei dati di riepilogo Wikiloc.
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01 - Parcheggio a Gena Bassa poco prima del Bar Ristorante alla Soffia

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02 - Uscita da asfalto iniziale per sentiero verso Casera Piscalòr

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03 - Casera Mioranza Piscalòr

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04 - Insellatura boschiva di Col dei Viègoi

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05 - Testata lastrone roccioso attrezzato con cavo

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06 - Cornice rocciosa molto esposta con cavo di sicurezza strappato da frana

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07 - Punto foto verso il vallone alto finale del Forzelón de le Mughe

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08 - Forzelón de le Mughe e immissione nell'Alta Via dei Monti del Sole

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09 - Arrivo sotto roccia parete del Fornèl

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10 - Punto foto fra il Forzelón de le Mughe e la diramazione dei Séch

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11 - Punto foto fra il Forzelón de le Mughe e la diramazione dei Séch

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12 - Punto foto fra il Forzelón de le Mughe e la diramazione dei Séch

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13 - Forcelletta-intaglio alla diramazione dei Séch e inizio Cenge del Mont Alt e della Croda Bianca

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14 - Base ripido canale dopo la forcelletta-intaglio della diramazione dei Séch

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15 - Espostissima cornice attrezzata con cavetto metallico allentato

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16 - Punto foto lungo le Cenge Occidentali del Mont Alt e della Croda Bianca

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17 - Punto foto lungo le Cenge Occidentali del Mont Alt e della Croda Bianca

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18 - Punto foto lungo le Cenge Occidentali del Mont Alt e della Croda Bianca

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19 - Punto foto lungo le Cenge Occidentali del Mont Alt e della Croda Bianca

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20 - Punto foto lungo le Cenge Occidentali del Mont Alt e della Croda Bianca

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21 - Punto foto lungo le Cenge Occidentali del Mont Alt e della Croda Bianca

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22 - Punto foto lungo le Cenge Occidentali del Mont Alt e della Croda Bianca

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23 - Punto foto lungo le Cenge Occidentali del Mont Alt e della Croda Bianca

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24 - Base salto roccioso verso forcella allo Spigolo Ovest della Croda Bianca

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25 - Forcella sotto lo Spigolo Ovest della Croda Bianca

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26 - Triangolo bianco azzurro di riferimento dell'Alta Via dei Monti del Sole

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27 - Forzèla de la Caza Granda o Forcella della Caccia Grande

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28 - Punto foto nel primo canale di discesa dalla Forzèla de la Caza Granda o Forcella della Caccia Grande

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29 - Punto foto nel primo canale di discesa dalla Forzèla de la Caza Granda o Forcella della Caccia Grande

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30 - Punto foto nel primo canale di discesa dalla Forzèla de la Caza Granda o Forcella della Caccia Grande

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31 - Base primo canale di discesa dalla Forzèla de la Caza Granda e inizio traverso su taglio di mughi

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32 - Fine traverso nei mughi e inizio berve risalita verso forcelletta con ometto

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33 - Forcelletta superiore nei mughi con ometto

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34 - Punto foto fra le due forcellette sovrapposte

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35 - Forcelletta più larga al livello inferiore con bollo rosso e inizio ripido canale in discesa

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36 - Svolta a fine discesa canale e continuazione sulla Cengia della Pósta al Sass

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37 - Base Cengia della Pósta al Sass

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38 - Punto foto dalla zona centrale della Pósta al Sass

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39 - Punto foto a inizio discesa dalla Pósta al Sass

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40 - Punto foto verso l'alta Val dei Forti da sopra il Boschét

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41 - Uscita da facile canalino e ingresso al Boschét

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42 - Inizio cengia dal fondo dell'attraversamento del canale sotto il Boschét

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43 - Fine cengia e inizio lungo sentiero prima sopra la Val dei Forti e poi sopra la Val Pissón

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44 - Punto foto in zona Drìo le Coste

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45 - Attraversamento impluvio Val Soffia e immissione in stradetta forestale

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46 - Gena Alta e inizio asfalto finale in discesa fino a Gena Bassa

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