Tempo  5 ore 58 minuti

Coordinate 391

Uploaded 24 febbraio 2016

Recorded febbraio 2016

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1.222 m
779 m
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2,0
4,0
8,04 km

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vicino Filipazzi, Emilia-Romagna (Italia)

Era da un po’ di tempo che giravo attorno al Poggio Alto, ed oggi finalmente ho appoggiato il mio bel culetto sulle sue roccette calde con mia grande soddisfazione; non sto parlando di una vetta alpina “irraggiungibile”, ma quando si scoprono cime nuove e poco conosciute, per me è sempre un grande piacere e mi ripaga degli sforzi che talune volte bisogna mettere in campo.



Partiti da Filippazzi col Poggio Alto già in bella vista, ci incamminiamo sulla strada sino a raggiungere le ultime case del piccolo agglomerato, si piega a sinistra seguendo una simil sterrata, e dopo qualche metro inizia il “ravano” ha inizio.



Seguendo un po’ l’istinto , un po’ il senso dell’orientamento e un po’ il culo (non deve mai mancare), ci infiliamo in un bosco ripido, mal tenuto e a tratti lastricato di fango, ci si fa largo con fatica tra i rami che ora ostruiscono la salita su un fondo sdrucciolevole, e quando sembriamo fuori dal pantano… ecco la neve, mierda!



Sempre con marcata pendenza si risale il secondo tratto boschivo e quando sembra di intravvedere finalmente il crinale, mi volto per controllare dov’è finito il mio socio Piero visto che non sento più il suo continuo affanno respiratorio… ma… che succede dietro di me??? Boia, il soccorso alpino!

Piero è circondato dai paramedici, ansima … respirazione bocca-a-bocca, forza Piero! Niente.

Gli squarciano la felpa e poi la canotta della salute… Defibrillatore! Libera! Libera! Liberaaa!!! Porca t…a, lo stiamo perdendo! Sono attimi di terrore, ma il “nostro” si riprende e il viso riprende colore. Si prosegue? Si, ma gli viene applicata sulla schiena una piccola camera iperbarica per eventuali e ulteriori cedimenti, che per fortuna non ci saranno.



Intercettato il sentiero 151 ora è tutto più chiaro, di qua ci sono già passato e so come cavarmela. Guadagnata la sella con il crocevia, Piero si ferma per un break, io deposito lo zaino, e in un battibaleno mi ritrovo sul panoramico M. Gonio. Foto e via di corsa…





Seguendo le indicazioni per il M. Capra, ora il cammino si fa più sicuro ma allo stesso tempo faticoso per via della neve intonsa, fortuna che si viaggia in falsopiano… la bollatura sugli alberi in questo caso aiuta non poco, anzi, direi che è provvidenziale.





Adesso siamo su una comoda cresta e lì davanti a noi spicca un assolato Poggio Alto… adelante brigada borracha! Un ultimo sforzo seguendo le tracce di ungulati e molto probabilmente di un Lupo, ed eccoci con mia grande gioia sul Poggio Alto. Sono le 11:00 e noi mangiamo con un caldo da primavera inoltrata.

Siccome che abbiamo in previsione ancora del ravano, cerchiamo di recuperare velocemente le forze così da essere pronti per affrontare le semplici balze rocciose; op,op,op ed eccoci di nuovo sul sentiero ufficiale completamente imbiancato. Qua è tutto molto chiaro…



Oltrepassato l’ennesimo boschetto, ora ci ritroviamo ai piedi del ripido Poggio Vaccari dove Piero si ferma per riposare, di fare ulteriore “strappi” manco a parlarne; allora via che parto in solitaria senza zaino sulle spalle, guadagno la cresta rocciosa e oltrepasso l’Anticima N.E. , in pochi minuti mi ritrovo su un dossetto che risponde al nome di Poggio Vaccari. Anche qua foto di rito, waypoint e poi via…




Riguadagno la cresta e ritorno sui miei passi, saltello sulle rocce come Roberto Bolle, ed eccomi di nuovo dal Cinghiale che è posizionato sulla neve come Toro Seduto. Ripartiamo? Ok…

Si alza in piedi e mi dice: cazzo ho il retrotreno bagnato!

Io: certo se ti siedi sulla neve… perché non hai messo il tuo quintalesco culo direttamente nel ruscelletto? Avresti fatto un rinfrescante bidet!

A pantomima conclusa, puntiamo di nuovo verso il Poggio Alto, poco prima della sua risalita, ci buttiamo su un sentiero che sale in moderata pendenza, quattro comodi passi ed vai con la Cima Q 1204. Con l’ennesima cresta si potrebbe scendere verso valle e quindi ritornare alla macchina, ma valutata l’impossibilità di affrontarla causa neve in cornice e rocce di II°, giriamo le “pecche” e scendiamo verso il sentiero.



Adesso viene il bello (un’altra volta)…



Dove si scende ora? Guardo la traccia e mi accorgo, con gran colpo di culo, che un sentiero (diciamo così) scende proprio dove siamo noi, lo imbocchiamo fiduciosi, e dopo uno smerdamento di scarponi non indifferente, passiamo una piccola forra e ci buttiamo su una sterrata che da l’idea di essere abbandonata, 15/20 minuti di cammino, et voilà che siamo di nuovo a Filippazzi! E’ andata anche questa…




Nota 1): Bel giro nella selvaggia Val Trebbia, un posto che non finisce mai di stupire a livello di ambiente e fauna. Partendo da Filippazzi per raggiungere il Poggio Alto non esistono sentieri segnalati, io ho puntato verso il crinale camminando ripidamente tra la fitta boscaglia, senza traccia evidente e come se non ci fosse un domani, la fortuna è che senza le foglie sulle piante l’orientamento ne ha giovato. Ovvio che qua ci vuole una minima conoscenza del territorio e senso di orientamento a livello QB. Probabilmente sarebbe stato più facile il giro se l’avessi affrontato al contrario… ma non sarebbe stata la stessa cosa. :))) 5h a/r

Nota 2): Cose a caso & chi se ne frega.


Chi se ne frega: State con Totti o con Spalletti?

Chi se ne frega: Kamasutra, alcune posizioni sono a rischio…

Kate Middleton è incinta: ECHISSENEFREGA???




Nota 3): Che c’entra Maggio col giro? Un cazzo, è che avrei voluto fare il giro in primavera ma invece…

Grazie Eric.

MAGGIO.

Io guardo il grande bosco e punto verso il Faggio,

la meta è il Poggio Alto ma non mi sento ostaggio,

la gamba mi fa male… ci vuole del rodaggio.

Maggio,

il giro è bello tosto, direi che è selvaggio,

non l’ho trovato in “rete”, ho fatto del sondaggio,

ok va tutto bene, la in fondo c’è un villaggio.

Maggio,

conoscere le cime è proprio un bel vantaggio,

con Piero che mi segue a mo di gemellaggio,

c’ho Olmo sulle spalle e faccio tassinaggio.

Si vota in primavera col doppio ballottaggio, e in fondo mi domando: chi cazzo è mai sto Maggio?





A la prochaine! Menek und Olmo al controllo del mixer…

Hikr.org/Menek

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