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Distanza

18,45 km

Dislivello positivo

898 m

Difficoltà tecnica

Medio

Dislivello negativo

898 m

Altitudine massima

964 m

Trailrank

72

Altitudine minima

520 m

Tipo di percorso

Anello

Tempo

7 ore 46 minuti

Coordinate

1335

Caricato

28 marzo 2020

Registrato

febbraio 2020
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964 m
520 m
18,45 km

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vicino a Lago, Emilia-Romagna (Italia)

Bella e panoramica escursione nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, un percorso paesaggistico che si addentra nelle foreste selvagge di una valle abbandonata percorrendo antiche strade medioevali, vecchi borghi, ruderi di mulini, coloniche, e le rocce delle famose Ripe Toscane. Inizio il mio trekking dalla località Lago (mt.529), seguo la SP 4 del Bidente in direzione di Campigna per circa 700 metri, sulla destra in corrispondenza della fermata del bus di linea inizia il sentiero CAI n°259 con indicazione sul segnavia “Tre Faggi”. Il sentiero è subito ripido, arroccate e sparse sulla roccia trovo le vecchie case in pietra di Corniolino (mt.606), passo di nuovo a margine della SP4 e proseguo sul sentiero n°259 risalendo la Storica Via Granducale per Corniolo che metteva in comunicazione con Campigna ed il Passo della Calla, di questo antico tracciato se ne ha notizia certa dal XIII secolo. Giunto sul crinale in corrispondenza di una piccola sella, sulla mia destra arroccato su un colle il Castellaccio di Corniolino (mt.763), sulla sinistra un tratto ancora ben conservato della vecchia strada Granducale. Del castello, che risale al XII – XIII secolo e appartenuto ai Conti Guidi, restano ormai pochi ruderi, l'antica porta ad arco sormontata da uno stemma non più "leggibile" e un tratto della cinta muraria. Da prestare attenzione nella parte più in alto del castello a due pozzi e/o cisterne ubicate a raso terra e prive di protezioni. L'entrata del castello è rivolta verso Campigna, impareggiabile l'ampio panorama sulla valletta del Bidente delle Celle e sulla giogaia dell'Appennino, ben riconoscibili all'orizzonte il gruppo Monte Falco e Falterona. Proseguo l’ascesa sul crinale, sulla destra il panorama sulla valle del Fosso Bidente delle Celle, sulla sinistra la valle del Bidente di Campigna con il crinale di San Paolo in Alpe, più in basso la SP 4 che risale verso il Passo della Calla; alle mie spalle la vista sul Castellaccio e la valle del Bidente di Corniolo. Lungo il panoramico sentiero trovo un tratto ben conservato di selciato della strada Granducale, supero il Monte della Maestà (mt.977), la massima quota di questa escursione ed arrivo ai Tre Faggi (mt.940). Il sentiero in questo punto si interseca con la SP 4, lascio il CAI n°259 e prendo a destra il CAI n°289 in direzione Poggio Palaio lungo la strada forestale “Poderone - Celle - Pian del Grado”. Percorro la strada forestale che attraversa la vallata sotto rigogliose faggete, trovo l’agriturismo Poderone (mt. 906) e casa le Mandriacce (mt.899) dove il sentiero gira a sinistra risalendo un prato, io proseguo lungo la strada forestale. Passo i ruderi di casa Coloreta (mt.798), al termine della discesa nel punto in cui la strada corre parallela al Fosso del Satanasso, sulla mia destra una stradella scende sul fosso dove vi è un vecchio ponticello di legno, sulla riva opposta vi sono i ruderi dell’antica chiesa di Celle (mt.746) e dell’annessa canonica. Per chi desidera abbreviare l’escursione oltre i ruderi vi è un secondo ponticello sul Bidente delle Celle dove c’è il sentiero che viene dalla Fossa e prosegue vero le Ripe Toscane, consiglio comunque di completare il percorso per la sua bellezza. Ritorno sulla strada forestale, sull’argine del fosso le rovine del Molino di Sopra (mt.750), una ripida salita ed arrivo a Pian del Grado (mt.887), sono adesso sul versante opposto della vallata. Grazioso e ben conservato il piccolo borgo alpestre, le cui origini risalgono al XIV secolo, si trova al limite estremo di una valle chiusa incastonata alle pendici del Monte Falco. Nel 1944 questo piccolo villaggio divenne sede operativa di un gruppo partigiano, l’8a Brigata Garibaldi. Sul retro del borgo la vecchia strada poderale “Pian del Grado - la Fossa” è l’inizio del sentiero CAI n°261, più avanti il segnavia per Corniolo. Cammino lungo la poderale, nel sottobosco incontro la Casina (mt.871), gradualmente raggiungo La Fossa (mt.851), un complesso di edifici del 1700 ben conservato. Il sentiero passa in mezzo alle case e sbocca nell’aia dove si trova una fonte con fresca acqua corrente. Proseguo sul sentiero che scende ripido, in parte su lastricato in parte su fondo dissestato, arrivo sul Fosso Bidente delle Celle dove un ponte in muratura conduce (circa 80 metri) ai vicini ruderi della chiesa di Celle che avevo trovato in precedenza. Resto sulla riva sinistra e proseguo in direzione del Corniolo, supero la Fonte del Bercio, il sentiero sorretto in vari punti da muretti a secco si inerpica e attraversa il versante roccioso e friabile delle scenografiche Ripe Toscane. Molto belle le vedute sui profondi precipizi del fondovalle dove scorre il Fosso Bidente delle Celle e numerosi i punti dove conviene soffermarsi per ammirare la selvaggia vallata. Supero la diroccata casa di Filettino (mt.745) e la Fonte di Fossacupa, proseguo sul bel sentiero, alla mia destra in basso il profondo burrone, in alto sul crinale opposto i ruderi del Castellaccio di Corniolino. In corrispondenza della chiusa sul Fosso del Bidente di Celle dal sentiero riesco a vedere l’ingresso del Canale di Gronda che alimenta la diga di Ridracoli, sceso sulla strada bianca costeggio il fosso fino a Lago dove termino il trekking.
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Panorama

RIPE TOSCANE

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