morfeo67
174 8 92
  • Foto di Monte Novegno da Fusine
  • Foto di Monte Novegno da Fusine
  • Foto di Monte Novegno da Fusine
  • Foto di Monte Novegno da Fusine
  • Foto di Monte Novegno da Fusine
  • Foto di Monte Novegno da Fusine

Difficoltà tecnica   Impegnativo

Tempo  7 ore 12 minuti

Coordinate 1290

Uploaded 25 ottobre 2015

Recorded ottobre 2015

-
-
1.599 m
452 m
0
3,4
6,8
13,6 km

Visto 885 volte, scaricato 4 volte

vicino Fusine, Veneto (Italia)

Percorso circolare
Lunghezza circa 13.5 Km
Dislivello complessivo circa 1150 m
Partenza: Fusine (456 m) raggiungibile da Arsiero prendendo la SP per Posina (VI)
Cartografia: Sezioni Vicentine del CAI. Valdastico ed Altipiani trentini. Foglio 1. Scala 1:25000.
Bibliografia: L. Carollo; Guida escursionistica della Val Posina, Ed. La Serenissima, 2008
Sentieri: percorso completamente segnalato con n°480, 440, 488
Note:
pur essendo un itinerario segnalato va affrontato con prudenza e atenzione. La traccia in molti tratti è labile (scarsa frequentazione) e vi sono diversi attraversamenti di canaloni franosi.
Frequente l'incontro con il camoscio se si mantiene un opportuno silenzio.

Relazione. Lasciata l'auto nel parcheggio a lato della strada principale, si supera il ponte sul torrente Posina e ci si dirige verso la chiesa di fusine che sta un po' in alto davanti a noi. Al bivio prima della chiesa ci sono le tabelle segnaletiche CAI. Si passa la chiesa e si svolta a sinistra incontrando prima contrà Maso e successivamente contrà Bagattini di sotto e di sopra (563 m). Qui il sentiero passa in mezzo alle case ed è opportuno individuare bene i segnavia. Il sentiero, in ogni casa parte a SO del nucleo di case e si dirige agli appezzamenti di terra sovrastanti. Giunti ad un muretto a secco, lo si segua a destra (SO) nel prato fino a trovare un marcato sentiero (ricompaiono anche i segni CAI). Poco oltre, sulla destra, noteremo i resti di un fienile (Tezza Zanon). Ancora qualche decina di metri e si abbandono l'ampio viottolo che stiamo percorrendo per proseguire su una traccia a sinistra (615 m). Nel bosco sono ancora riconoscibili le stazioni a valle dei fili a sbalzo e i resti dele terrazze. A quota 878 m c'è un bivio ben marcato. Teniamo la destra. Il tratto a sinistra non l'ho esplorato. Più in alto (930 m) si sale a tornanti una dorsale al culmine della quale si gode di uno splendido panorama. Proseguendo, dopo aver superato un valloncello su terreno infido, il sentiero prosegue sotto un enorme blocco di roccia.
Giunti a quota 1100 è necessario risalire un erto canalone. Qui è possibile notare i resti dei muri di contenimento della mulattiera adeguata a scopi bellici durante il primo conflitto mondiale. A 1168 m il percorso si apre sulla testata della Val del Rio. Intorno ai 1200 m, in prossimità della confluenza di diversi solchi secondari, si rinvengono affioramenti di rocce ignee. Da questo punto l'ambiente diventa umido, è presente l' acqua nel corso principale ma anche negli affluenti a seconda delle stagioni, e la traccia corre su terreno instabile. A 1300 m, in corrispondenza di uno degli impluvi principali del torrente Rio rifornito di acqua, bisogna seguire la destra orografica in discesa per circa 20 – 30 m prima di guadare (segno bianco rosso su di un faggio). Appena sull'altra sponda si guardi in alto a sinistra. Si scorgeranno dei segnavia che dovremo raggiungere per traccia poco evidente. Tutto questo tratto va percorso con attenzione per non uscire inavertitamente dal percorso. Segue un tratto gradinato. A 1420 m ci si innesta su una carrareccia che porta in breve a Passo Campedello (1437). Ora si segua per Passo delle Vaccaresse (segnavia 440). L'ampio tracciato, devastato da ancora in corso lavori forestali, contorna il versante N di Cima Alta. Lungo il percorso sulla destra, un centinaio di m dopo l'avvio del sentiero, si vedono resti ben conservati di trincee. A 1504 m si incrocia la strada di servizio per l'ex malga Vaccaresse. Ad un bivio (1577 m) troviamo indicazioni (danneggiate) per le postazioni di guera sul versante orientale del m. Vaccaresse. Si continua a sinistra, in salita, raggiungendo in breve il Passo Vaccaresse e il cippo in ricordo di eventi risalenti alla guerra del '15 – '18. Da qui si continua seguendo le indicazioni per Busa del Novegno fino ad incontrare le indicazioni per il sentiero 488 che imbocchiamo. Il sentiero 488 è stato di recente completamente risegnalato per cui anche nei tratti in cui la traccia è poco marcata, la segnaletica bianco rossa non manca. Se per un lungo tratto non la incontriamo simo fuori traccia. Poco oltre sulla sinistra una lapide a ricordo di due partigiani uccisi durante il rastrellamento dell'agosto del '44 ad opera dei tedeschi. Continuiamo ad abbassarci e a quota1530 m incontreremo altri resti di trinceramenti. A 1380 m circa si incontrano le indicazioni per l'ex malga Zola. Un centinaio di metri più sotto, sula sinistra, si apre l'ingresso di una ampia galleria militare, protetto da un'alta massicciata a secco.
Il sentiero termina a circa 850 m in corrispondenza di un'ampia forestale che ci porta in uno spiazzo dove sono ben evidenti i resti della stazione a valle della teleferica che serviva la cava in alta val del Maso. Qui inizia la strada costruita a suo tempo per le esigenza degli impianti di cava ed ora ad uso forestale. Il nostro itinerario, appena dopo la ex stazione a valle, svolta a destra ed interseca detta strada due volte (le indicazioni sono adeguate). A circa 680 m si prende la stradina che porta a contrà Boni e da qui, per strada di collegamento delle varie contrade, si scende a Fusine.

Commenti

    You can or this trail