Tempo in movimento  3 ore 6 minuti

Tempo  3 ore 40 minuti

Coordinate 2258

Caricato 4 agosto 2019

Recorded agosto 2019

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1.135 m
678 m
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3,1
6,2
12,5 km

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vicino Cansatessa, Abruzzo (Italia)

Ho scoperto questo "sentiero" solo qualche anno fa, quasi casualmente. Il letto dell'ampia mulattiera era ben visibile, ma a terra la traccia era allora alquanto flebile, forse impressa più dalla fauna locale che non dagli escursionisti. I lunghi muri a secco che proteggono e sostengono ancora il cammino, facevano pensare che fosse stato realizzato all'epoca del rimboschimento, negli anni 20/30 del secolo scorso...ma le pietre erano troppo grandi e accatastate in maniera troppo precisa, più che per un piccolo sentiero, erano state sapientemente composte per sostenere una traccia ben più ampia.

Infatti questa mulattiera che conduce ai ruderi di S.Severo è sicuramente molto più antica, forse di secoli...
Osservando le cartine IGM degli anni 50/60, si può vedere perfettamente che l'inizio di questa importante stradina montana aveva inizio proprio all'altezza dell'edicola votiva della Madonnina esattamente tra Pettino e Cansatessa (oggi Via delle svolte) inizio di questo percorso.

Dalla vecchia via Antica Arischia, proprio in questo punto, c'era anche un antico fontanile oggi non più esistente (l'edicola attuale è stata spostata di qualche metro e ricostruita dopo l'ampliamento della strada negli anni '80).
Da qui, la piccola strada bianca si staccava verso destra e verso Nord con una sentiero che subito guadagnava quota tagliando poi in due, diagonalmente e con un'ampia curva, Monte Pettino.
I muri di sostruzione sono per lunghi tratti ancora imponenti e nonostante alcuni crolli, continuano a sfidare il tempo egregiamente...ed accompagnano il viandante proteggendolo ed assicurandogli una larghezza del cammino ancora davvero comoda.

Questa traccia, attraversando un piccolo Fosso, incrocia un modesto fontanile abbeveratoio (la Fonticella 2WP) rimaneggiato nel 1941. Poco prima di questo Fosso e della Fonticella c'è un bivio: a destra si salirebbe direttamente fino a Croce Cozza (ne ho percorso per errore qualche decina di metri) noi invece dobbiamo prendere a sinistra in pianura...
Non c'è dubbio, era questa l'antica diramazione/scorciatoia di Via Antica Arischia che conduceva quasi dritto per dritto all'importante complesso monastico di S. Severo, toccando poco prima Fonte del Salice.
Praticamente era il miglior tracciato perchè con un guadagno altimetrico graduale e costante, consentiva di essere certamente rapidi, ma con meno fatica possibile.
Probabilmente nei continui su e giù, vi si potevano incrociare anche due cavalli o muli, senza troppa fatica di scomode manovre...

Da Fonte del Salice (a Mt 842) e poi dai ruderi di S.Severo (Mt 884) il percorso continua in leggera salita per una lunga ma facile carrareccia che attraversando la "Valle Cascio" accanto al "Colle dei Castagni", ci porta ad un valico con un bivio sotto il "Colle della Rosetta" (a Mt 1022) da questo bivio a destra, continuando a salire, arriviamo sulla cresta e poco dopo sulla sommità di Monte Pettino (Mt 1147). Da qui, si riscende leggermente di quota e si giunge sulla cima di Croce Cozza (Mt 1110).
La discesa è per il panoramico sentiero della Madonnina.
Una volta raggiunta la quota più bassa delle pendici della montagna (a circa Mt 760, nella località "Fonte Austina") si prosegue verso Nord/Ovest, con un sentiero che segue i tralicci dell'alta tensione.
Ora in questa parte finale, per lo più pianeggiante, bisognerà attraversare 3 Fossi (Attenzione se avete bambini al seguito!) con dei "cancelletti" (facilmente apribili) su rudimentali recinzioni, prima di arrivare ad incrociare il sentiero ed il Fosso da cui siamo partiti.
Tutta da osservare questa antichissima mulattiera. Ci sono ampi tratti perfettamente conservati, alternati ad altri parzialmente crollati...la larghezza era almeno di un paio di metri e più, sufficienti ad un comodo passaggio di persone e di animali. Per tipologia di costruzione è analoga (e forse coeva) ai resti della vecchia Via Antica Arischia, nel tratto che dal "Casale del Barone" si inerpica fino alla Chiesa della "Madonna di Capo la Piaia". Sarebbe auspicabile una risistemazione adeguata e controllata, finalizzata alla conservazione di queste importanti e storiche tracce viarie.
Ho quasi sempre trovato non attivo questo fontanile...l'acqua nel vascone, evidentemente si accumula fuoriuscendo dalla cannella solo in presenza di piogge...
Antico e preziosissimo fontanile /abbeveratoio. Attivo praticamente tutto l'anno, consente il ristoro alle greggi, ai pastori e a tutti gli amanti di questi posti affascinanti...E' situato poco al di sotto del monastero equiziano di S. Severo. Forse il toponimo indicava la presenza di un pianta di salice(?) ora scomparsa...
Posto ameno (già descritto in altri precedenti percorsi). La chiesa e l'antica foresteria del monastero, entrambi a pianta rettangolare, conservano all'esterno interessanti murature. Pensate che la chiesa, all'interno, negli anni '50/60, mostrava ancora il suo importante ciclo di affreschi sulle pareti... E solo fino a pochi anni fa si poteva ammirare una "Deposizione" in una nicchia proprio dietro l'altare (negli anni '80 l'affresco è stato distaccato e trafugato da ignoti). Oramai però, queste importantissime testimonianze sono nel decadimento più totale...più volte ho provato a denunciare lo stato di totale abbandono, ma sembra che questo posto sia destinato a rimanere cosi per tanti altri anni (?)... Forse, a quasi 52 anni, sto imparando una cosa...a vedere questi nostri storici luoghi con occhi diversi e ad apprezzare la realtà di come oggi, miracolosamente a noi sono arrivati... Forse bisogna capire ed accettare anche il tempo che inesorabilmente li logora... Forse, hanno comunque qualcosa da insegnarci, proprio perché sono giunti a noi così, Puri, senza artefazioni e rimaneggiamenti... Una cosa è certa, l'amenita' che si avverte in questi luoghi, ci fa riflettere sui giorni che stiamo vivendo, dimostrandoci che i veri valori, sono ben altri di quelli che i tempi attuali vorrebbero imporci.
In quest'area, ci sono diverse grotte antropizzate, alcune ormai crollate ed altre, come questa, ancora visibili in mezzo alla folta vegetazione...io sono riuscito a trovarne solo due (di cui una parzialmente crollata) ma alcuni pastori del posto mi hanno assicurato che nei dintorni ce ne sono ancora altre...
Il bivio che si incontra sulla carrareccia che ci porterebbe quasi a ridosso della chiesa della "Madonna Fore".
Altro punto di intersezione: a sinistra per "la Crocetta", dritti discesa per "Fonte Cascio, a destra (nostra direzione) per Monte Pettino.
Durante l'ultimo tratto di questo percorso, ci sono tre fossi naturali da attraversare. Tutto molto semplice, si raccomanda precauzione solo se ci sono bambini con noi. Almeno in due punti, bisognerà aprire un cancelletto su recinzione di filo spinato (per custodire gli animali). L'altra raccomandazione è di richiudere questi cancelli di legni assemblati da fil di ferro e spaghi.

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