Coordinate 797

Caricato 8 marzo 2020

Registrato marzo 2020

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11,76 km

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vicino a Cansoli, Toscana (Italia)

Cima poco frequentata quella del Cavallo (o Cavallino) di Azzano ma molto panoramica visto che si erge solitaria fra due profonde valli .
Solitamente è salito da Azzano percorrendo lo stesso percorso sia all’andata che al ritorno ma oggi abbiamo deciso di fare una vera e propria traversata molto interessante e originale salendolo dalla cresta Sud.
L’itinerario non è tecnicamente impegnativo ma è piuttosto lungo (quasi 12 Km che abbiamo percorso in 7 ore e mezzo) e di circa 1000 di dislivello.
Inoltre, specialmente nella sua prima parte, è un itinerario dove occorre avere un minimo di senso dell’orientamento e quindi molto utile è avere la traccia gps da seguire.
Alla luce di tutto è un itinerario di media difficoltà ma solo se si è sufficientemente allenati e abituati a percorrere anche tratti fuori sentiero.
Si parte dal paese di Basati (420 metri di altezza) e ci si avvia verso il sentiero SAV (Sentiero Alta Versilia) che andrà risalito fino al “monte del calvario”.
Questo sentiero detto anche della via Crucis che fu realizzato dalla comunità del borgo a inizi ‘900 e che è caratterizzato dalla presenza di 14 stele con alla sommità una croce, lo si può prendere più comodamente dal parcheggio del cimitero cosa che non abbiamo potuto fare noi in quanto tutto occupato.
Risalita la via Crucis ci si trova su un ripiano panoramico con il sentiero he scolletta verso Minazzana; anziché proseguire si esce dal sentiero e si va verso il monumento li presente e si prosegue superandolo alla sua destra seguendo un sentiero abbastanza visibile e sporadicamente bollato da segni rossi.
Il sentiero segue la linea del crinale che porterebbe al Monte Castellaccio e inaspettatamente è ben evidente, almeno nella sua prima parte.
Successivamente diventa un po’ confuso quando si arriva ad una specie di selletta mentre diventa impossibile da percorrere quando più avanti i molti alberi caduti e arbusti cresciuti bloccano letteralmente il passaggio…proprio nel punto in cui si vedono gli ultimi due bolli rossi e un nastro di colore giallo.
Si decide quindi di aggirare da destra questo tratto prima scendendo leggermente dopo di che proseguendo a mezzacosta fuori sentiero in ambiente boscoso ma sufficientemente aperto.
Appena giunti in una zona con dei terrazzamenti abbiamo iniziato a risalire mantenendo una direzione diagonalmente verso destra che in pratica è la direzione verso il Monte Castellaccio.
L’orientamento non è difficile ma neppure elementare se non si conosce la zona…la traccia gps aiuta molto anche se non ci sono vie obbligate da seguire.
Fatta questa salita si trova un sentiero ben marcato che corre poco sotto la cima del Monte Castellaccio (che è un rilievo minore della cresta Sud del Cavallo) e probabilmente è lo stesso sentiero che stavamo percorrendo prima di fare la deviazione per aggirare gli alberi caduti.
Anziché proseguire a salire verso la cima del Castellaccio si percorre questa traccia evidente e una volta arrivati al crinale che sta fra il Castellaccio e la cresta Sud del Cavallo d’Azzano si segue una labile traccia sul filo del crinale abbastanza visibile anche se spesso invasa da arbusti aggirando, quando e se lo si ritiene opportuno, alcuni piccoli risalti rocciosi.
Una volta giunti alla Foce del Lupo il bosco comincia a diradarsi e l’ambiente diventa più roccioso e aperto…la parte interessante della cresta Sud del Cavallo inizia da qui.
Inizialmente si risalgono facili roccette scistose seguendo una vaghissima traccia di sentiero fino a ritrovarsi su un ripiano panoramico dopo di che si prosegue in facile arrampicata (max 1° grado +) seguendo il filo di cresta perché è più divertente ma soprattutto consigliabile.
E’ consigliabile perché oltre alla rocce sono presenti numerosi arbusti di ginestre spinose molto fastidiose….in alcuni tratti della cresta ci sono punti piuttosto esposti verso destra (Valle del Giardino) anche se l’esposizione non la si avverte proprio grazie alla presenza di queste ginestre e altri piccoli arbusti.
Giunti su un altro ripiano si prosegue successivamente in discesa verso una sella che la si raggiunge aggirando un salto roccioso di circa 2 metri andando verso sinistra senza alcuna difficoltà.
Il sentiero, che ora sembrava essere più visibile scompare nuovamente quando c’ è da risalire nuovamente la cresta in quanto invaso completamente dalle ginestre…per poter proseguire occorre procedere sulle rocce presenti evitando così il più possibile il contatto con queste piante perché urticanti. Questo tratto è molto bello e privo di difficoltà a parte un brevissimo saltino leggermente più impegnativo visti i pochi appigli.
Finita la risalita si scende nuovamente con l’ormai cima del Cavallo davanti a noi.
Si raggiunge un'altra sella passando facilmente dall’intaglio di una roccia che è possibile aggirare pure da destra anche se occorre scendere e si prosegue a risalire senza una via obbligata. Noi abbiamo fatto la salita seguendo una specie di rampa erbosa alla destra di affioramenti rocciosi mentre nell’ultima parte abbiamo piegato a sinistra arrampicando un breve tratto su facili rocce.
Ci si trova così su un pianoro erboso molto panoramico e dopo aver percorso un breve tratto ci si trova finalmente sulla cima del Cavallo d’Azzano (1021 metri di altezza).
Si prosegue la traversata scendendo e seguendo l’unico sentiero presente in direzione Nord fino ad arrivare ad un’area invasa da felci (La Frontanera).
Noi qui abbiamo preso il sentiero che va verso destra che in questa stagione è ben visibile mentre non ne sono certo se è ugualmente visibile nella stagione estiva quando queste piante sono verdi e rigogliose.
Il sentiero attraversa questa felciaia mantenendosi sulla sua destra dopo di che prosegue nel bosco (ometti in pietra) fino ad immettersi in un evidente sentiero che imbocchiamo andando verso destra fino a che esso si innesta nel CAI 31 e più precisamente dove si trova una antica e caratteristica fornace in parte restaurata.
Si prosegue sul CAI 31 fra vari sali e scendi fino ad arrivare ad un bivio. Seguendo il CAI 31 a sinistra si andrebbe in direzione della Cava delle Cervaiole mentre andando a destra come si è fatto noi si giunge alla vicinissima Foce del Giardino anche se quasi tutte le cartine, erroneamente, la collocano più avanti.
Superata la Foce del Giardino si scende seguendo un sentiero poco visibile su terreno abbastanza ripido in ambiente molto suggestivo vista la numerosa presenza di pinnacoli rocciosi arrivando così alla sottostante ex cava dello Zampognone dove è presente un edificio in posizione molto panoramica e dove i tagli per l’estrazione del marmo hanno trasformato la fisionomia del luogo generando pareti verticali molto alte.
Si prosegue a scendere seguendo una traccia che si sviluppa alla destra del grande ravaneto che però a tratti è molto poco visibile a causa dell’instabilità del terreno che più volte nel tempo è franato.
Grandi difficoltà non ci sono a parte una paretina verticale di un paio di metri umida e friabile dove però è stata posta un’utile corda per potersi calare in sicurezza.
Arrivati alla fine del ravaneto si trova la via di cava che si segue andando a destra e dopo un tornante ci si immette nell’evidente ex via marmifera che corre poco sopra il Fosso del Giardino.
Arrivati ad un certo punto, si attraversa il Fosso del Giardino passando sopra un caratteristico ponte in pietra e si va sull’altro lato immettendosi così sulla bella mulattiera (SAV) che un tempo fungeva da collegamento fra gli abitati di Basati e Terrinca.
Si segue la lunga mulattiera a tratti sempre molto ben conservata che domina la sottostante Valle del Giardino che fra vari sali e scendi ci riporta a Basati e quindi al punto di partenza.
Questa è per il momento l’ultima escursione che pubblico su wikiloc in attesa che l’emergenza sanitaria legata al nuovo virus di importazione sia finalmente cessata.
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Partenza / Arrivo

