Tempo in movimento  5 ore 33 minuti

Tempo  7 ore 59 minuti

Coordinate 2719

Caricato 11 agosto 2019

Recorded agosto 2019

  • Rating

     
  • Information

     
  • Easy to follow

     
  • Scenery

     
-
-
1.247 m
845 m
0
3,8
7,5
15,07 km

Visto 61 volte, scaricato 5 volte

vicino Marcellina, Lazio (Italia)

Tenuto conto dei sentieri presenti, abbiamo tracciato un percorso ad anello che consentiva di spaziare sui Pratoni fino a Fonte Campitello, per poi raggiungere, passando per le Schiene degli Asini, il M. Gennaro, che permette una ottima visuale a 360°.
Rimandando a più dettagli nei singoli waypoints, il percorso ripercorre anche parte del Sentiero Coleman (trekking di quattro giorni fatto dal pittore paesaggista Enrico Coleman e dal segretario della Sezione CAI di Roma, ing Martinori, nel 1881) e un tratto della Via dei Lupi.
All'inizio del percorso vi è l'insegna descrittiva del Prato Favale che incivili, anziché leggere, hanno preferito prendere a fucilate.
Lungo il percorso si incontrano mandrie di mucche di razza Podolica al pascolo nei pratoni e nelle vicinanze di fonte Campitello, oltre a cavalli allo stato brado.
La fonte Campitello ha una buona portata e, nonostante non ci fosse scritto "potabile", tutti gli escursionisti, noi compresi, ne abbiamo beneficiato. L’acqua che sgorgava a noi è sembrata ottima e fresca.
Nei prati adiacenti alla fonte abbiano travato molti escursionisti che avevano trascorso la notte in tenda per osservare il fenomeno delle stelle cadenti denominato "Lacrime di S.Lorenzo", approfittando del buio dei boschi.
Proseguendo verso il monte Gennaro, si incontra nel Pratone una chiesetta sconsacrata, divenuta di fatto un rifugio per animali.
Dopo la chiesetta, abbiamo optato di raggiungere il M. Gennaro percorrendo le Schiene degli Asini, ritenendo tale percorso più panoramico. Tale sentiero è tracciato ma non segnalato sulle carte escursionistiche e conduce al Monte Gennaro seguendo la cresta.
Esso origina dal sentiero n. 318, che dal Pratone conduce a Palomara Sabina.
Va detto che la mappa di Openstreetmap indica un inizio del sentiero diverso da quello della cartografia ufficiale del Parco dei Monti Lucretili, ma in ogni caso durante il percorso non si è mai avuto nell'ambiente un riscontro alla traccia GPX (sentieri battuti, indicazioni su alberi o rocce ecc.), per cui percorrerlo è stato difficoltoso e, contrariamente a quanto ci si aspettava, il panorama di cui si gode è pressoché lo stesso apprezzabile dal Gennaro. Per tali motivi è ragionevole preferire il sentiero 305 per raggiungere la vetta.
Giunti in cima il panorama è impagabile, peccato per la giornata molto calda e afosa che, comunque, non ha impedito di scorgere partendo da Nord e a seguire in senso orario: il Terminillo e i monti del Reatino, il M. Soratte, il M. Pellecchia, il Gran Sasso, il M. Velino, il M. Guadagnolo, i monti Prenestini, i monti del Tuscolo, Roma, il lago di Bracciano e i monti Cimini.
In definitiva è un percorso vario e appagante che consigliamo a tutti, anche se alcuni aspetti lo rendono meno agevole di quanto potrebbe essere.
Buona parte dei sentieri di avvicinamento e raccordo tra i pratoni sono accidentati da sassi e rocce che rallentano l’andatura e per la percorrenza dei quali è necessario avere calzature adatte.
I sentieri principali sono segnalati, ma le intersezioni, in più di qualche occasione sono lacunose.
Al pratone principale la vastità dello stesso e l’assoluta mancanza di paline segnaletiche riportanti direzione, distanze e tempi di ciascun sentiero, rendono utile, se non addirittura necessario uno strumento di navigazione GPS.
Prese le opportune precauzioni, il percorso è comunque consigliato, vista anche la relativa distanza da Roma.
Vista panoramica della cittadina di Montecelio e sant'Angelo Romano appena dopo l'alba.
Il percorso 303 fa anche parte del Sentiero Coleman (trekking di quattro giorni fatto dal pittore paesaggista Enrico Coleman e dal segretario della Sezione CAI di Roma, ing Martinori, nel 1881)
Mandria di mucche di razza Podolica al pascolo nelle vicinanze di fonte Campitello bassa.
E' la prima fonte che si incontra sul sentiero 303 E; utilizzata generalmente per dissetare gli animali, mucche e cavalli. La fonte ha una buona portata ed è fresca, io con i compagni di percorso, nonostante non ci fosse scritto "potabile" ne abbiamo approfittato, sia per rinfrescarci, sia per bere e riempire le bottiglie, poiché la temperatura era di circa 33°. Nei prati adiacenti alla fonte abbiano travato molti escursionisti che avevano trascorso la notte in tenda per osservare il fenomeno delle stelle cadenti denominato "Lacrime di S.Lorenzo", approfittando del buio dei boschi.
E' la fonte principale che alimenta anche fonte Campitello bassa. A questo punto si prende il sent. 305 Roccagiovine-Monte Gennaro per la Chiesetta del Pratone.
La presenza così numerosa di sassi rallenta notevolmente l'andatura.
La sconsacrata chiesetta del Pratone, di fatto un rifugio per animali, è stata un punto di riferimento dove il tracciato ad anello, percorso in senso antiorario, si è incrociato.
Dopo la chiesetta, con il mio amico, abbiamo optato di seguire, per un breve tratto il sent. 318 Palombara-Pratone, poi da localitta La Perella percorrere il tracciato segnato sulle carte per le schiene degli Asini fino al Gennaro.
Il monte Pellecchia è la cima più alta dei monti Lucretili 1.370. "da me ritenuto un balcone sull'appennino centrale"
Il sentiero detto delle schiene degli Asini è tracciato ma non segnalato sulle carte escursionistiche e conduce al Monte Gennaro seguendo la cresta. Esso origina dal sentiero n. 318, che dal Pratone conduce a Palomara Sabina. Va detto che la mappa di Openstreetmap indica un inizio del sentiero diverso da quello della cartografia ufficiale del Parco dei Monti Lucretili, ma in ogni caso durante il percorso non si è mai avuto nell'ambiente un riscontro della traccia GPX (sentieri battuti, indicazioni su alberi o rocce ecc.), per cui percorrerlo è stato difficoltoso e, contrariamente a quanto ci si aspettava, il panorama di cui si gode è pressoché lo stesso apprezzabile dal Gennaro.
Panoramica dei pratoni visti dal Monte Gennaro.
Il M. Zappi meglio conosciuto come M. Gennaro è la seconda vetta (dopo il M. Pellecchia) dei monti Lucretili.
Acero con indicazione del sentiero n. 305 che abbiamo seguito dal M. Gennaro fino alla chiesetta del Pratone
Mucche Podoliche allo stato brado a pascolo ai pratoni (sorvegliate da Elfo67)
All'inizio del percorso vi è l'insegna descrittiva del Prato Favale che incivili anziché leggere hanno preferito prendere a fucilate

