Tempo  6 ore 19 minuti

Coordinate 486

Caricato 28 dicembre 2015

Recorded dicembre 2015

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2.464 m
1.434 m
0
2,5
5,1
10,18 km

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vicino Santa Barbara, Lombardia (Italia)

La neve latita e con questo clima da primavera quasi inoltrata, le mie gambe desiderano ancora calcare cime di una certa caratura altimetrica. Ora, sfido ognuno di voi a pensare e/o solo immaginare che a dicembre inoltrato si potesse fare un giro nel cuore del Parco dell’Adamello senza le ciaspole! Certo i segnali che ci mandava Madre Natura non erano incoraggianti, ma mai mi sarei immaginato uno scenario del genere a cavallo di Natale! Comunque il dado è tratto e pensiamo positivo...


Abbandonata a se stessa la mitica Renault, m’incammino sulla larga carrareccia che in direzione Nord e segnavia 14 che mi porta verso il Rif. Prudenzini, ignoro sulla destra la prima palina con indicazione M. Blisie (sentiero malagevole o abbandonato), e tempo mezz’ora circa dalla partenza trovo ancora sulla destra il sentiero chi mi porterà alla Malga di Bos (palina Cai 87 1h30). In questo primo tratto, ho bestemmiato come il mitico Germano Mosconi per il tanto ghiaccio trovato sul percorso.

In continue svolte seguendo uno sperone roccioso il percorso che si snoda calpestando un misto di terra e roccette affioranti, prende quota attraversando un rado bosco di Larici, mentre il lato destro del sentiero precipita leggermente verso l’emissario del Torrente Poia.

Senza affaticarmi troppo, ora mi trovo in una sorta di piccolo pianoro che conduce alla vicina Malga di Bos, osservo con piacevole curiosità le cime circostanti che vengono colpite dai raggi solari e tempo pochi minuti sono nel catino dove fa bella mostra di sé il Lago di Bos (ghiacciato).

Giusto il tempo di firmare il libro alla Malga e aver fatto due passi intorno al Lago (cento metri di distanza tra i due) e punto deciso verso la mia seconda meta della giornata, seguendo una confusionaria traccia (Cai 87) dislocata tra erba e ghiaccio . Qualche larga chiazza di neve ha coperto la misera e sbiadita bollatura ma stando attenti agli “omini” posti qua e la, si guadagna il crinale intuitivamente, poi, si punta a sinistra verso il vicino e poco visibile Passo di Blisie.


Qua faccio un breve pit stop e decido il da farsi; visto che tra me e il M. Blisie c’è una bella cresta rocciosa con passaggi di II° grado a volte esposti, prendo l’amara decisione di lasciare Olmo e bagagli al Passo di Blisie, lo riempio di coccole tranquillizzandolo un po’, e sotto lo sguardo vigile ma sereno del mio tatone proseguo il mio andazzo lungo la traccia che non esiste.
Con cautela viaggio ora verso la meta stando una volta a destra e una volta a sinistra della cresta usando sempre le mani come àncora, ma il più delle volte le rocce centrali sono il terreno mio preferito!


Prima di giungere sul Blisie bisogna affrontare due strette cengette di “erba ciularina” che hanno una certa esposizione, ma una volta oltrepassata anche la breve crestina erbosa che porta in vetta, il gioco è praticamente fatto.

Questa è una cima con metratura calpestabile piuttosto limitata, ma la vista che si gode da questo cucuzzolo ripaga dello sforzo effettuato. Veloci foto di rito ed un ultimo sguardo verso il ghiacciaio del Salarno (in forte ritirata), poi via di nuovo per la cresta che mi riporta dal mio fido Olmo.

Ricomposto il duo, ci accomodiamo in un pianoro erboso con roccette a rimorchio, consumiamo le cibarie sotto un Sole da primavera inoltrata, poi in tutta tranquillità ritorniamo al punto di partenza… con il termometro dell’auto che segna +18°! Boia Faust…


Nota 1): Appagante giro nel Parco dell’Adamello in un lato della Val Salarno apparentemente poco frequentato ( o frequentato sino al Bivacco/Malga), spero un giorno, di poter effettuare il giro ad anello sul sentiero Cai 87 che dal Passo scende direttamente al parcheggio per il sentiero malagevole e ravanoso, per oggi va bene così. Le difficoltà incontrate si possono suddividere fondamentalmente in 3 punti: sino al Bivacco/ Malga di Bos T2, dal Bivacco al Passo di Blisie T2+ causa sentiero poco visibile, dal Passo al Monte Blisie T4.
Nota 2): Poesia di Eric De Flatulance. Esorcizza la paura che la neve manchi per tutta la durata dell'inverno....
PAURA.

Il cielo è bel sereno e faccio abbronzatura,

con questo inverno strano e il caldo d’ Altamura,

il vento scaccia il freddo e avanza la calura.

Paura,

non piove da due mesi e vedo la bruttura,

la terra non si ghiaccia e avanti d’aratura,

la selvaggina sfugge al clima di cattura.

Paura,

potenti della Terra uniti nell’abiura,

non vedono il disastro ma solo la frittura,

andate a vaffanculo… mollate la creatura.

Ormai siamo arrivati al punto di rottura e in fondo mi domando: si fotta la PAURA?

Saluti. Hikr.org/Menek

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