Tempo  4 ore 30 minuti

Coordinate 2281

Caricato 23 maggio 2019

Recorded maggio 2019

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1.221 m
803 m
0
4,7
9,3
18,69 km

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vicino Brica, Toscana (Italia)

Lago e diga di Vicaglia con A. Dante

Il Torrente Aneda o Rio a Corte, che si getta nel lago artificiale di Vicaglia e ne riesce unendosi al Serchio di Soraggio proveniente dal Monte Soraggio (1832 m s.l.m.), si unisce successivamente al Serchio di Sillano proveniente dal Monte Sillano (1876 m s.l.m.) e a Piazza al Serchio diventano il terzo Fiume della Regione Toscana per lunghezza (111 Km) col nome di Fiume Serchio (l’antico Auser). Detto questo oggi visiteremo il Lago di Vicaglia, nell’alta Garfagnana nel Comune di Sillano, dove ENEL ha costruito una diga ed una centrale idroelettrica in caverna con turbina Francis ad asse verticale da 6,9 Mw, che sono un vero e proprio gioiellino con più di 60 primavere sulle spalle. Il Lago artificiale può essere raggiunto sia da Sillano sia dal vicino Parco dell’Orecchiella. Telegraficamente il percorso si sviluppa in questo modo: Partiamo da Brica, raggiungiamo Metello, imbocchiamo una carrareccia a Nord del Lago di Vicaglia e la percorriamo verso Est, oltrepassiamo il Torrente Aneda e con una repentina inversione di marcia arriviamo sulla diga ENEL. Tramite una galleria puntiamo verso Villa Soraggio poi Collecchio e raggiunta la frazione di Camporanda ritorniamo a Brica. Questi gruppetti di case incastonati nelle montagne della Garfagnana mantengono un fascino inconfondibile e un carattere antico molto suggestivo. Il Fiume Serchio ha un andamento non proprio tranquillo (con il passare dei secoli ha cambiato varie volte il suo percorso, alimentando il detto “Costi più che il Serchio ai lucchesi”) ma in prossimità del mare assume l’aspetto di un vecchio pacato e rilassato. Aspetto diverso da quando, giovane, indomito e non ancora vero e proprio “Serchio”, si getta nei profondi Canyon montani caratterizzati da ambienti aspri e rocciosi movimentandosi mentre serpeggia attraverso le stupende e profonde gole. In questi tratti e in particolar modo a valle della diga, il paesaggio è sicuramente dantesco e richiama alla mente la visione descritta da Dante nel XXI° Canto dell’Inferno quando con il suo maestro e modello Virgilio raggiunge il ponte che scavalca la quinta bolgia dell’ottavo cerchio nel cui fondo di pece bollente vengono gettati i barattieri (gli odierni concussi). L’immagine terrificante viene descritta in questo modo:

Là giù ’l buttò, e per lo scoglio duro 
si volse; e mai non fu mastino sciolto 
con tanta fretta a seguitar lo furo.

Quel s’attuffò, e tornò sù convolto; 
ma i demon che del ponte avean coperchio, 
gridar: «Qui non ha loco il Santo Volto:

qui si nuota altrimenti che nel Serchio!


Quindi, con il segnale dato dal Diavolo Barbariccia alla compagnia, possiamo finalmente partire per il nostro giro.
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