montepiana
45 2 32

Coordinate 2559

Uploaded 31 marzo 2016

Recorded marzo 2016

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2.321 m
2.193 m
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1,6
3,3
6,53 km

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vicino Carbonin, Trentino - Alto Adige (Italia)

Il Monte Piana è uno dei teatri di battaglia emblematici della guerra in montagna durante il primo conflitto mondiale. Al centro delle Dolomiti Orientali, costituisce un baluardo naturale a guardia della strada che collega il Cadore con la Val Pusteria. Nel 1915 il confine tra l’Italia e l’Impero Asburgico passava tra le sue due sommità: la Sud italiana, la Nord austro-ungarica. Per la sua importanza strategica il Monte Piana fu teatro di aspri combattimenti e di straordinarie opere difensive/offensive, che dovettero essere adattate alla sue caratteristiche morfologiche. Le tracce dei combattimenti, delle opere realizzate, della vita quotidiana dei soldati sono ancora oggi leggibili sul terreno, percorrendo i sentieri e visitando le opere ripristinate del Museo Storico all’aperto di Monte Piana, un esempio unico nel suo genere. L’Associazione “Amici del Monte Piana” assicura sistematicamente il ripristino e la manutenzione delle opere e dell’ambiente che, ogni anno, subiscono danni dalle intemperie e dal disgelo. Grazie a questo lavoro e all’impegno educativo dei soci, il Museo è diventato un luogo vivente d’incontro e di pace tra i popoli, visitato da un numero crescente di escursionisti desiderosi di apprendere pagine di storia percorrendone “fisicamente” i sentieri.

L'itinerario completo qui proposto passa anche su tratti di sentiero esposto munito di funi di sicurezza per cui si raccomanda la massima prudenza e deve essere affrontato solo da escursionisti con esperienza ed adeguata attrezzatura. Per gli escursionisti meno esperti si consigliano differenti itinerari di visita, che provvederemo a pubblicare prossimamente.

