Tempo  9 ore 55 minuti

Coordinate 9976

Uploaded 14 ottobre 2018

Recorded ottobre 2018

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1.955 m
437 m
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4,5
9,0
17,94 km

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vicino Gene Media, Veneto (Italia)

Escursione a due forcelle fondamentali per “l’alta viabilità” dei Monti del Sole.
Il tratto in quota tra la Forzèla dei Pón e Forcella Zana fa parte dell’Alta Via dei Monti del Sole.

Dopo la solita “mezz’oretta di riscaldamento su asfalto” per salire a Gena Alta, si imbocca il sentiero accanto alla fontanella nella direzione indicata dalla freccia Bivacco Valdo.
Il sentiero è a lungo ben marcato a terra, prima in salita tranquilla e poi falsopiano.
Poco prima di arrivare a un salto di roccia con scaletta e cavo di sicurezza, l’impronta del sentiero si restringe e comincia qualche passaggio un po’ esposto e scivoloso.
Dopo la scala c’è un tratto piano con, a seguire, una breve discesa ripida nell’alveo di un torrentello ottimo per il rifornimento di acqua al ritorno.
Quindi si continua sempre con attenzione fino a quando il percorso cala nel fondo della Val Soffia e traversa dall’altro lato (ci sono un altro paio di passaggi con cavo di sicurezza in tutta questa parte).
Rimanendo sempre un po’ più alti rispetto al fondo valle si arriva al bivio per il Bivacco Valdo segnalato da due freccette rosse su roccia.

Dal bivio al Bivacco Valdo il sentiero è sempre visibile e segnalato con qualche bollo rosso e ometti (pochi segni biancorossi stile CAI).
A tratti è esposto e c’è qualche breve cambio di pendenza abbastanza ripido.
Nella seconda parte è costantemente nel bosco su diagonali inclinate lateralmente, ma ben gestibili con terreno asciutto.
In ultimo ci sono due varianti marcate con ometti per raggiungere il Bivacco Valdo: da quella inizialmente più bassa si può andare direttamente verso la Forzèla dei Pón senza passare per il bivacco che sta pochi metri più sopra.

DAL BIVACCO VALDO ALLA FORZÈLA DEI PÓN
Per andare alla Forzèla dei Pón, dal bivacco si scende leggermente incontrando subito un gran segno bianco-azzurro dell’Alta Via dei Monti del Sole e vari bolli rossi.
Appena fuori del bosco è evidente la cengia iniziale da percorrere che sta dall’altro lato del circo roccioso de “La Borala”.
La cengia è esposta ma non difficile, tranne un singolo passaggio in un piccolo franamento: qui bisogna stare attenti.
Dopo aver aggirato uno spallone, la cengia cala e finisce dentro un comodo tratto che attraversa un boschetto.
Si arriva a una sporgenza rocciosa assai esposta che costringe a un contorsionismo se non si vuole sfruttare gli appoggi esterni (al rientro è più facile vedere questi appoggi e utilizzarli con fiducia).
Poi si vede come sarà fino alla fine: tutta una serie di diagonali di varie pendenze, su tratti alternati di roccia e erba, collegati da brevi canali che alzano di livello.
In successione, tra una diagonale e l’altra, si trova: un primo canale roccioso, un ripido taglio di mughi ben fatto sempre su base rocciosa, una più lunga e tecnica placconata di roccia dove c’è anche un caratteristico buco che può evitare (ai più magri e con zaini piccoli) un passaggio dove si dovrebbero usare bene le mani.
Quindi lungo traverso verso destra e finale più ripido con “segnature intelligenti” che aiutano a faticare meno.
Le segnature (sempre un misto di rosso, bianco-azzurro e ometti) sono molto ben visibili in salita, ma non tutte molto visibili in discesa.
Oggi il tempo era perfetto e il fondo asciuttissimo: non ci sono stati problemi, ma credo che con scarsa visibilità e/o umidità-bagnato il tratto dal Bivacco Valdo alla Forzèla dei Pón possa diventare molto difficile e pericoloso.
Per vedere bene la grande caverna del Bus del Diàol e la pazzesca cengia che l’attraversa, bisogna salire qualche metro dalla Forzèla dei Pón verso la Forcella delle Coraie (freccia e scritta su roccia).

