Tempo in movimento  3 ore un minuto

Tempo  9 ore 36 minuti

Coordinate 2143

Caricato 30 marzo 2019

Recorded marzo 2019

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2.114 m
1.122 m
0
3,4
6,9
13,8 km

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vicino Civitella Alfedena, Abruzzo (Italia)

Premetto, l'escursione prevede l'attraversamento di zone in riserva integrale del PNALM, noi l'abbiamo fatto con la massima prudenza e nel pieno rispetto della natura anche se abbiamo contravvenuto alle regole del parco.
Il giro programmato prevedeva di toccare anche Monte di Sterpi Alto, Pizzo Cavuto e soprattutto il monte Petroso e Petrosello ma, le nostre non eccellenti condizioni fisiche, l'aver iniziato l'escursione alle 8:00 da Ciditella Alfedena e la gran quantità di neve che ancora ricopriva tutta la zona ha reso impossibile il rientrare nelle tempistiche per tornare alla macchina con la luce del sole.
Dal sentiero I1 abbiamo attraversato tutta la Val di Rose, fino al Passo Cavuto, la neve abbondante e crostosa ci ha accolto quasi subito siamo entrati nella valle in prossimità del passo.
Abbiamo messo i ramponi e siamo saliti fino al passo nella massima solitudine non essendo ancora passato nessuno.
Dal Passo Cavuto il panorama annienta lo sguardo e confonde le emozioni, tutto immensamente bianco, il Petroso nobile e imperioso ci ha fatto capire che anche oggi ci avrebbe respinto. Infatti la cresta che sale dal Rifugio di Forca Resuni, è percorribile anche se affilata, ma l'ultimo tratto si spinge sino ai 35°, occorre una doppia piccozza e si deve attraversare un passaggio tra roccie friabili. Se invece si decidesse di proseguire a mezza costa per prendere la salita sul fianco nord/ovest si attraverserebbe comunque un lungo traverso esposto e ripido che avrebbe necessitato di numerose energie nonchè di molto tempo. Arrivati sul Petrosello il tutto si sarebbe dovuto ripetere per salire sul Petroso in assetto invernale e alpinistico. Il ritorno sarebbe stato anche più complesso. Troppo per noi in quel momento.
Abbiamo così ripiegato sul Capraro, bella impettata su neve ottima ma con trappole dietro ogni passo, alcuni punti cedevoli nascondevano sotto mezzo metro di vuoto dove ci si poteva spezzare una gamba tra le roccie. Arrivati sul Capraro 2100mt abbiamo iniziato a studiare come poter arrivare sul Balzo della Chiesa. Va detto che è già complicato in estate dovendo attraversare una cresta esposta e fare affidamento sulla tenuta dei pini mughi. Con la neve tutto è apparso immediatamente più difficile. La cresta era ricoperta da una lunga balconata esposta, abbiamo dovuto decidere di passare fuori traccia sul versante ovest più pulito dalla neve ma quasi interamente ricoperto di un fittissimo groviglio di pini mughi e da pareti di roccia esposte e lingue di neve. Il tutto ci ha portato via un enorme quantità di tempo, soprattutto all'andata, si attraversano passaggi di I°e II°grado, si cammina tra i pini mughi e si attraversano lingue di neve che hanno bisogno di grande attenzione per via del fatto che cedono all'improvviso sotto ai piedi e si rischia di scivolare finendo la propia corsa tra i pini mughi. Detto questo al Balzo della Chiesa ci siamo arrivati, senza ramponi senza picche e ne acqua, impiegando tra andata e ritorno almeno 3h. La via di ritorno ci ha visto tagliare costeggiando la cresta, sempre attraverso il groviglio dei pini mughi che a volta hanno aviuto la funzione di ponti tibetani e passaggi da ferrata. Tornati al Capraro abbiamo recuperato il tutto e siamo ridiscesi tranquillamente sull'I1 sino a giungere alla macchina per le 17:00. Un uscita a metà ma condita di tanto tanto divertimento.

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