Dal Rifugio Bosi si sale si raggiunge il piazzale sovrastante e superata la sbarra si segue il sentiero n. 122 risalendo la prima rampa, dopo di che un cartello indica sulla sinistra il sentiero storico n. 6a. Il primo tratto del sentiero è esposto e munti in alcuni di corda di sicurezza.
Sono presenti da subito resti di manufatti bellici mentre la vista spazia sulla sottostante valle Popena e sul massiccio del Cristallo. Si giunge presto, in una posizione protetta dal tiro avversario, al comando di Compagnia dell’ala sinistra. Il sentiero aggira una galleria oggi non transitabile e giunge alle prime postazioni che dominano la valle sottostante fino a raggiungere i resti dei ricoveri per truppe. Spesso sulla destra partono collegamenti con le trincee sulla sommità della montagna.
Il sentiero si stacca dal precipizio e si giunge al cippo di confine che ricorda anche il Tenente Giuseppe de Pluri. Seguendo il segnavia 6a, tra le trincee, si raggiungono il cippo dedicato al maggiore Angelo Bosi e la Piramide Carducci. Prima che il sentiero incominci a scendere verso la forcella dei Castrati, si entra nella trincea di sinistra, ripulita dai detriti, nei pressi del cartello n°10 indicante una trincea con ricoveri e magazzini. L’ampio spazio che si apre costituiva il comando tattico di compagnia; proseguendo tra trincee, ricoveri e postazioni per tiratori si giunge alla Croce che contraddistingue la sommità meridionale di Monte Piana. Appena sotto la croce si possono raggiungere la caverna e la galleria dell’osservatorio dell’artiglieria. Si rientra in nella trincea che seguendo il bordo della montagna passa attraverso a ricoveri fino a giungere alla postazione per il lanciamine “Bettica” e scende fino all’osservatorio “I-bis” che domina la valle sottostante. Si ritorna nella trincea principale e dopo aver superato l’ingresso di una caverna e un punto di osservazione rivolto verso la val Pusteria si esce dalla trincea. Ci si dirige attraverso i prati verso la posizione “I” contrassegnata dal cartello n°7 dalla quale si segue la comoda traccia di un sentiero che porta al cippo in ricordo dei Roberto De Simone, decorato di Medaglia d’oro, e alla forcella dei castrati. Ci si immette così sul sentiero 111 – 6a che, dopo essere risalito qualche metro, devia sulla destra con un breve tratto attrezzato su una cengia dove sono presenti numerose caverne italiane. Ci troviamo nella “Guardia Napoleone”, si tratta del settore italiano più avanzato. Procedendo per il sentiero, che necessita un passo sicuro, si giunge al fosso alpino. A questo punto si scendono i primi metri verso la valle Rinbianco fino a raggiungere la deviazione, sulla destra, che porta all’ingresso della galleria di mina. La galleria è percorribile solo con casco e torcia elettrica e l’ingresso è a proprio rischio e pericolo!!!!!! Si ritorna sul sentiero principale e lo si risale fino a trovare il sentiero 6a, nei pressi del Fosso Alpino, che costeggia il versante orientale del monte costeggiando le linee austroungariche sempre in vista delle postazioni italiane della sommità K.
Si raggiunge l’aerea cengia del versante settentrionale del monte caratterizzata dalla presenza di caverne e baracche austroungariche. Si incontra presto il comando di battaglione dell’ala sinistra con l’ingresso della galleria dei Kaiserjager. Proseguendo sempre su un sentiero molto esposto e in parte attrezzato si risale sulla sommità settentrionale del monte poco distanti dalla Croce di Dobbiaco. Si raggiunge in breve la croce con uno splendido panorama verso la val Pusteria. Passando vicino al vecchio cippo di confine si prosegue per un breve tratto sul sentiero dei pionieri fino a trovare il cartello n°22. Scendendo lungo i gradini o all'interno della breve galleria (se muniti di torcia) si raggiungono i resti del comando di battaglione dell'ala destra. Si sconsiglia di seguire il sentiero che ripercorre i vari resti di guerra in quanto in gran parte franato. Si ritorna sulla sommità del monte e si segue il sentiero n° 6 che attraversando numerosi resti di trincee austriache, in parte ancora sconvolti dai bombardamenti italiani, scende verso la forcella dei Castrati. Poche centinaia di metri prima della Forcella si incontra il cartello n° 21 che indica la prima linea blindata austroungarica dove sono presenti alcuni reticolati con code di porco ricostruiti dagli Amici delle Dolomiti a scopo didattico. Si possono qui percorrere alcuni metri della trincea blindata in cemento armato ed è possibile raggiungere le postazioni austroungariche più avanzate recentemente ripristinate ed ancora in fase di consolidamento. Si possono notare alcuni passaggi di trincea coperta con il tavolato in legno ancora originale. Un breve spiazzo erboso, che costituiva la terra di nessuno, porta alle prime linee italiane. Qui le linee contrapposte distano nel punto più vicino meno di 25 metri. Si tratta di una serie di camminamenti e piccole postazioni dirette verso la prima linea austriaca, più distanti una serie di baracche. Seguendo i camminamenti in parte ripristinati si raggiunge la campana. Nelle immediate vicinanze si trova il punto di incontro con la galleria d'attacco italiana e poco dopo una postazione per mitragliatrice. Si ritorna così presto alla forcella dei Castrati e il sentiero comincia a risalire la sommità sud del monte. Poco dopo si devia sulla sinistra raggiungendo la croce dedicata ai Caduti del 55° Reggimento Fanteria della Brigata Marche. Proseguendo per tracce di sentiero il cartello n° 11 indica la ricostruita postazione per bombarda ad aria compressa. Seguendo tracce di sentiero e trincee in gran parte ripristinate si scende verso est visitando numerosi costruzioni militari in parte evidenziate dai cartelli del museo storico fino al n° 18. Risalendo al n°17, una traccia di sentiero, in gran parte costeggiata da un camminamento, scende in direzione sud-est verso la Cappella ed il rifugio Bosi. Lungo il sentiero si nota sulla sinistra una costruzione intonacata, l'unica del settore italiano, che era adibita ad infermeria. Dopo poche centinaia di metri si raggiunge la Cappella e quindi, scendendo la scalinata, il rifugio Bosi.

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Ricostruzione di un ricovero per truppa

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