Coordinate 566

Uploaded 29 aprile 2016

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vicino Cortecce, Toscana (Italia)

Un doppio anello nella zona dell’ Eremo di Gamogna, sull’ Appennino Faentino. L’Eremo fu fondato da San Pier Damiani nel 1053 e chiuso nel 1532, diventando solo chiesa parrocchiale. Dopo l’ultimo restauro del 1957, iniziò il degrado degli anni ‘60 e ‘70, fermato solo nel 1991 da Don Antonio Samorì. Dopo aver ristrutturato Trebbana insieme a parecchi volontari mise mano al restauro globale dell’Eremo di Gamogna, facendolo rinascere a nuova vita. Attualmente l’Eremo è occupato dalla comunità religiosa delle Fraternità Monastiche di Gerusalemme. Non è una escursione molto lunga, si può fare anche in una mezza giornata, però la si può gustare meglio prendendosi più tempo. A Gamogna ci si può arrivare da diverse parti; da Marradi, da Ponte della Valle via Lutirano e dal Passo dell’ Eremo, che è situato sulla strada Marradi-S.Benedetto in Alpe. Noi siamo partiti dal Passo dell’Eremo, però invece di prendere lo stradello principale (da cui siamo ritornati), siamo saliti sul crinalino a sinistra, sentiero 521b, diretti verso il Poggio Canove. Giunti nei pressi del Monte di Gamogna,la vetta viene aggirata a sinistra fino ad un cancello, a destra, che si oltrepassa e proseguendo si rimane sotto il Monte stesso. Al primo bivio si scende a destra, giungendo in breve sul sentiero 521 che viene diretto dal Passo. Si va a sinistra e si arriva subito a Gamogna. Dall’Eremo si prosegue passando di fianco alla fontana e al cimitero, lasciando perdere la deviazione per il Ponte della Valle. Dopo una salitella cementata, il sentiero si appiana e si devia a sinistra, indicazione “maneggio”. Volendo si può anche proseguire e deviare in seguito prima del bivio per il Monte Cavallara. Comunque noi abbiamo girato all’indicazione maneggio e fatti pochi metri di nuovo a sinistra in salita su crinale di arenaria. Si cammina su un aereo crinale di arenaria consumata dal vento e dalle piogge, con cocuzzoli che rassomigliano a denti di una sega, forse da qui il toponimo “segaccia”, e giunti al bivio, dove abbiamo già deviato poco tempo prima, si volta, si raggiunge il sentiero 521 e si va a destra sulla via del ritorno verso il Passo dell’Eremo.

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