DAL BIVACCO VALDO A FORCELLA ZANA
Difficoltà media: direi che è perfetto come inizio della seconda tappa dell’Alta Via dei Monti del Sole affrontata in direzione sud-nord.
Si comincia in salitella nel bosco, poi bancata erbosa fino a uno strappo molto ripido su fondo erba-terra che costringe ad aggrapparsi un po’ con le mani: tuttavia questo ripido è ben contenuto fra un netto taglio di mughi che protegge bene.
Si arriva a una forcelletta dove “gira l’esposizione del tracciato” e si ha subito una bella vista sul gruppo del Piz de Mezodì.
Da qui si procede quasi sempre per saliscendi in tagli di mughi ben fatti fino alla discesa finale su Forcella Zana: c’è una catena in un breve passaggio esposto.
Poco prima dell’arrivo a Forcella Zana, si scorge anche il Bus de le Neole nell’alta Val Pegolèra e c’è una perfetta visuale su tutta la risalita che da Forcella Zana porta verso le cime del Piz de Mezodì.

DISCESA DA FORCELLA ZANA
È ben segnata in rosso ma, come per la Forzèla dei Pón, i segni sono molto visibili in salita e meno in discesa.
Si può dividere in due: parte alta nell’impluvio della Val Soffia fra saltini vari di roccia, e parte media su sentiero in sinistra orografica fuori dall’impluvio che riporta al bivio per il Bivacco Valdo.
Nella parte alta bisogna spesso aiutarsi con le mani: non è difficilissimo, ma non si può pensare di camminare e basta; il salto più complicato è attrezzato con una scaletta a grappe metalliche.
Le rocce della parte alta verso Forcella Zana presentano tratti molto lisci: con asciutto e “caldino” come oggi si va tranquilli, con un po’ di umidità e/o freddo … tripla attenzione.
Se devo fare un paragone con la Forzèla dei Pón, non ci sono differenze dal punto di vista della tecnica pura sul singolo passaggio di salita/discesa: però verso la Forzèla dei Pón bisogna fare i conti con ben maggiore esposizione, ben maggiore lunghezza dei tratti impegnativi, fondo meno stabile ed evidenti punti dove non ci si ferma se si dovesse scivolare.

SECONDA TAPPA COMPLETA DELL’ALTA VIA DEI MONTI DEL SOLE IN DIREZIONE SUD-NORD
Chi volesse fare la seconda tappa completa dell’Alta Via dei Monti del Sole dal Bivacco Valdo a Forcella Franche, può seguire questa registrazione GPS dal Bivacco Valdo fino a Forcella Zana, e poi continuare sulla registrazione GPS di Le 3 cime del Gruppo Piz de Mezodì – Cima al Sass (o Zima de le Masiére), Ovest e Nord – da Gena Bassa a Forcella Franche.


IL DISLIVELLO DI SALITA/DISCESA, IN QUESTA VERSIONE DELL’ESCURSIONE, CALCOLATO CON “Garmin BaseCamp” – E CONFERMATO CON ALTIMETRO A PRESSIONE – È DI CIRCA 2.000 METRI, ED È QUELLO GIUSTO.
QUANDO CI SONO DI MEZZO CENGE/CRESTE/GOLE CHE SCORRONO AI BORDI DI GRAN DISLIVELLI, WIKILOC RICALCOLA SEMPRE IN MODO MOLTO ABBONDANTE PERCHÉ, PROBABILMENTE, FISSA LE QUOTE SULLA BASE DELLE PROPRIE MAPPE SOVRAPPONENDOCI LA TRACCIA DEL GPS CHE NON È CERTAMENTE PERFETTA: IN CENGIA/CRESTA/GOLA ANCHE UNO SCARTO LATERALE DI 3/5 METRI PUÒ DARE ORIGINE A QUOTE NOTEVOLMENTE DIVERSE SE RICALCOLATE SU ALTRE MAPPE.
NON SONO 2.438 METRI COME INDICATO NEL SITO.

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