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Sulla via Crucis

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Il calvario

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Sul sentiero di crinale

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Sul sentiero di crinale

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Deviazione obbligata

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Rientro nel sentiero dopo deviazione obbligata

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Nei pressi del crinale

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Sul sentiero nei pressi del crinale

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Foce del Lupo

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Risalita del crinale

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Sulla cresta

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Sulla cresta

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Sulla cresta

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Sulla cresta

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Sulla cresta

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Sulla cresta

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Sulla cresta

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Sulla cresta

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Sulla cresta verso l'antecima

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Verso la cima

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Vetta Cavallo d'Azzano (1021 metri)

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Inizio discesa dal Cavallo d'Azzano

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Frontanera

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Innesto in sentiero ben segnato

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Sul sentiero

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Sul sentiero

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La Fornace (o Montorno) - Innesto nel CAI 31

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Sul CAI 31

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Sul CAI 31

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Uscita dal CAI 31

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Verso la cava Zampognone

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Verso la cava Zampognone

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Verso la cava Zampognone

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Cava dello Zampognone

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Cava dello Zampognone

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Cava dello Zampognone

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Discesa dalla cava

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Discesa dalla cava

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Discesa dalla cava

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Innesto nell'ex via marmifera

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Innesto nel SAV Basati - Terrinca

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SAV

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SAV

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SAV

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SAV

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Massi del Cammino

Commenti

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