• Foto di MONTE DEI RONCHI

Difficoltà tecnica   Medio

Coordinate 857

Uploaded 23 gennaio 2018

Recorded gennaio 2018

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1.351 m
819 m
0
1,4
2,8
5,63 km

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vicino Campagrina, Toscana (Italia)

Percorso relativamente breve ma sostanzioso, appagante e divertente visti i molti passaggi di semplice arrampicata.
L'inizio dell'escursione è poco dopo l'uscita della Galleria del Cipollaio versante Nord: è presente un parcheggio con vista sul Monte Sumbra.
Sulla destra della galleria sale uno sterrato che seguiamo ma dopo poco deviamo subito a destra su un ponte seminascosto dalla vegetazione (prima della vicina costruzione in rovina più in alto a uso delle cave).
Adesso percorriamo il ponte sul Canale Freddone e seguiamo la traccia erbosa in salita, verso destra, tra gli alberi.
Dopo poco' il sentiero si apre verso destra permettendo di vedere il monte Freddone e la zona del Passo di Croce mentre in basso vediamo la strada e il parcheggio al Ponte dei Merletti e una costruzione conosciuta anche come Palazzo.
Ora è evidente che quella che stiamo percorrendo è una via di lizza a servizio di alcune piccole cave della zona.
Arrivati ad una piccola cava una freccia blu conferma che siamo sul giusto percorso.
Dopo una decina di minuti si arriva ad un bivio e si inizia a salire verso sinistra (freccia blu) mentre la via di lizza che continua verso destra porta a una vicina cava panoramica sulla zona del Freddone.
Noi seguiamo la via di lizza di sinistra, molto ripida, che si sviluppa in un boschetto con qualche tratto aperto. È necessario un minimo di attenzione per seguire la traccia giusta verso sinistra, aiutano qualche segno blu e un vecchio palo di legno usato per assicurare le corde che permettevano ai blocchi di scendere lungo le vie di lizza.
Ricordo che i segni blu ci accompagneranno per tutta l'escursione e ci aiuteranno molto nella progressione, anche se in certe zone non saranno molti e poi comunque sono sempre sbiaditi.
Continuiamo la ripida salita e arrivati presso un ometto e una grossa pietra segnata di blu siamo sulla mulattiera che univa Campagrina con l'alpeggio di Betigna.
Prendiamo verso destra per tratto in falsopiano e poi salita, con bel panorama sul Corchia. Un segno ci fa salire verso il vicino traliccio che era a servizio delle cave in zona. Adesso siamo sulla cresta est del monte dei Ronchi, piuttosto larga, aperta e pochi alberi. La cresta è costituita da rocce e paleo e sulla destra fa mostra di se il Monte Fiocca. Salendo più in alto la vista si aprirà anche sul Monte Sella, sul Monte Macina, sul Monte Cavallo, Monte Contrario, Monte Grondilice e Monte Sagro.
La cresta non è difficile, ma è ripida e faticosa e qualche segno aiuta nel trovare il percorso più semplice.
Ad un certo punto inizieremo a vedere la ripida piramide sommitale che andremo a salire, per poi spostarci verso sud. Seguiamo il filo di cresta, non esposta, superando rocce carbonatiche che formano anche modeste guglie. Giunti alla ampia e ripida piramide il panorama si apre sulle Apuane settentrionali.
Arrivati alla parte alta della piramide, presso un boschetto di faggi dietro di noi il panorama, oltre che su Freddone e Corchia, si è aperto sulle Panie.
Entriamo nel bosco e ci spostiamo verso sinistra (segno), tra roccette e faggi, e saliamo un breve canalino aiutandoci anche con le mani.
Dopo circa 20 minuti siamo su tratto aperto e panoramico da dove, sulla nostra sinistra, vediamo la vetta del monte. Seguendo i segni blu scendiamo verso sinistra (cioè in direzione sud), ancora nel bosco, per poi riprendere a salire su roccette per tratto aperto.
Si giunge finalmente sulla vetta, contrassegnata da un piccolo ometto. Il panorama si apre sul Picco di Falcovaia, ormai mangiato dalla cava delle cervaiole, sull'Altissimo e sulla costa versiliese.
A questo punto, dopo aver goduto del panorama, scendiamo per il versante meridionale con l'obbiettivo di giungere alla marmifera (sentiero CAI 31) per percorrere l' anello.
