Tempo  8 ore 24 minuti

Coordinate 9553

Caricato 18 ottobre 2017

Recorded ottobre 2017

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2.235 m
438 m
0
3,5
7,0
14,0 km

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vicino Gene Media, Veneto (Italia)

“Tecnicamente” è un’escursione tutta su tracciati CAI (871-872-875), ma non bisogna aspettarsi di essere guidati dalla segnaletica su “percorsi spensierati”.
Come scritto chiaramente in tutte le guide, sui Monti del Sole non c’è nulla di facile nella normale accezione del termine: fino a Forcella Zana (alias Forzèla de Iéna o de l'Òn) è un medio livello per i Monti del Sole, ma in generale è già difficile.
Anche il Gruppo del Piz de Mezodì (o Piz de Mezzodì) è mediamente abbastanza complicato, e lo è la parte che va da Forcella Zana fino alla cresta sommitale che collega le cime ovest e nord.
Solo la discesa verso Forcella Franche è riconoscibile, per impronta a terra e segnaletica, come un tracciato CAI standard – comunque di discreto livello.
Da Forcella Zana si entra nell’ultimo tratto dell’Alta Via dei Monti del Sole percorsa in direzione sud-nord.
Itinerario perfetto per escursionisti esperti, allenati e con senso dell’orientamento.
Fattibile anche in senso inverso, ma a mio giudizio diventa più complicato (DECISAMENTE più complicato se prima volta) e meno bello in generale.
Credo (perché non l’ho mai fatto) che in senso inverso – guardando alle quote e agli orientamenti – si incontrino temperature meno omogenee.
Da Gena Bassa un’andata e ritorno in giornata alle cime presuppone un “buon fisico da competizione” e una perfetta conoscenza del terreno – non credo sia prudente programmare un’andata e ritorno senza esserci mai stati.
Oppure si può provare, ma partendo mentalmente preparati a scendere verso Forcella Franche in caso di forti ritardi o problemi di tenuta fisica: poi con “San Autostop” si può sempre rientrare alla macchina.
Per i fotografi, da non perdere – con un medio tele – la foto al Bus de le Neole inquadrata dall’alto che si può scattare da una forcelletta poco dopo Cima al Sass o Zima de le Masiére.
Le foto qui pubblicate sono tratte da due diversi passaggi … con lo stesso vecchio cellulare.
La versione traversata, come da traccia di questa registrazione GPS, si può facilmente chiudere con un rientro alla macchina in bicicletta: 14 km circa con lunga discesa e un po’ di piano.

Da Gena Bassa a Forcella Zana (Forzèla de Iéna o Forzèla de l'Òn)
Subito prima del Bar alla Soffia si imbocca la stradina asfaltata chiusa al traffico che porta fino a Gena Alta: questa si può fare anche al buio per chi vuol partire molto presto.
All’ingresso di Gena Alta, accanto a un Capitello in legno, si stacca il sentiero con indicazione Bivacco Valdo.
Il sentiero parte bello tranquillo nel bosco, sorpassa la deviazione per Cogol de la Loreza e Zimon de Gena, e poi un po’ alla volta cambia pelle: brevi tratti esposti, qualche passo/strappetto scivoloso e un paio di brevi segmenti attrezzati.
Arrivati al fondo della Val Soffia bisogna … farsela tutta fino alla fine.
Poco dopo l’inizio di questo tipico fondo valle si passa il bivio che a destra conduce al Bivacco Valdo.
Nel primo tratto le tracce fanno salire un po’ sulla destra (o sinistra orografica), ma poi si sta abbastanza in mezzo all’impluvio.
Novità 2017 (questa registrazione GPS è del 17 Ottobre 2017): nuove segnature (ben fatte e aiutano a faticare meno nell’aggiramento dei vari roccioni) nel tratto dalla deviazione per il Bivacco Valdo a Forcella Zana; nello stesso tratto nuova scaletta a grappe metalliche che azzera le difficoltà su un lastrone molto inclinato abbastanza infido, dove prima (il mio ultimo passaggio era di Dicembre 2016) c’era un cordino non molto rassicurante.

