Tempo  6 ore 11 minuti

Coordinate 6393

Uploaded 21 aprile 2018

Recorded aprile 2018

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1.592 m
203 m
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3,9
7,9
15,72 km

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vicino Carpen, Veneto (Italia)

Giro ad anello dalla Val del Piave (o Valle della Piave) verso il Monte Tomatico con l’obiettivo di percorrere sentieri e tracce insoliti.

Si può trasformare questo giro in “versione light” scendendo dalla vetta del Monte Tomatico direttamente a Casera Lusena per la facile dorsale nord est.
Così facendo rimane comunque quasi tutto al di fuori dei tracciati CAI, e si evita il tratto dove il tempo e la natura hanno quasi cancellato i vecchi sentieri e dove bisogna mettere in conto di procedere un po’ scomodamente.

Nella prima parte verso Malga dei Roi attenzione a un paio di bivi con “impronte di sentiero sul terreno” della stessa evidenza: non si finirebbe in posti pericolosi, si rischia solo di tornare indietro.
Dopo Malga dei Roi si percorre qualche decina di metri su sterrata e poi si riprende un sentiero che, inizialmente anche con buone pendenze, conduce a Malga Paoda.
A un certo punto si passa per il rudere di Malga Roi Vecchia dove incredibilmente c’è un vecchio e grande segnavia CAI con la numerazione 850.
Il CAI 850 adesso è da tutt’altra parte e, per quella zona, non ho trovato tratteggi in alcuna delle vecchie cartine che posseggo.

Da Malga Paoda solita salita diretta (qualche tratto ripido) su pendii erbosi per immettersi nell’Alta Via degli Eroi per poi comodamente finire sulla vetta del Monte Tomatico.
Qui si può scegliere la già citata “versione light” oppure si prende la bella dorsale nord ovest e si scende per circa 500 metri di dislivello: è un po’ più ripida della nord est ma mai problematica.
All’uscita dalla dorsale c’è la parte scomoda verso Casera Col Alt: il pendio è abbastanza inclinato e le tracce rimaste di sentiero (seppur indicate nelle cartine) sono quasi inesistenti.
Ho trovato qualche nastro (sbiaditissimo) di cantiere e qualche bollo arancione, e bisogna fare un po’ su e giù (o giù e su a seconda delle preferenze) per evitare qualche costola rocciosa e mantenere più o meno la quota: sarà una progressione lenta e abbastanza faticosa.
Poco prima di Casera Pian Alt compare dal nulla una “quasi mulattiera” che poi riscompare, ma che dopo la casera rimane costante e permette, finalmente, di camminare potendo appoggiare bene tutto il piede (e non solo un po’ di taglio, un po’ di punta e un po’ di tacco).

Alla fine ci si immette in una sterrata che porta al ricongiungimento con la dorsale nord est da dove si proverrebbe con la versione light del giro.
La Val del Sabbione è – imbocco a parte – ben segnata con bolli rossi tipo ENEL.

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