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13,51 km

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vicino Bracciano, Lazio (Italia)

DOMENICA 29 NOVEMBRE 2015

Meta: Monti Ceriti
Guida: Daniela Boccassino (Associazione 4 Season)
Cosa portare: scarponcini da trekking (alti poiché si guaderanno dei corsi d'acqua), abbigliamento comodo e adatto alla stagione, k-way, acqua (almeno 1 l), pranzo al sacco.


I Monti Ceriti sono i rilievi che separano la città di Cerveteri dall'entroterra. Il paesaggio è ancora in gran parte intatto, quasi selvaggio, con panorami di grande bellezza. Non a caso li hanno chiamati "monti", nonostante i picchi più elevati superino di poco i quattrocento metri d'altezza. L'andamento scosceso del suolo ha sempre precluso lo sfruttamento agricolo della zona, cosicché il bosco e una folta macchia la fanno ancora da padroni. Sconosciuti ai più, ed anche per questo ancora incontaminati, sono i boschi dei Colli Ceriti (Monti della Tolfa) che offrono la possibilità di trascorrere momenti indimenticabili a diretto contatto con la natura. L’atmosfera di questi luoghi è quasi magica, qui trovano coesistenza in una fusione reciproca, la storia con le vestigia lasciate da antichi uomini e la natura; tutto il territorio è costituito da roccia vulcanica (tufo e lava), levigata da rivoli e ruscelli presenti nella zona che, con il millenario scorrere delle loro acque, hanno disegnato il terreno dando vita a numerose cascate.
L'elevazione massima di questo piccolo sistema montuoso, come abbiamo detto non supera la quota di 430 metri del monte Santo. Costituita principalmente della macchia mediterranea, la vegetazione cerite è composta soprattutto da ginestre, biancospini, corbezzoli, asfodeli, ginepri, alberi di querce, lecci, pini marittimi e pini insigni e ancora fiori come bocche di leone, margherite, e le rare orchidee dei monti della Tolfa.
Sotto l’ombra degli alberi, trova il suo habitat tutta la vegetazione tipica del sottobosco: felci, ciclamini, edere, ombelichi di venere, pungitopo. Nell'ambiente della macchia e del bosco, descritto sopra, vivono numerose specie di animali. Il re di queste zone è il cinghiale; oltre a questo animale sono molto diffuse le lepri, i ricci, e notevoli specie di uccelli tra cui il fagiano e la poiana
Un'altra elevazione importante è costituita dai due sassoni, ricoperti da una fitta vegetazione, dove nidificano numerose specie di uccelli.
Il territorio dei monti Ceriti è ricco di numerose testimonianze dell'epoca etrusca prima, e romana poi, come la necropoli etrusca di Cerveteri, di rocche medioevali e di borghi rinascimentali.

TIPOLOGIA: ESCURSIONE A PIEDI
Il percorso che vedete parte dalla periferia di Bracciano IN AUTO (luogo dell'appuntamento non lontano dall'ospedale).

Quella a piedi inizia dal piccolo abitato di CASTEL GIULIANO

Si scende il primo tratto in discesa, incontra prima un affluente del fosso della Mola e quindi il fosso vero e proprio.
Sul percorso si fa subito la conoscenza con il tufo di cui sono formate queste gole, quindi, tra pascoli con cavalli e mucche, si arriva alla prima cascata. Qui il fosso si butta nella gola, tra spettacolari roccette di basalto, con un salto di 160m. Accanto vi è anche un antico ponte in rovina fatto ad arcate.
Si continua a scendere fino ai piedi dello spettacolare salto per osservare le formazioni geologiche ivi presenti e l'incantevole e selvaggio ambiante in cui ci si trova in poco tempo immersi. Proseguendo lungo il fosso della Mola con una sosta alle antiche ferriere di origine etrusca arriviamo alla seconda cascata formata, questa volta, dal fosso Monte La Guardia che si getta nel fosso della Mola con un altro spettacolare salto tra rocce fatte di basalto colonnare, molto raro in Italia e dalla particolare forma esagonale. Continuando il nostro itinerario si passa sul muretto dell'acquedotto per inoltrarsi in una gola e superare una breve elevazione. Ma qui il nostro percorso si è sfortunatamente interrotto a causa di una frana di qualche giorno prima dell'escursione. Così abbiamo rinviato il seguito del percorso verso una terza fragorosa cascata che dà origine a un bel laghetto e poi una quarta che, da lì, si può raggiungere su una larga e comoda carrareccia con una piccola deviazione.

CURIOSITÀ
Il Fosso della Mola è un toponimo molto comune nel Lazio. Infatti oltre al Fosso della Mola che troviamo vicino a Castel Giuliano, è presente un Fosso della Mola con una cascata nell’area archeologica di Veio, vicino Isola Farnese, uno vicino ad Oriolo Romano, un Fosso della Mola con alte rupi vicino Faleria, uno vicino a Gallicano, uno vicino a Nettuno e uno anche dentro la città di Viterbo.

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