Tempo  4 ore 45 minuti

Coordinate 2400

Caricato 31 agosto 2018

Recorded agosto 2018

-
-
134 m
34 m
0
6,1
12
24,36 km

Visto 892 volte, scaricato 20 volte

vicino Piacenza, Emilia-Romagna (Italia)

Quella che parte da Piacenza è probabilmente una delle meno note tra le "Vie del Mare" (o "Vie del Sale) che dal Basso Piemonte / Oltrepo Pavese / Pianura Padana portano verso al Mar Ligure.

Un trekking di 162 km circa con 6000 metri di dislivello (sia positivo che negativo) ispirato dal libro "La Via del Mare - da Piacenza a San Fruttuoso" di Paolo Cervigni (editore Il Sentiero, 2014), che abbiamo diviso in 9 tappe:

Tappa 1: Piacenza - Rivalta Trebbia
Tappa 2: Rivalta Trebbia - Costa del Grillo
Tappa 3: Costa del Grillo - Casa Matti
Tappa 4: Casa Matti - Bralello
Tappa 5: Bralello - Capannette di Pej
Tappa 6: Capannette di Pej - Casa del Romano
Tappa 7: Casa del Romano - Torriglia
Tappa 8: Torriglia - Calcinara
Tappa 9: Calcinara - San Fruttuoso

Sicuramente si possono unire alcune tappe e fare qualche giorno in meno, ma abbiamo cercato il miglior compromesso possibile tra un passo lento, per godersi il cammino senza affannarsi nonostante lo zaino da 10/12 chili e la scarsa presenza di accoglienza sul percorso (sopratutto nella prima parte).

