Tempo  5 ore 52 minuti

Coordinate 4982

Uploaded 11 novembre 2018

Recorded novembre 2018

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1.339 m
705 m
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2,4
4,8
9,66 km

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vicino Petina, Campania (Italia)

Questa escursione è una “versione ottimizzata” della Monti Alburni: Cengia Bassa Torri di Petina, Cengia Mediana Ripa Alata, Ripa Alata o Ripa Lunga, Ripa Lunga o Il Figliolo.
Rispetto alla precedente elimina il giro boschivo dopo la Cengia Bassa delle Torri di Petina e la successiva breve salita alla Ripa Alata, e aggiunge le salite a Il Figliolo e Il Figliolello comprendendo anche la percorrenza della breve ma caratteristica Cengia Circolare del Figliolo.
Seguire una versione o l’altra dipende dalle preferenze e da qualche differenza tecnica, ma a mio giudizio vale la pena fare due uscite (più o meno su questi tracciati) divise fra primavera/estate e autunno.
Le due stagioni hanno colori e ambientazioni ben diverse ed è interessante vederle tutte e due.
In autunno/inverno il sole non si alza a sufficienza per illuminare bene le cenge, ma c’è comunque una migliore visibilità complessiva per la vegetazione meno sviluppata, l’aria più pulita e la maggior varietà di colori.
Per le temperature … dipende dai gusti se si preferisce il gran caldo o il fresco.

Per la denominazione di cime e cenge ho seguito le indicazioni di Andrea Perciato nel suo bel libro “Le Montagne del Silenzio … 16 itinerari escursionistici tra i Monti Alburni”.

Ovviamente alcune foto sono ripetute fra le due uscite pubblicate su Wikiloc e oggi hanno toni abbastanza diversi perché scattate con una compatta e due diversi cellulari.
Oggi ho inserito molte foto con la mia compagna per far capire meglio le proporzioni ambientali e perché … è stata bravissima a seguirmi senza mai lamentarsi!


CENGIA BASSA DELLE TORRI DI PETINA O CAMPANILI DI PETINA
Classico sentiero-cengia alla base di una parete rocciosa che la delimita rispetto al pendio boschivo sottostante.
Non è difficile, alla portata di qualsiasi medio escursionista a cui piacciono itinerari un po’ selvaggi.
In gran parte nel bosco ma, in autunno, con discreta visibilità per lo scarso sviluppo stagionale della vegetazione.
Un tratto aperto molto scenografico quando passa sotto parete della Ripa Lunga con vista sulla Cengia Mediana della Ripa Alata che sta di fronte un po’ più in alto: in autunno, però, non è ben soleggiato come in primavera-estate.
L’ingresso dal lato nord-ovest presenta un paio di metri scivolosi e poco dopo una piccola rampa dove bisogna stare attaccati alle rocce.
La relativa tranquillità di percorrenza non deve far abbassare la guardia.
Nella “scala Wikiloc” la mia valutazione è “medio”.

CENGIA MEDIANA DELLA RIPA ALATA
È il prototipo di cengia “sospesa a metà parete rocciosa”: una vera cornice.
Le difficoltà sono all’ingresso dal lato sud-est, quindi all’inizio nel senso di percorrenza di questa escursione.
Le prime decine di metri scorrono su pendio inclinato lateralmente (molto stretto per qualche metro) con degli alberelli/arbusti che “costringono” (come è giusto) a stare attaccatissimi alla parete (meglio avere zaini piccoli o stretti come in tutte le cenge).
Poi l’impronta della cengia si fa bellissima e piatta con un restringimento sempre nella prima parte dovuto a una leggera sporgenza rocciosa: si può passare in piedi con spazio a terra solo per i piedi oppure si può provare a “gattonare”.
Per il resto rimane la grande esposizione, ma è abbastanza larga per procedere senza ansie particolari: attenzione solo a qualche piccolo rovo a livello terra che può far inciampare.
Non molto lunga, ma molto-molto bella: nella “scala Wikiloc” la mia valutazione è “impegnativo”.

