Tempo  4 ore 55 minuti

Coordinate 4481

Uploaded 30 dicembre 2018

Recorded dicembre 2018

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1.341 m
696 m
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3,4
6,8
13,54 km

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vicino Petina, Campania (Italia)

Dopo due escursioni sulle altre tre cenge delle Torri o Campanili di Petina, ho lasciato per ultima questa Cengia Mediana della Ripa Lunga perché è di un livello nettamente superiore alle altre e volevo affrontarla da sola senza distrazioni.
In effetti sta esattamente fra la Cengia Mediana della Ripa Alata e la Cengia Mediana Circolare del Figliolo, dalle quali è separata solo da brevi tratti di attraversamento (non difficile) di canali/valloni boschivi più o meno a pari quota.
Alla fine si può senz’altro programmare un’escursione che comprenda la percorrenza completa di tutte e 4 le cenge, facendo all’andata la Cengia Bassa delle Torri e al ritorno una bella “infilata” delle altre 3 che scorrono qualche decina di metri più in alto: credo che, per questo “programmino”, la primavera sia perfetta per il soleggiamento migliore, e l’autunno non troppo tardo sia ottimo per saturazione dei colori e pulizia dell’aria.

Per la denominazione delle cime delle Torri (o Campanili) di Petina ho seguito le indicazioni di Andrea Perciato nel suo bel libro “Le Montagne del Silenzio … 16 itinerari escursionistici tra i Monti Alburni”.
Non ho trovato notizie di qualche denominazione particolare della cengia di oggi, e nel titolo dell’escursione l’ho indicata anche come “Cengia del Gatto” perché ci sono svariati brevi passaggi dove è praticamente obbligatorio procedere carponi (al passo del gatto / gattonando).
Anche negli altri tratti è tutta di agilità: non servono capacità arrampicatorie particolari, ma bisogna essere agili e “sinuosi” come i gatti per superare la costante ristrettezza della traccia/cornice.
Quando non si gattona c’è sempre un punto ravvicinato dove appoggiare il piede, ma spesso c’è il posto SOLO per appoggiare (quasi tutto) il piede.
Esposizione realmente vertiginosa: bisogna essere del tutto immuni alla profondità.

Oggi sono partito salendo dal Cimitero di Petina e scendendo per la strada dei Monti Alburni per avere delle visuali diverse sulla cengia: non è il modo più “economico” di programmare avvicinamento e finale escursione.
Va molto meglio la percorrenza del CAI 316 come negli altri due itinerari che ho già fatto:
Oppure ci si può avvicinare molto anche salendo in macchina per la strada dei Monti Alburni.
Il CAI 316 da Petina, a mio giudizio, è la scelta migliore per la percorrenza integrale delle 4 cenge in unica soluzione.

AVVICINAMENTO ODIERNO
Dal Cimitero di Petina si segue inizialmente una stradetta fra i castagni che dopo un po’ si abbandona per seguire delle labili tracce multiple che si intersecano e risalgono il pendio più direttamente.
Ogni tanto la traccia sparisce e poi riappare, ma non c’è mai una vera difficoltà di progressione: il fondo è abbastanza solido e si cammina senza scivolare anche nei tratti un po’ più pendenti.
Probabilmente d’estate è un po’ più difficile da seguire per la ricrescita stagionale della vegetazione.
Si arriva a incrociare il CAI 316 che si segue fino al punto in cui bisogna scendere il vallone che divide la Ripa Lunga dalla Ripa Alata.
Appena sopra il punto di attacco nord-ovest della Cengia Mediana della Ripa Alata, si piega nell’altra direzione per infilarsi nella Cengia Mediana della Ripa Lunga.

CENGIA MEDIANA DELLA RIPA LUNGA O CENGIA DEL GATTO
Nell’introduzione a questa descrizione ho già fatto capire a cosa si va incontro.
È difficile fare una descrizione puntuale dei vari segmenti della cengia: è tutto un alternarsi di “ristrettezze” e tratti con rocce aggettanti molto basse che costringono a gattonare.
Vista dal basso sembra una continua lista erbosa inclinata con un “tratto mancante” dove non si capisce se sia possibile procedere.
In effetti, come sviluppo metrico, è in gran parte erbosa e inclinata, ma fra le zolle erbose c’è sempre una “sottile” traccia: con MOLTA ATTENZIONE si va; molta attenzione anche allo scavalcamento di qualche piccolo rovo.
Come tempo di percorrenza sembra più equilibrata fra le parti a fondo roccia/sassi e erba: quasi tutti i brevi tratti rocciosi sono lenti per il modo di procedere gattoni a filo parete.
Il tratto che visto da sotto sembra interrompere la cengia ha una discreta linea di appoggio: se non si guarda giù non è peggio degli altri.
Verso la fine (nella direzione da sud-est a nord-ovest di oggi) si attraversa una via di arrampicata: chiodo e spit ben evidenti sulla parete.

In uscita a nord-ovest, oggi non ho proseguito per il relativamente facile collegamento verso la Cengia Mediana Circolare del Figliolo: ho risalito il canale per andare diretto verso la vetta della Ripa Lunga.

RIENTRO ODIERNO
Dopo una breve deviazione verso la vetta della Ripa Alata, ho continuato per facili stradette forestali fino all’immissione nella strada asfaltata dei Monti Alburni, e da qui fino al parcheggio di partenza.
Come detto all’inizio, è stata solo una scelta per avere visuali diverse dal solito, ma non è la scelta “economicamente” migliore per chi vuole percorrere le cenge.

LIVELLO DI DIFFICOLTÀ
Ho indicato molto impegnativo perché la cengia è corta: fosse stata il doppio o il triplo avrei indicato per esperti; a questo livello il tempo che si spende nel percorso incide sulla difficoltà.
Se si trovasse nel “mio” Nord-Est sarebbe citata in tutte le guide di itinerari selvaggi/impegnativi: è MOLTO MOLTO bella.

REGISTRAZIONE TRACCIA DEL GPS
Come sempre – in questo tipo di percorsi – la traccia del GPS può servire solo per trovare l’imbocco della cengia: poi il GPS è l’ultima cosa a cui si pensa.
Nella Cengia Mediana della Ripa Lunga, visti i molti tratti aggettanti, ci sono vari punti in cui il GPS sballa completamente per dei brevi segmenti: ho raddrizzato manualmente questi scarti.

2 commenti

  • Foto di vittoriosalatiello

    vittoriosalatiello 1-gen-2019

    Bella e completa descrizione dell'escursione, complimenti e buon Anno.

  • Foto di Giacomo caputo

    Giacomo caputo 1-gen-2019

    Il chiodo e di una via di oreste bottiglieri

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