5 commenti

  • birba69 14-ago-2019

    Posso confermare che l'acqua di fonte Campitello è ottima e fresca, se poi bagnate le scarpe il percorso sarà più sprintoso. Ciao

  • birba69 14-ago-2019

    Aspetto che organizzi qlc di non impegnativo nei pressi del Monte Livata.

  • Foto di Briganteeolo

    Briganteeolo 15-ago-2019

    Sto tracciando un percorso da Livata-Campo Dell'osso-monte Autore da eseguire entro il mese.

  • Foto di falcoDomy

    falcoDomy 18-ago-2019

    Eh Brigante! Il percorso del Gennaro che hai eseguito è un pò diverso dal solito e a ben guardare eviterei " Le Schiene degli Asini". Il passaggio alla fonte è da fare, l'altra volta ho raggiunto la vetta facendo lo stesso percorso a/r.
    Complimenti per la descrizione, sei stato molto esaustivo e dettagliato.
    Ciao

  • Foto di FalcoPino

    FalcoPino 18-ago-2019

    Precisione nei dettagli, con lo scritto e con le foto. Località a 45 minuti da casa che ho sempre programmato di visitare ma al momento ancora non sono riuscito. Spero sia la vota buona, scaricherò la traccia e partirò. Grazie.

You can or this trail