Pinco83

Difficoltà tecnica   Medio

Coordinate 220

Uploaded 20 febbraio 2017

Recorded febbraio 2017

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1.171 m
554 m
0
1,2
2,4
4,71 km

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vicino Scandriglia, Lazio (Italia)

Orario inizio: 02/19/2017 09:34

Velocità media: 1,6 km/h

Velocità media mov.: 3,1 km/h

Altitudine minima: 543 m

Altitudine massima: 1178 m

Velocità di salita: 409,5 m/h

Velocità di discesa: -353,3 m/h

Tempo di salita: 02:44

Si imbocca la ripida carrareccia (molto scivolosa in caso di pioggia) che sale a fianco di una casa e quando, dopo pochi metri, si biforca si prosegue a destra fino a raggiungere un piccolo edificio dell’acquedotto. Oltre l’acquedotto si prosegue lungo un evidente sentiero nel bosco che traversa lungamente con alcuni saliscendi fino ad intercettare una ripida e malconcia strada sterrata.

Si piega a sinistra, seguendo in salita la sterrata e, dopo pochi metri, si raggiunge il convento abbandonato di S. Nicola (700m; 30 min), arroccato su un piccolo sperone a dominare Scandriglia.

Il sentiero prosegue a destra costeggiando il muro del convento, supera sulla destra una piccola grotticella nascosta dalle radici di un albero, e prosegue in debole salita a mezzacosta fino a raggiungere un cancelletto in legno. Oltre il cancello il sentiero piega a destra e prosegue lungamente fino a raggiungere un’ampia ed erbosa sella, tra il Colle di Cerreta e il Colle Vallepecoraro, dalla quale si può ammirare la vicina (in linea d’aria) Cima delle Casarene.

Oltre i prati della sella si prosegue nel bosco lungo un ben marcato sentiero in direzione SSE. Si sale lungamente, ma mai in modo ripido fino a quando la traccia inizia a scendere per raggiungere la piccola fonte di Vallepecorara (non fare affidamento sulla presenza d’acqua in quanto la fonte è spesso in secca).
Si risale per la vallecola sulla destra e ci si porta sulla dorsale che si segue fina a dei prati sotto l’elevazione che forma la vetta del Serrapopolo.
Volendo evitare la discesa alla fonte, è possibile piegare a destra quando il sentiero inizia a scendere e seguire delle tracce poco evidenti che, seguendo l’ampia cresta portano direttamente ai prati sotto la vetta.
Per affrontare l’ultima ripida salita il sentiero, poco marcato e mal segnato obliqua a destra, supera il bosco e risale su terreni sgombri dagli alberi; la traccia, tuttavia, è molto difficile da trovare. In alternativa si può affrontare direttamente la salita nel bosco fino a raggiungere le aree sgombre sommitali e la vetta (1180 m; 2 h dal convento). Entrambe le alternative sono decisamente scomode (imontagnini.it)


Convento di S.Nicola: Particolarmente interessanti e meritevoli di attenzione sono gli aspetti vegetazionali; l'escursione attraversa gli ambienti delle rupi calcaree esposte sui versanti sabini sede di formazioni rupicole a leccio prevalente inoltrandosi nei versanti interni fino alle quote più elevate osservando il bosco misto dominato da prevalenza di carpino e roverella lasciare spazio ai consorzi di transizione al faggeto con acero di monte, acero d'Ungheria e cerro e alle localizzate cerrete. La storia dei luoghi è sottolineata dalla presenza dell'eremo dei cappuccini di San Nicola, pregevole esempio di architettura religiosa arroccato su uno sperone calcareo; purtroppo il complesso versa attualmente in un forte stato di degrado che ne rende sconsigliata la visita. Luogo di estrema solitudine il Monte Serrapopolo può offrire incontri diretti e fornire indicazioni sulla fauna che frequenta questo settore montano (parks.it)

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