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24,27 km

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vicino Casavecchia, Liguria (Italia)

La Mo.Ma (acronimo di Monferrato Mare) è un itinerario a lunga percorrenza diviso in 4 giorni che collega il mio paese, San Salvatore Monferrato, con Arenzano.
L'itinerario è stato in parte ideato da me ed in parte sfrutta sentieri già esistenti.

Quarta ed ultima tappa della Mo.Ma.
Partenza dall'Hotel Villa Margherita di Tiglieto ed arrivo ad Arenzano.
Sentieri utilizzati:
FIE due quadrati gialli vuoti da Colla Albergasso al Passo Fruia
FIE triangolo giallo vuoto dal Passo Fruia al Bric del Dente
FIE triangolo giallo pieno dal Bric del Dente all'intersezione con l'AV
CAI AV dall'interezione col FIE tiangolo giallo pieno al Passo del Faiallo
FIE due cerchi rossi pieni dal Passo del Faiallo ad Arenzano

La sveglia suona alle 7:30 del 24 Settembre 2017, oggi sono solo 23km, non è il caso di partire all'alba.
La notte però l'ho passata quasi in bianco, tra l'aver esagerato la sera prima a cena e il non essere nel mio letto.
Morale, sono già stanco.
In più mi sono svegliato con un raffreddore pazzesco, figlio del bruciore di gola del giorno prima.
Colazione ed alle 8:30 si parte.
Non vado avanti, però.
Alla minima salita le pulsazioni schizzano a 145/150, le gambe girano male ed il fiatone è sempre li.
Ma non importa, il culo ad Arenzano in un modo o nell'altro ce lo porto!!
Una salta su asfalto ci porta in località "vasche di Tiglieto", dove ritroviamo il doppio quadrato vuoto giallo che avevamo visto al Passo della Crocetta.
Comincia una bella e panoramica carrozzabile (che poi diventa sentiero) sul crinale.
A farci compagnia, il via vai di cacciatori intenti a disporsi per una battuta al cinghiale.
Tra tanti sali e pochi scendi, arriviamo al "famigerato" bivio del Dente.
Qua, nel 2015, la guida dell'intersezionale prese un abbaglio: invece di proseguire per il Dente-Faiallo e scendere ad Arenzano, ci portò verso Masone.
<>, fu la sua spiegazione, e andò tutto a monte.
Ci fermiamo un attimo nei pressi della palina segnaletica, quasi in preghiera.
In realtà, vogliamo solo riprendere fiato!
Ora il profilo altimetrico ci dice che comincerà la dura salita al Monte Dente (1107 mt slm), punto più alto di oggi e di tutta la Mo.Ma.
Proseguiamo, ma la salita non c'è.
O meglio...c'è...ma tranquilla. Non certo l'impennata che prevedeva l'altimetria.
Tra me gioisco.
Ma dura poco.
Comincio a pensare <>
Infatti, su un pianoro dobbiamo staccarci dal sentiero evidente per prendere a sinistra una traccia che tira su dritto (e ripeto, dritto, non un tornante ne una minima curva) fino alla cima del Dente.
Pendenza media: 30%.
Mentre Erika affronta l'erta con un certo piglio (sono andata pianissimo, dirà poi...va beh!!), io vado su in modalità sopravvivenza, cercando di non sforare i 170 bmp...ovvero mettendo un piede davanti l'altro alla velocità di una lumaca morente.
Qualche facile roccetta e siamo in cima.
Il panorama verso l'entroterra è spettacolare...peccato che di vedere il mare non se ne parla: a sud è tutta una distesa di nuvole basse.
Sono un po' deluso, lo ammetto. Dopo tanta fatica...
L'albergato questa mattina ce lo aveva detto: <>
Menagramo.
Scendiamo dal Dente e proseguiamo verso il Faiallo, sfruttando un tratto dell'Alta Via dei Monti Liguri.
Ecco, ora siamo davvero nelle nuvole.
Mettiamo su la giacca a vento, non fa per niente caldo.
Il tragitto verso il Faiallo è una sorta di fiaba...o di sogno.
Avvolti nel grigio, le distanze si azzerano ed i suoni svaniscono.
Si va si va tra boschi e rocce ricoperte di muschio.
Il tratto sulla SP73 ci riporta alla realtà.
Arriviamo al Faiallo alle 12:30 circa.
Le nuvole sono un poco diradate.
Entriamo nell'affollatissimo bar-ristorante "Una nuvola sul Mare" (che ironia) per prendere qualcosa di zuccherato e fresco da bere.
Ripartendo sbagliamo strada, ma solo per qualche decina di metri.
Ripresa la retta via, prendiamo il sentiero due pallini rossi pieni che in 3h30min ci promette di portarci ad Arenzano.
Comincia una lunghissima (1600 e passa metri di dislivello negativo) e scassatissima discesa, totalmente nelle nuvole fino al Passo della Gava, poi man mano emergendo da esse fino all'improvvisa esplosione di sole arrivati al Curlo.
Dieci gradi di differenza in 10 metri...che botta!
Ci voleva, per darci una scossa, perchè siamo cotti: io mi sto addormentando, Erika ha le gambe che tremano.
Le prime case di Arenzano ci appaiono come un miraggio.
Arriviamo sul lungo mare distrutti, facendo quasi fatica ad alzare le braccia al cielo ed a sorridere per la foto...ma contenti ed orgogliosi di avercela fatta.
La nostra Mo.Ma è stata dura, ma è stata altrettanto bella.
E' stata una sfida con noi stessi.
Ed abbiamo vinto :)

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