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vicino a Lanari, Veneto (Italia)

Lanari (frazione di San Nazario VI) – Val Grande – Strada delle Penise – Sannazara
Difficoltà: EE
Lunghezza: circa 8,5 Km
Dislivello: circa 1000 m
Interessi: naturalistico, antropomorfico, storico

Lanari si raggiunge da Bassano con la SS 47 in direzione Trento prendendo la seconda laterale a destra dopo il km 50. Poiché non ci sono indicazioni, individuato a sinistra il capitello di Lanari, si procede nella stessa direzione per altri 150/200 m e si parcheggia l’auto in prossimità di un’ isola ecologica. A piedi, si torna indietro per poche decine di metri fino ad individuare sula sinistra la stradina che immette in un’ampia “corte”. La mulattiera prende avvio a destra in fondo alla corte di fianco ad una abitazione. La mulattiera in questo primo tratto è assai ben conservata e mostra le caratteristiche costruttive di questa zona: gradinatura e lastricatura. Poiché questi lavori richiedevano grande dispendio da parte di piccole comunità si capisce l’ importanza che ebbero nell’economia locale. Appena al di sopra delle case si possono notare le terrazze: appezzamenti di terreno strappati alla montagna attraverso la realizzazione di “masiere” a secco che restano lì a testimoniare la grande abilità tecnica dei montanari. Purtroppo, oggi, l’abbandono della bassa e media montagna è pressochè totale e, anche qui, la natura si sta riappropriando di quanto le è stato tolto.
La mulattiera entra in val Grande rapidamente conducendoci in luoghi affascinanti ma ostici. Il bosco è magro ma non mancano numerose specie floreali. Il percorso non lascia dubbi fino ad un bivio evidente. Numerose e variopinte le segnalazioni ma nessuna indicazione: a destra ci si immette in val Granda a sinistra in val dei Lanari. Non ci si faccia trarre in inganno dalla solidità di entrambe le mulattiere. Sono percorsi che più in alto diventano molto arditi. La val Granda, un tempo segnalata dal CAI con il numero 39, è attualmente segnalata (forse eccessivamente) con segni di colore blu. Si tralasci ogni altra segnalazione. Di queste eventualmente ne parleremo in altri post. A circa 560 m il sentiero diventa degradato. Sono sparite le diagonali che verosimilmente caratterizzavano questo tracciato e si procede per la massima pendenza su terreno assai instabile tanto da doversi spesso aiutare con le mani tenendosi su qualsiasi cosa. A circa 780 m si giunge ad una balconata ed i segni ci invitano a portarsi a destra in prossimità di verticali pareti rocciose che sembrano precludere ogni uscita. In realtà, poco prima di giungere sotto le pareti, la traccia piega decisamente a sinistra, tutto questo per superare un gradino roccioso. Il tracciato che sembrava concedere un po’ di respiro porta ai piedi di un valloncello che si risale con fatica su terreno franoso. In questo tratto l’allium Ursinum tappezza l’intero terreno. Superato questo tratto, il percorso diventa un traverso poche decine di metri sotto la ex strada militare detta delle Penise o Moschina. La traccia resta modesta ed è opportuno osservare attentamente i segni blu per non perderla. Giunti ad una frana che ha reso inutilizzabile il sentiero il segno blu sembra invitare a procedere verso l’alto. In realtà ci si deve alzare solo quel tanto che permette di superare la frana poiché la traccia corretta è quella che si intravede al di là dello smottamento. Questa è l’ultima difficoltà che si incontra prima di incrociare il sentierino (m 983) che sale dalla valle dei Lanari. Poche decine di metri in salita ed usciamo sui prati circostanti un edificio ben restaurato che vedremo un po’ più avanti in alto a sinistra. Il panorama cambia radicalmente: siamo sui vasti pascoli dei Colli Alti. Dal rustico procedendo senza tracia obbligata verso N incontriamo presto la detta strada delle Penise. Qui possiamo scegliere se procedere verso destra o sinistra: dipende dal percorso scelto per il rientro. Io vi propongo di continuare a destra fino ad incontrare la palina con le indicazioni del sentiero CAI 938. A destra, in salita, si può raggiungere il col del Fenilon (1327 m). Si tratta di una pregevole mulattiera completamente selciata ed in ottimo stato di conservazione, risalente a prima della grande guerra detta dai locali la “Sannazara”. Poco dopo l’inizio della discesa sulla roccia un’ edicola sacra. Una volta imboccato il sentiero non esistono problemi di orientamento. La mulattiera si sviluppa essenzialmente sul crinale che divide la val del Fontanon e più in basso la Val Sarzè dalla Valduga. A quota 419 troviamo un piccolo e sugestivo nucleo di case: Pian Castello. Poco meno di 100 m di quota più in basso incontriamo un evidente bivio. Per accorciare il rientro consiglio di prendere a sinistra (non segnalato). La mulattiera rimane sempre ottima. Più avanti ancora un bivio. Il paese di San Nazario è proprio sotto di noi. Si tenga a sinistra e si continui fino alla strada comunale. L’ultimo tratto segue l’alveo regolarizzato della Val Sarzè. Si procede a sinistra e in pochi minuti si rientra a Lanari.
Waypoint

bivio 325 m

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bivio val lanari - val grande

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bivio x san nazario CAI 938

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capitello

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capitelo lanari

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col del fagheron

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col del fenilon

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pian castello

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rustico

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sent da val lanari

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strada delle penise

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Val lanari

Commenti

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