Tempo in movimento  5 ore 53 minuti

Tempo  8 ore 33 minuti

Coordinate 3819

Caricato 21 febbraio 2021

Registrato febbraio 2021

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386 m
105 m
0
5,2
10
20,65 km

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vicino a Ca' Prato, Emilia-Romagna (Italia)

Sabato 20 febbraio abbiamo approfittato della splendida giornata di sole per esplorare una parte della Valconca non molto frequentata ma che merita tutta l'attenzione per la pace, la tranquillità, i panorami e la natura offerta dal posto.

Si tratta di un giro ad anello che sfrutta principalmente i sentieri 009 e 019 del CAI (o meglio tenta di farlo visto la condizione di alcuni tratti...) e che attraversa aree boschive, campi aperti e sommità di colline con doppia vista: da una parte il cuore della Valconca e dall'altra la costa con il mare Adriatico.

Molti belli anche i casolari che si incontrano di tanto in tanto, alcuni oramai abbandonati e altri dove addirittura continuano a viverci persone completamente isolati dal resto del mondo (in alcuni non ci arriva neanche una vera e propria strada...).

Davvero incantevole i resti di quello incontrato verso il km 15 della traccia (in un sentiero che parte da via Catardino), circondato da circa un centinaio di sculture fatte con radici di tronchi d'albero (come mi è stato riferito si tratta di un'opera artistica chiamata "Vertigine Radici divelte" dedicata alla poesia Vertigine di Giovanni Pascoli).
Potete vedere tali sculture nelle 4 foto che ho scattato, anche se non rendono affatto l'ambiente.

La maggior parte dei sentieri risultano ben visibili e percorribili. Nella prima parte però è facile incontrare zone fangose (in particolar modo tra il km 2,5 e 8 della traccia), a volte facilmente aggirabili passando per i campi e altre da attraversare nella vecchia maniera :)

Da prestare però attenzione al tratto che va dal km 6 al km 10 della traccia gps, quello chiamato nelle cartine OSM "Sentiero del Santo Sepolcro". Qui il sentiero tende spesso a restringersi e in vari punti si è costretti a superare alberi caduti circondati anche da rovi (se non volete soffrire sono quindi consigliati pantaloni lunghi ben resistenti :)

Poi ad un certo punto siamo stati costretti inevitabilmente ad abbandonare tale sentiero in quanto ci siamo trovato davanti ad un avvallamento eccessivamente pericoloso per la ripidità e la vegetazione di fittisismi rovi.
Quindi in questo caso per trovare la via d'uscita senza perdere tempo seguite pure la traccia gps condivisa, ma attenzione perché occorre superare un punto con una forte pendenza in salita resa ancora più dura dal terreno scivoloso (per superarla è inevitabile avere scarpe da trekking con suola in buono stato).

Altri problemi sono sorti verso il km 14.1 della traccia in prossimità dell'area boschiva da superare. In questa parte di tragitto sia il sentiero riportato su mappa OSM che la segnaletica CAI non sono tanto chiare (in alcuni tratti addirittura risultano sdoppiate, probabilmente alcune si riferiscono ad un sentiero poi abbandonato).
C'è un sentiero più evidente poco prima la curva della strada via Barabana (nel punto della traccia dove siamo tornati indietro), ma non è quello corretto perché occorre scendere e non salire. A rendere più complicate le cose è anche la fitta vegetazione. Pertanto qui meglio cercare di seguire la traccia gps.


Alla luce di tali difficoltà questa escursione così come è stata pianificata non è consigliata a tutti. Da tenere in considerazione anche l'impegno fisico richiesto per affrontarla (parliamo di oltre 1000 metri di ascesa con 3-4 salite davvero ripide, soprattutto quella finale più lunga che va affrontata quando si è già stanchi).
Nessuno però vi vieta di dividerla in più punti o cercare strade alternative (in zona abbiamo visto anche altri vari sentieri minori ma che purtroppo non sono riportate sulle mappe).

Indicazioni sulla sicurezza:
- il percorso è lungo e faticoso, consigliata abbondante scorta di acqua
- il terreno in alcuni tratti è difficoltoso, consigliate calzature trekking con suola in buono stato

Tipo di strada:
- Non asfaltata: 5,09 km
- Sterrato: 3,24 km
- Lastricato: 855 m
- Asfalto: 4,74 km
- Sconosciuta: 6,14 km

Indice difficoltà (ibpindex.com): 103

Video Relive: https://www.relive.cc/view/vPv4GeV4QRq

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Pendenza impegnativa, soprattutto al ritorno quando andrà fatta in salita
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Causa fango da questo punto in avanti abbiamo preferito tagliare per i campi anziché proseguire per il sentiero
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Questo tratto era più fangoso rispetto agli altri
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Dopo questo tratto il sentiero inizia a restringersi e troverete vari punti sbarrati da alberi caduti. Superarli a piedi non è impossibile ma occhio alla vegetazione fitta.
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Attenzione!

Da questo punto in avanti il percorso inizia a farsi meno chiaro e diventa anche molto meno agevole a causa della presenza di rovi e vegetazione fitta. Abbiamo fatto vari tentativi per superarlo (visibili anche nella traccia gps condivisa) ma poi la soluzione migliore è stata quella di tornare indietro e cercare un percorso migliore.
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Attenzione, tratto molti ripido con terreno scivoloso. Necessarie calzature adeguate e con suola in buono stato.
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Nelle varie mappe OSM non è riportato nulla ma si può salire verso la parte alta di Mondaino senza problemi grazie a questa rampa
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Attenzione: in questa parte di tragitto sia il sentiero riportato su mappa OSM che la segnaletica CAI non sono tanto chiare (in alcuni tratti addirittura risultano sdoppiate). C'è un sentiero più evidente poco prima la curva della strada via Barabana (nel punto della traccia dove siamo tornati indietro), ma non è quello corretto perché occorre scendere e non salire. A rendere più complicate le cose è anche la fitta vegetazione. Pertanto qui meglio cercare di seguire la traccia gps.
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Curiose sculture fatte con tronchi di alberi che circondano un'abitazione abbandonata ormai da tempo. Ce ne sono un centinaio, purtroppo non si riescono a trovare informazioni su cosa si tratta esattamente.
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