Tempo  6 ore 17 minuti

Coordinate 2508

Caricato 19 gennaio 2020

Registrato gennaio 2020

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13,52 km

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vicino a Folla, Lombardia (Italia)

S3E9, 19/1/2020

Partenza: Somasca, frazione di Vercurago. Parcheggio nei pressi del Santuario di San Girolamo.

Dal parcheggio superiamo il santuario e percorriamo via alla Basilica e via San Gerolamo, fino a raggiungere una piazzetta con alcuni parcheggi e un arco. Da qui imbocchiamo la via delle cappelle, salendo verso la Valletta.
Superate alcune cappelle, prima di giungere al termine della salita imbocchiamo la Scala Santa sulla destra. Come indicato da un cartello in cima, la scala può essere solo percorsa in salita, quindi cogliamo l'occasione e rimandiamo la visita alla Valletta. Superata la ripida scalinata, continuiamo a salire fino a raggiugere la cima dell'altura su cui sono poste le mura del Castello dell'Innominato.
Dopo una visita al castello, proseguiamo uscendo dal cancello sul lato opposto e scendiamo sulla strada fino alla trattoria La Rocca posta nelle vicinanze. Da qui proseguiamo brevemente fino a imboccare sulla destra il sentiero nel bosco, seguendo le indicazioni per Camposecco e il Magnodeno.
Dopo circa mezzora di cammino nel bosco, su sentiero tendenzialmente poco ripido, giungiamo al rifugio Camposecco, dove ci fermiamo brevemente per riprendere fiato e godere della vista sui laghi dalla collinetta adiacente l'edificio.
Da qui prendiamo sulla destra un sentiero in salita che prosegue fino a intercettare il sentiero 29. Questo sentiero sale con marcata pendenza nel bosco fino a giungere in cima alla dorsale che collega il Magnodeno al Monte Pizzo (o Mudarga) che domina Somasca. Dopo circa mezzora di ripida salita su fondo a tratti sassoso, giungiamo sulla cresta dove finalmente siamo riscaldati dalla luce del sole. Qui si trova il Bivacco Corti, un piccolo edificio con camino e scorte di viveri. Un cippo di confine ci ricorda che un tempo qui terminava lo Stato di Milano e cominciava quello del Veneto, mentre oggi siamo tra i comuni di Lecco ed Erve.
Riprendiamo il cammino risalendo la cresta in direzione nord. Il sentiero qui si fa roccioso e ci porta in cima al Corno Grao, la cui parete rocciosa era visibile sopra di noi già a Camposecco. La vista si apre inizialmente verso ovest, includendo i laghi di Annone e Pusiano al di là del Monte Barro, oltre al lago di Garlate che ci accompagna già da tempo.
Dalla cima del Corno Grao appare finalmente la nostra meta: la croce del Magnodeno è ben visibile, affiancata dalla mole del Resegone, che da qui appare quanto mai vicino.
Il sentiero 29 prosegue sulla dorsale con alcuni saliscendi e un facile passaggio su roccia fino a giungere al Passo Tre Croci, dove sono poste appunto tre croci lignee e un pannello illustrativo che ne racconta la storia.
Superate le Tre Croci, proseguiamo ignorando eventuali deviazioni e ci portiamo ai piedi della cima del Magnodeno. Da qui il sentiero risale più ripido verso la croce, per raggiungere la spalla a sud-ovest della montagna. Quindi, teniamo la sinistra per risalire alcuni gradoni tra le guglie rocciose, e in breve giungiamo finalmente alla croce del Magnodeno.
Sulla vetta sono presenti anche il Bivacco Magnodeno, che troviamo abbastanza frequentato, e una piazzola di atterraggio per elicotteri da cui si gode della miglior vista sulla cresta dentata del Resegone. Dalla croce invece il panorama spazia verso ovest, con il lago di Como che finisce e l'Adda che alle pendici del Monte Barro riprende il suo corso verso la Brianza dopo aver attraversato il laghi di Garlate e Olginate. Le cime da qui visibili sono numerose: i monti di Lecco come le Grigne, il Coltignone e il San Martino, poi il Moregallo, i Corni di Canzo e il Cornizzolo, e allontandosi spiccano il San Primo e il Monte di Tremezzo.
Per la discesa, percorriamo la cresta sull'altro lato della vallata. Nei pressi della piazzola dell'elicottero si trova l'imbocco dl sentiero per il Monte Forcellino. La discesa è abbastanza ripida e sassosa nel primo tratto, fino a una baita. La cresta si fa poi più dolce e scende fino a un crocevia di diversi sentieri, dove si trova un altro cippo di confine.
Noi restiamo inizialmente in cresta, ma a un certo punto il sentiero sembra interrompersi nel pressi di un salto roccioso. Pieghiamo perciò a destra su un sentiero di collgamento che scende fino a quello di mezzacosta.
Superiamo una teleferica. Il sentiero, poco battuto, termina tra le case di Costalottiere, frazione di Erve. Raggiunta la strada asfaltata, andiamo a destra e la percorriamo in direzione di Saina per attraversare la valle del Pisi.
Attraversiamo le case di Saina lungo una strada che si fa sempre più stretta, fino a non essere più carrozzabile. Ci addentriamo nel bosco seguendo l'ampio sentiero in salita, cinto da muretti in pietra.
Giungiamo così al punto panoramico della Croce di Vicerola, posta sotto la parete rocciosa del Monte Pizzo (o Mudarga). Vediamo Somasca sotto di noi, ma per raggiungerla dobbiamo proseguire sul sentiero che, sfortunatamente, pare sia rischioso per via di una frana del Mudarga.
Decidiamo di proseguire prestando particolare attenzione. Il sentiero costeggia la parete franata. Superiamo senza particolari problemi il punto invaso dalle macerie e, senza trattenerci, continuiamo a scendere. Più avanti, reti metalliche proteggono il sentiero dalle rocce che potrebbero staccarsi dal monte.
La discesa termina nella radura alle spalle del Castello dell'Innominato. Da qui scendiamo per la stessa via fatta all'andata. Dal momento che la Scala Santa non può essere discesa, facciamo una deviazione alla Valletta di Somasca, quindi torniamo al parcheggio dalla via delle cappelle.
Sito religioso

