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vicino Trombone, Umbria (Italia)

L’escursione inizia presso l’abbandonata casa cantoniera (m 492), sulla Provinciale Semptempedana, dove anticamente sorgeva la statio Romana di Dubios. https://www.google.it/maps/place/43%C2%B010'25.5%22N+12%C2%B052'33.2%22E/@43.173762,12.8737213,522m/data=!3m2!1e3!4b1!4m2!3m1!1s0x0:0x0?hl=it La lastra di marmo che si trova sulla casa cantoniera oramai dismessa, riporta che qui passava una bretella della strada romana la Flaminia, che veniva da Nocera Umbra e giungeva fino a Pioraco. Con il declino dell'Impero romano gli abitanti di Dubios si rifugiarono sulle alture limitrofe . Al suo posto fu costruita la Pieve di Santa Maria, probabilmente utilizzando i materiali dell’antica statio, ,purtroppo ad oggi non rimangono tracce più di nulla. Nel libro settecentesco “Delle Antichità Picene “dell’Abbate Giuseppe Colucci dimostra ampliamente l'esistenza di Dubios.
Siamo scesi nel campo antistante e voltato a dx, lo abbiamo percorso fino in fondo per poi riprendere la strada a sx (direzione Pioraco). Percorsi circa 200 m si è voltato a dx (sentiero CAI 270F). Dopo circa 700 m. di strada bianca siamo arrivati in un prato dove girato a dx si è iniziato a salire per arrivare al boschetto dove leggermente a sx si trova la sterrata da intraprendere. Si sale con un buon dislivello e al primo bivio si prende a sx seguendo le indicazioni per Fr.Valcora (sentiero CAI270).Al secondo incrocio prendere a dx e salire fino a incrociare la carrareccia girare a sx per arrivare ai prati sommitali del Monte Bordaino. Continuare e al primo bivio voltare a dx per ridurre il tragitto che si riprende dopo circa 200 m. più avanti svoltando a dx. Si arriva al segnavia, dove si segueil sentiero CAI 269B direzione Rocca S. Lucia. In breve si arriva a Piano del Sasso, dove si può ammirare un ottimo panorama fino a vedere Pioraco, Monte Primo e i Tre Pizzi. Arrivati al segnavia (sentiero CAI 270C direzione Rocca S. Lucia) si gira a dx prendendo così una mulattiera, che inizia a scendere, offrendo dei bellissimi scorci panoramici. Si scende ora sulla sella prativa del M. Ferro Rotondo fino ad arrivare alla Rocca S. Lucia, che si erge maestosa avanti a noi. Questa detta anche "di Laverino", sono ancora visibili i resti della torre e del palatium (la residenza dei proprietari), che fu fondata per opera di Rodolfo di Monaldo III Conti di Nocera nel 1020, e abitata nel XII sec. dalla famiglia dei Cavalca che fece addossare alla torre originaria un nuovo corpo di fabbrica a uso abitativo. Una terza costruzione, più elegante delle precedenti, fu aggiunta nel XIII sec. Nei pressi della rocca sorgeva anche una chiesa intitolata a Santa Lucia e documentata solo a partire dal 1333-34, esistente fino alla seconda metà del XVIII secolo, ma oggi scomparsa. Ritornati sulla carrareccia, si scende a dx su una mulattiera, che in breve dopo un’ampia curva incrocia un’altra mulattiera che si prende a dx .Continuando a scendere si arriva al segnavia, dove (sentiero CAI 270) si volta a dx. Questo porta alla Grotta dei Pecorari, che è ben segnalata dalle frecce, che indicano di andare a sx lungo le pendici nord del M. Vermenone. Spettacolare quest’area carsica poiché è ricca di piccole grotte e rocce modellate dall’acqua e dal tempo. Ritornati sul sentiero, si scende in questa zona ricca di fonti, dove si trova anche la sorgente del torrente Fiumetto affluente del fiume Potenza, che si costeggia fino a ritornare alle auto.

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Pioraco

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