Il percorso in discesa in questo versante è più corto, ma più impegnativo e richiede di usare le mani ed lo sconsiglio quando il terreno è scivoloso per le piogge. Chi non volesse affrontarlo può scendere per il percorso fatto in salita.
Scendiamo seguendo i segni e costeggiando alcune guglie carbonatiche che ci portano a un ripido canalino erboso che attraversa un boschetto di faggi. Le foglie e il paleo disturbano nella progressione.
Si attraversa un tratto aperto sulle rocce, seguiamo il filo di cresta tra guglie scistose e molto paleo, cercando e seguendo i non numerosi segni blu che però risultano molto utili.
Scendiamo poi a sinistra un canalino erboso che poi ci riporta alla cresta, in qualche tratto rientriamo anche nel boschetto, e poi seguiamo un tratto erboso con un po' di esposizione, aiutandoci con le mani (fare attenzione).
Dopo 40 minuti circa le difficoltà finiscono e ci troviamo presso uno slargo erboso (presente albero secco segnato) che costituisce il colle dei Ronchi (1210 m), da qua la cresta risale verso la cresta dell'Altissimo.
Non è evidente, ma dobbiamo spostarci a destra (capannello di cacciatori) nel bosco dove i segni blu tornano in quantità.
Seguiamo il sentiero nel bosco e poi ci spostiamo verso sinistra poiché vediamo sotto la marmifera. È necessario fare attenzione perché i segni blu continuano anche in un ramo di destra, ma è impossibile sbagliare sapendo che dobbiamo andare alla sottostante marmifera.
Si arriva all'imbocco della galleria dei Ronchi dove termina il sentiero segnato di blu con la marmifera che proviene dalle cave del Fondone (zona monte Altissimo) e costituisce anche il tratto del sentiero 31 proveniente dal Castellaccio e che termina alle cave delle Cervaiole dove si interrompe.
La galleria che percorriamo è lunga un centinaio di metri ma non occorre avere una lampada frontale.
Una volta usciti possiamo vedere parte della cresta che abbiamo appena percorso. La marmifera scende lievemente con tratti aperti e panoramici sul Corchia e tratti in cui la vegetazione impedisce di vedere il panorama.
Ad un certo punto troviamo sulla sinistra un deposito per l'acqua e dopo un paio di minuti la marmifera finisce con una sbarra e si immette in una strada asfaltata che dal Cipollaio porta alla cava delle Cervaiole.
Il sentiero 31 sale a destra seguendo la strada, invece il ramo della strada che scende costituisce il sentiero 141 che qua inizia e va al Passo dei Fordazzani e termina al Passo di Croce.
Occhio qui perchè il 141 è poco visibile all'inizio.
Seguiamo la strada in discesa e' arriviamo ad un cancello posto di recente, presso una casetta panoramica su Corchia e Freddone.
Dopo poco si arriva a una sbarra chiusa che superiamo: siamo al Colle del Cipollaio Qua c'è una strada scende verso destra e uno sterrato che si stacca a sinistra costituendo il sentiero 141. Lo imbocchiamo e troviamo subito l'innesto del sentiero non segnato che seguiremo per tornare al punto di partenza.
Arrivati ad a un bivio la traccia continua verso sinistra come mulattiera per l'alpeggio di Betigna ormai completamente invaso dalla vegetazione ma noi invece prendiamo il ramo di destra, dove è presente una piccola sbarra.
Subito c'è una casa sulla sinistra coperta da eternit con il nome di "Villa". Scendiamo per un rimboschimento a conifere, percorriamo alcuni tornanti che ci portano dopo poco a un piccolo ponticello coperto di lamiera sul Canale del Freddone, che prendiamo a costeggiare avendolo a sinistra.
Scendiamo per tratti ricchi di vegetazione, e si arriva presso una costruzione probabilmente a servizio delle cave e in paio di minuti siamo al piazzale dove chiudiamo l'anello.
Non so perchè non è venuto il tempo impiegato per fare l'escursione però io in tutto (pause comprese) ci ho messo 4 ore esatte.
Consiglio di intraprendere la discesa dalla vetta indossando un casco da arrampicata per le molte rocce presenti e di fare attenzione perchè alcuni punti a causa delle foglie sono scivolosi anche se asciutti.

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