Santuario di San Girolamo

Sito religioso

Scala Santa

Rovine

Castello dell'Innominato

Rifugio custodito

Trattoria La Rocca

Rifugio custodito

Camposecco

Rifugio non gestito

Bivacco Corti

Vetta

Corno Grao

Waypoint

Passo Tre Croci

Vetta

Monte Magnodeno

Intersezione

Bivio cresta - valle

Waypoint

Costalottiere

Waypoint

Saina

Panorama

Croce di Vicerola

Panorama

Panorama Monte Pizzo

4 commenti

  • Davide Romano Radaelli 21-gen-2020

    Giro tranquillo da inizio stagione o fine autunno ,fatto diverse volte ma sempre piacevole

  • Foto di mieticapre

    mieticapre 29-giu-2020

    Percorso interessante, il panorama è carino, ma difficilmente si impressiona. Il sentiero negli nella parte in discesa non è facilissimo da seguire se non si usa la mappa (fornita da wikiloc).

  • Foto di mieticapre

    mieticapre 29-giu-2020

    Ho seguito questo percorso  verificato  Vedi altro

    Percorso interessante, il panorama è carino, ma difficilmente si impressiona. Il sentiero negli nella parte in discesa non è facilissimo da seguire se non si usa la mappa (fornita da wikiloc).

  • Foto di dapafelo

    dapafelo 29-giu-2020

    Giro fatto 2 settimane fa, partendo da Vercurago, salita al Castello dell'innominato, Campo Secco, monte tre croci, Magnodeno e rientro passando dal rifugio Stoppani e sentiero del Rotary fino a Vercurago, bella giornata

Puoi o a questo percorso