--------------

TAPPA 1 / PIACENZA - RIVALTA TREBBIA

Giovedì 16 Agosto 2018 alle 7:51 comincia la nostra Via del Mare che ci porterà a San Fruttuoso.
Partiamo dal piazzale antistante la stazione ferroviaria di Piacenza e svoltiamo a destra in Viale Sant’Ambrogio per proseguire dritto fino Piazza Milano, dove svoltiamo a destra prendendo la clico pedonale.
Dopo una decina di metri prendiamo la rampa a destra che scende in Via del Pontiere e continuiamo dritti, passando il circolo Canottieri Vittorio da Feltre.
Al successivo incrocio andiamo dritti, passando sulla destra la caserma del Genio Pontieri e poi ancora a destra all’incrocio seguente.
Qua troviamo alcuni tabelloni del Parco Fluviale Regionale del Trebbia e cominciamo la nostra lunga...quasi interminabile marcia sull’argine (ora quello del Po, dopo quello del Trebbia).
Teniamo sempre la ciclopedonale asfaltata, ignorando i vari tratturi a destra e sinistra.
Giunti alla fine della ciclabile ci troviamo ad un incrocio a T, svoltiamo a destra passando a finaco dell’Oratorio Camposanto e proseguiamo su Strada dellAguzzafame che passa sul retro dell’area di sosta autostradale Trebbia Nord.
Al successivo bivio teniamo la destra su stradina che presto diventa sterrata.
Passata una sbarra (passaggio pedonale a destra) giriamo subito a sinistra su sentierino che costeggia una bordura a sinistra e incolti a destra.
Man mano che si prosegue il sentierino si allarga a tratturo che costeggia un canale, passa sotto l’autostrada all’altezza dell’uscita Piacenza Ovest e diventa asfaltato in Via dei Bazachi.
Pochi metri e svoltiamo a destra su ponticello che passa il canale e, dopo un centinaio di metri, ancora a destra su stradella asfaltata che, serpeggiando tra campi, arriva a costeggiare la linea ferroviaria.
L’asfalto lascia spazio alla ghiaia e dopo una curva a sinistra passiamo in rapida successione sotto il ponte della ferrovia e sotto quello della SP10.
Al bivio che ci troviamo di fronte svoltiamo a destra per strada a tratti ancora con tracce d’asfalto, ma che presto diventa piuttosto inerbita. In alcuni punti la vegetazione tende ad invaderla, in altri è evidente che sia stato fatto un poco di pulizia.
Comunque anche l’erba lascia presto il posto ad un fondo sassoso, con ciottoli lisci e tondi...tanto di avere l’idea di camminare sul greto di un torrente asciutto.
Qua e la grandi pozze e zone fangose “allietano” il cammino.
Arrivati ad un bivio dobbiamo forzatamente tenere la sinistra (traccia piuttosto inerbita), in quando il tratturo a destra è allagato fin dove l’occhio arriva.
Proseguiamo dritti tra erba alta (niente rovi, per fortuna), poi pieghiamo a sinistra dove la traccia diventa tratturo.
Pochi metri e svoltiamo a destra su carrozzabile inghiaiata, lo seguiamo passando sul retro di una cava (in disuso?) e poi tra ghiaioni inerbiti fino ad una sbarra (passaggio sulla destra), superata la quale svoltiamo a sinistra su larga pista inghiaiata.
Proseguiamo lungo l’assolata “autostrada” inghiaiata (e successivamente asfaltata) che costeggia il Trebbia, passando sotto un ponte e nuovamente sul retro di una cava.
Passata la cava ci troviamo ad un bivio. La strada sull’argine continuerebbe a destra, ma è stata portata via probabilmente da qualche piena del Trebbia. Non ci resta quindi che tenere la sinistra e passare una sbarra (passaggio a sinistra) nonostante i vari cartelli di divieto d’accesso.
Proseguiamo dritti su pista inghiaiata, attraversando presumibilmente una ex area scavi, e dopo una breve salita ad una svolta a destra al successivo bivio siamo nuovamente sulla strada dell’argine.
Ma è solo un breve tratto, perché poco più avanti l’argine è nuovamente collassato, e tocca piegare a destra su evidente sentierino che taglia nella rada vegetazione ripariale. Procediamo così per un lungo tratto, costeggiando a sinistra una zona militare apparentemente in disuso (ex polveriera?) con varie torrette di guardia lungo il perimetro recintato.
Senza accorgercene riguadagnamo la pista sull’argine, che poco dopo curva a sinistra (carreggiata parzialmente crollata, ma si passa) e si allontana momentaneamente del Trebbia.
Tenuta la destra ai successivi due incroci, ritroviamo i cartelli della Ciclovia del Trebbia, che avevamo già seguito nei primissimi chilometri della tappa, e li seguiamo ancora.
Transitati per l’ennesima (e ultima) volta sul retro di una cava e superata una pista per aeromodelli, teniamo la destra all’incrocio, passiamo una sbarra e attraversiamo una zona boscata, che presto lascia il posto a prati e incolti.
Passiamo sotto il Ponte di Tuna e, subito dopo, giriamo a sinistra su sentierino che sale il terrapieno e giunge sul piano stradale.
Scavalchiamo il guard rail e proseguiamo a sinistra, lungo il ponte che scavalca il largo alveo del Trebbia, su una banchina sufficientemente larga per non rischiare di essere stirati.
Al termine del ponte svoltiamo a sinistra all’incrocio a T sulla SP40, dove è stato posto un monumento ad Annibale.
Ancora un chilometro circa di provinciale (banchina assente) e arriviamo al B&B La Vecchia Scuola di Rivalta, nostro punto tappa di oggi.

Il B&B La Vecchia Scuola ci mette a disposizione un ampio appartamento con tutto il necessario (cucinino, lavatrice, terrazzo privato ecc). La padrona di casa è molto disponibile e prodiga di indicazioni. Ottima colazione con prodotti artigianali.
La posizione è molto tranquilla, ma, trattandosi di zona residenziale, non sono presenti bar / ristoranti / pizzerie / taverne / alimentari ecc.
Per mangiare qualcosa bisogna raggiungere il borgo medioevale di Rivalta (300 metri lungo lo stradone). Al momento del nostro passaggio, solo i bistrot Caffè di Rivalta era aperto, gli altri esercizi erano chiusi per ferie.
Nessun problema invece se si hanno viveri dietro, avendo a disposizione la cucina.

Una tappa piatta (in tutti i sensi), monotona e ben poco interessante...necessaria giusto per arrivare ai piedi delle colline che ci aspettano domani.
Lungo tutto il percorso non sono presenti segnavia.
Viale Sant'Ambrogio, Piacenza
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Chiesa della Beata Vergine del Suffragio
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
In questo punto la carrozzabile lungo la sponda del Trebbia è totalmente crollata (banchi di ghiaia e transenne per chiudere il passaggio), non resta che deviare a sinistra su inghiaiato ed oltrepassare una sbarra, nonostante i divieti d'accesso. Curioso che dalla parte opposta di questa strada non ci sia nulla a bloccare il passaggio.
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Monumento ad Annibale nei pressi di Rivalta Trebbia
Un tratto del percorso
B&B La Vecchia Scuola

Commenti

    You can or this trail