SALITA ALLA RIPA LUNGA
Comodissima e segnata CAI fino all’arrivo di fronte a un assai stretto canalino nella roccia che appare ostico; però appena sulla sinistra (direzione salita) la percorrenza è più semplice: un “saltino” con un paio di prese sicure più o meno di I° grado e poi canale gradinato senza grosse difficoltà.
Infine si gira a destra per crestina fino alla Madonnina di vetta: da questo punto bella vista su “Il Figliolo”.
Nella “scala Wikiloc” la mia valutazione è “un po’ impegnativo per il saltino di roccia”.

CENGIA CIRCOLARE MEDIANA DEL FIGLIOLO
Dalla piccola ma abbastanza comoda sella che divide Il Figliolo dal corpo principale dei Monti Alburni, scendono due canali in direzione nord-ovest e sud-est.
Guardando verso quello nord-ovest si nota bene in basso l’inizio abbastanza largo di una bancata erbosa che gira intorno alla parete verticale del Figliolo.
Si scende per il canale (ripidino ma non difficile) per circa 15/18 metri di dislivello (quote GPS quindi non esatte al centimetro) e si inizia a girare verso destra sulla bancata.
In breve si fa il giro completo della parete rivolta a valle del Figliolo, rimanendo sempre su fondo erba-terra e fra arbusti e alberelli.
La bancata è sempre abbastanza larga e poco inclinata lateralmente: anche se le tracce a terra sono strettine, con attenzione non ci sono problemi per chi ha già fatto la Cengia Mediana della Ripa Alata.
Finito il giro si arriva alla base del canale sud-est che riporta alla sella di partenza.
Questo canale è a fondo più smosso e ripido dell’altro, e con bassi rovi che costringono un po’ a misurare i passi all’inizio: con calma si fa in poco tempo.
Nel complesso questa cengia-bancata è una breve deviazione, ma panoramica e caratteristica per l’andamento circolare.
Nella “scala Wikiloc” la mia valutazione è “impegnativo per l’esposizione o medio se si è immuni alle viste di profondità”.

SALITA AL FIGLIOLO
Dalla sella sono un po’ meno di 20 metri di dislivello a gradoni rocciosi da superare.
Poco dopo l’inizio c’è la fascia più verticale che si può attaccare in almeno tre punti: io ho scelto un intaglio di un paio di metri più o meno di I° grado, dove si striscia con lo zaino ma ci si attacca con sicurezza.
Poi qualche facile (e un po’ esposto) gradino fino alla larga vetta.
Nella “scala Wikiloc” la mia valutazione è “appena un po’ impegnativo”.

SALITA AL FIGLIOLELLO
Piccola torre di “pochi metri dal lato Alburni” che presenta i passi più difficili dell’escursione.
Si sale fra un intaglio verticale di 2,5/3 metri con buoni appigli ma con “la schiena che tira un po’ indietro”: un buon e pieno II° grado a mio giudizio.
Passato questo, si taglia a destra per 4/5 metri su lista/cengetta MOLTO stretta e dunque esposta: poi diagonale verso sinistra su gradini più facili fino al “cucuzzolo” della vetta.
Memorizzare bene come si sale il primo intaglio perché poi … bisogna scendere.
Nella “scala Wikiloc” la mia valutazione è “impegnativo”.



IL DISLIVELLO DI SALITA/DISCESA, IN QUESTA VERSIONE DELL’ESCURSIONE, CALCOLATO CON “Garmin BaseCamp” – E CON ALTIMETRO A PRESSIONE – È DI CIRCA 830 METRI, ED È QUELLO GIUSTO.
QUANDO CI SONO DI MEZZO CENGE/CRESTE/GOLE CHE SCORRONO AI BORDI DI GRAN DISLIVELLI, WIKILOC RICALCOLA SEMPRE IN MODO MOLTO ABBONDANTE PERCHÉ, PROBABILMENTE, FISSA LE QUOTE SULLA BASE DELLE PROPRIE MAPPE SOVRAPPONENDOCI LA TRACCIA DEL GPS CHE NON È CERTAMENTE PERFETTA: IN CENGIA/CRESTA/GOLA ANCHE UNO SCARTO LATERALE DI 3/5 METRI PUÒ DARE ORIGINE A QUOTE NOTEVOLMENTE DIVERSE SE RICALCOLATE SU ALTRE MAPPE.
NON SONO PIÙ DI 1.100 METRI COME INDICATO NEL SITO.

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