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12,44 km

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vicino Decontra, Abruzzo (Italia)

Questa dura escursione, con annesso tentativo fatto dalla fonte Rava Cupa, ha rappresentato, almeno per me, cercare una possibilita’ di salita al Monte Rapina utilizzando il vallone della Rava Cupa, detto anche “il cucchiaio” dagli scialpinisti. Ho provato a partire dalla fonte, e vi daro’ dei suggerimenti:
1) il tracciato dalla fonte affronta un bosco ripidissimo, con alberi caduti dalle valanghe invernali e percorrere il centro del vallone e’ impossibile per la giungla di vegetazione impenetrabile. Ho lottato fino al punto di non riuscire a trovare piu’ un passaggio sicuro e sono ritornato alla fonte. Quando gli scialpinisti affrontano in discesa questo vallone, probabilmente i metri di neve ne permettono l’uscita fin sulla strada.
2) La salita della Rava Cupa, intrapresa da prima del Rifugio Barrasso, e’ stata fattibile e con accenno di sentierino da seguire, ma si e’ rilevata durissima, vuoi per l’ambiente torrido di questa secca estate, vuoi per la vegetazione alta ed infestante, o per qualche albero sradicato e depositato al centro del vallone dalle intemperie che ha reso il percorso un po’ a ostacoli. Se ne esce, ma vi fara’ penare !!
3) Il percorso e’, quindi, possibile ed anche di soddisfazione per essere riusciti nell’ ”impresa”, ma se volete fare quest’anello in maniera piu’ soft, vi conviene salire per la cresta e scendere per la rava. Io ho optato per il contrario anche perche’ conoscendo la cresta ma non la rava, ho preferito affrontarla all’andata per poi ritornare sul sicuro.
Da Guado S. Antonio si prosegue sulla stradina della Valle del’Orfento fino poco prima della fonte, dove si prova ad iniziare a salire per il bosco. Se qualcuno riuscira’ a trovare un passaggio (a piedi) che si ricongiunga al tracciato piu’ in alto, magari potra’ condividerlo. Sono salito fino al possibile, ritornando indietro al Guado e prendendo il sentiero B3 per il Pescofalcone. Poco prima del rifugio Barrasso si devia a sx, su sentierino accennato, verso il bosco, dove si trovera’ una comoda pista, poi sentiero sempre visibile, che sbuca dentro la rava (segni rossi sugli ultimi alberi prima del vallone per essere individuabile nel senso inverso). Salendo prevalentemente al centro del vallone, si piega poi a dx (SW) verso il visibile Rapina. L’ultima salita, dura, si effettua in un sentierino accennato nella mugheta, ripidissimo. Sbucherete sulla cresta, in prossimita’ di un ometto (qui ci si puo' ricollegare alla mia traccia https://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=10726714 , che descrive la salita al Pescofalcone). Verso sx (S), in pochi minuti si e’ sulla cima. Per il ritorno, come detto, si prosegue sul sentiero segnato che percorre la cresta e scende al rifugio. Con percorso panoramico verso il Gran Sasso si continua a scendere e si ritorna al parcheggio.

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