Da Forcella Zana (Forzèla de Iéna o Forzèla de l'Òn) a Forcella Franche con deviazioni per Piz de Mezodì Ovest e Piz de Mezodì Nord (anche Piz de Mezzodì in altre trascrizioni)
Arrivati a Forcella Zana si sale verso sinistra: da qui in poi si trovano parecchi bolli rossi, qualche freccetta, un paio di “875” numerazione CAI e un discreto numero di generosi (come dimensioni) segnavia bianco-azzurri tipici dell’Alta Via dei Monti del Sole (anche in forma di triangolo che indica proprio la percorrenza di un’alta via).
Svariati ometti anche, molto utili nella seconda parte di tutta questa gran crestone-dorsale che porta alle varie cime del Piz de Mezodì.
Attenzione però: sono tanti perché è lunga, ma non c’è un segno ogni 10 metri.
Bisogna avere sempre l’occhio sia sulla breve che sulla media distanza per valutare la traccia a terra e per individuare il prossimo segno che difficilmente sarà uguale al precedente: Segno rosso? Bianco azzurro? Freccetta? Ometto?
L’inizio da Forcella Zana è caratterizzato da un taglio di mughi (con varie svolte) di discreta lunghezza e non molto dopo si arriva a un canalino che nella guida è indicato di II° grado: qui la roccia è solida, pulita e con appigli di buone dimensioni.
Poi in generale è sempre impegnativo, ma molto bello e vario per buoni escursionisti, con lunga serie di canalini, traversi, piccole cengette di tutti i tipi, ancora brevi tagli di mughi, strappetti dal fondo più vario, ecc.
Si arriva a Cima al Sass o Zima de le Masiére che è un “piattone” (doppia cima) elevato di pochi metri rispetto alla cresta/dorsale di cui si sta seguendo la linea sotto il filo.
Da qui in poi aumentare l’attenzione perché c’è il tratto con “il terreno più sporco” e si potrebbe risentire un po’ della stanchezza: vari punti scivolosi per ghiaino/pietrisco che “casualmente” capitano dove c’è esposizione.
Con un ultimo canale a fondo erboso si arriva a una forcelletta erbosa sulla cresta sommitale che unisce le due cime ovest e nord del Piz de Mezodì.
Appena sotto la forcelletta si va a sinistra per la Cima Ovest del Piz de Mezodì e a destra per la Cima Nord o Zima de la Crós.
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Deviazione per la Cima Ovest del Piz de Mezodì – la deviazione non fa parte dell’Alta Via dei Monti del Sole e, pertanto, non ci sono bolli rossi o altri segni bianco azzurri in tutto il tratto.
Primi metri forse non molto intuitivi, ma bisogna seguire una lista erbosa che aggira, in salita esposta verso destra, il primo balzo di roccia con un paio di svolte – la prima breve diagonale di questa specie di “ZETA” è verso sinistra (ho pubblicato una foto con linea sovraimpressa di questo passaggio).
Poi si seguono gli ometti per bella cresta (anche esile a tratti, con un passaggio più esposto a causa di una roccia sporgente) fino alle facili roccette finali interpretabili a piacere (e si nota dalle due differenti linee di salita e discesa della mia traccia GPS) → ometto sulla vetta.
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Dalla forcelletta punto di deviazione per la Cima Ovest, nell’opposta direzione si va per la Cima Nord seguendo la cresta (appena sotto nella prima parte) fino a oltrepassare il bivio di discesa a Forcella Franche, e si arriva finalmente alla gran Croce di Cima Nord del Piz de Mezodì o Zima de la Crós (breve e abbastanza semplice, rispetto a tutto il resto, questa seconda deviazione).
Ora si rientra al bivio di discesa a Forcella Franche (dove finiscono i segnavia bianco azzurri dell’Alta Via dei Monti del Sole) e giù per la Cresta della Mussaia.
Questa è una cresta di “stampo” diverso dalla precedente, non facile per un principiante ma facile per chi è arrivato fino a qui: è un vero percorso CAI ben segnato.
Si arriva a un’altra forcella dove si gira a sinistra (per la testata del Van de Fòra) e dove c’è il tratto più insidioso di tutta la discesa.
Girando a destra, con percorso complicato e diverso da come tracciato nella cartina Tabacco, si arriverebbe allo sbocco superiore del Bus de le Neole: molto bello, ma … è un’altra escursione.
Il nostro tratto di sinistra, invece, è un pendio ripido e molto sporco e scivoloso; ci sono evidenti segni CAI bianco rossi che guidano per la linea migliore, ma serve attenzione: anche una semplice “scivolatina” da fermo può provocare danni.
Subito dopo breve e dolce risalita e via per il finale di discesa su terreno molto vario: tratti quasi dolomitici, sentiero duro, con ghiaie, con radici, qualche piccolo ripido e finale nel bosco.

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