Tempo  9 ore 34 minuti

Coordinate 699

Uploaded 16 aprile 2016

Recorded aprile 2016

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1.766 m
672 m
0
3,6
7,2
14,44 km

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vicino Rocca d'Anfo, Lombardia (Italia)

In una precedente visita da queste parti http://www.hikr.org/tour/post93188.html , notai una croce in mezzo a tanti torrioni apparentemente inavvicinabili se visti da sud, una volta tornato a casa, mi misi a cercare su internet che cima potesse essere: Cima Meghè, la si raggiunge partendo dal Rif. Baremone in 1h circa, oppure, ci si arriva dal Passo di Zeno. Ok, mettiamola nel cassetto dei desiderata…

E’ passato un anno da quel giorno e di mezzo ci sono state tante traversie, ma oggi che la salute mi sostiene, provo a realizzare un giro che è racchiuso solo nella mia mente un po’ bacata, un giro che mi porterà ad esplorare oltremodo una zona molto ostica.

Quando parcheggio l’auto le nuvole cingono d’assedio il Meghè, e questo è già un brutto inizio per uno che vuole cimentarsi in un’escursione wild, avanzo così sulla sterrata che porta verso il Passo di Zeno guardando sempre verso la mia meta, un po’ per “sfidarla” e un po’ per capire se i ripidi canaloni posti a sud hanno uno sbocco sulle creste.

Dopo aver incontrato un simpatico local alla Baita Gardeurse che conosce bene i posti , mi dice che la mia è una malsana idea, perché nessuno mai si è avventurato tra quelle insidiose verticalità, e comunque come dice il local, se mi voglio ammazzare cerca almeno di divertirti!

Dopo un’accurata spiega, riprendo i miei passi e mi porto nei pressi di una zona franosa, che qua nell’idioma locale chiamano Laf, invece di seguire la facile sterrata che porta al Passo di Zeno, piego deciso verso destra e prendo una traccia su comoda cresta che mi fa oltrepassare 2/3 roccoli ( foto 2) ed altrettanti dossi, poi quasi per caso, mi ritrovo sul sentiero (poco intuibile) che aggira il Meghè e va verso il M. Baremone.

Non trovando altra soluzione prendo questa flebile traccia, proseguo il mio cammino tra facili cengette ed esposti pendii erbosi, sino a quando un piccolo sperone roccioso fa da spartiacque tra il sentiero asciutto appena affrontato e il resto del percorso che adesso si fa fottutamente innevato.

Restando sempre sulla stretta mezzacosta ad un certo punto ho trovato una palina (rivelatasi ingannatrice) che invitava a proseguire su per un ambiente in forte pendenza e completamente innevato (50/60 cm), una neve marcia che sicuramente non ha aiutato la mia progressione. Adesso sono in cresta, ma dove si va? I Mughi ostruiscono completamente il passaggio e la meta sembra essere da tutt’altra parte…

Giusto il tempo di tirare giù tutti i Santi e via che ridiscendo sino alla palina incriminata, da qua, in maniera poco assennata, invece di ritornare sui miei passi e tornare alla macchina con la coda tra le gambe, viro verso destra e continuo il giro sino a giungere sulla stradina del Baremone. Che fortunatamente è chiusa causa neve.

I tempi si stanno decisamente allungando e una certa demoralizzazione mi assale, ma non c’è tempo da perdere, se si fa buio chi mi trova qua? E allora via spedito sino quasi al Passo di Baremone, dove delle belle casette mi fanno sperare di trovare qualcuno, ma niente non c’è anima viva… nel frattempo vedo la Croce di Meghè in distanza. Vabbè, mi fermo a mangiare poi vedo.


Conoscendo la mia testa, prendo armi e bagagli e parto seguendo una traccia ora parzialmente innevata ma fottutamente ripida, tanto che ad un certo punto, ho lasciato lo zaino appoggiato ad un Abete così da far meno fatica sulla progressione.

Passata la zona boschiva, ecco di nuovo i Mughi e la neve alta, si passano alcuni tratti esposti con alcune roccette insidiose (umide e marce), e quando tutto sembra andato a culo…ecco la Croce, un’ultima fatica e sono in Cima! Fanculo, porca troika… che fatica… ma ce l’ho fatta. 7h di cammino.

Giusto il tempo di fare qualche foto e si riparte, c’è ancora del sicuro ravano da fare. Ritornato allo zaino e poi alle casette adesso viene il tempo di scegliere: come faccio a scendere verso Tese di Sopra? Vedo le case la in fondo, ma di tracce utili manco l’ombra.

Vabbè, star fermi non serve a nulla, scendo per i ripidi pendii erbosi…

Il primo tratto è abbastanza intuibile, il problema arriva quando impatto con un salto poco carino, piego allora a sinistra e mi butto in una piccola forra che scende ripida a valle (è un rischio), ma anche qua ad un certo punto il torrentello diventa cascata… minchia, mi si sta scaricando pure il telefono, meno male che ho avvisato la mia signora sulla meta che avevo in programma.

Uscito dalla forra, ho girato a random per qualche minuto, e quando tutto sembrava perso (arriveranno i soccorsi, sic!), ancora una volta Sanculotto attira il mio sguardo su un altro torrentello parallelo che scende con meno impetuosità, lo guardo bene, e mi accorgo che una volta guadato, una traccia prosegue verso il bosco! Vuoi vedere che… e vuoi vedere si!!! Il sentiero viene utilizzato dai locals per rifornirsi di legname, e che cazzo, qua torno alla macchina ho pensato.

Tempo dieci minuti di comodo cammino, ed ecco che spunto nel bel mezzo di una bella cascina, dove tanti bambini con i rispettivi genitori mi guardano un po’ sbigottiti (avrei dovuto fotografarli :) ), tanto che i ragazzini hanno detto: E questo signore da dove esce???

Scusate, rispondo io, non so come ho fatto a ritrovarmi qua… risata generale e qualche battuta per rendere più divertente la cosa e poi giù, la strada sterrata mi porterà direttamente alla macchina. 9h15 di giro, osti che fadiga…

Nota 1): Bellissimo giro ad anello in zone poco frequentate ma anche poco segnalate, il T4+ è d’obbligo per questo giro, forse senza neve la traccia è più intuibile, ma la lunghezza è comunque di tutto rispetto. Attenzione anche alla salita per la Croce di Meghè, tratti esposti e roccette marce, ma grande soddisfazione una volta arrivati. Adesso capisco perchè un local mi aveva avvisato di stare attento... Dislivello 1523mt- Km 16,500- 9h15

Nota 2): Cose a caso & Chi se ne frega.

Chi se ne frega: In Cina non sarà più reato giocare a golf.

Brigitta Bulgari ha chiuso con i film hard. Ha appeso il pube al chiodo!

17 Aprile: La pornostar Valentina Nappi si è schierata a favore delle trivellazioni. Quasi quasi “l’appoggio”…



Nota 3): Poche parole… by Eric e “Quelo”



Se è canna… pesco,

se è ghiaccio… fresco,

ma se “batti”… adesco!





A la prochaine! Menek und Olmo
  • Foto di Parcheggio acquedotto
  • Foto di Parcheggio acquedotto
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  • Foto di Tese di Sopra
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