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vicino Tre Capitelli, Lombardia (Italia)

Itinerario n° 8 - Il Monte Paghera e la Croce dei minatori
Tre Capitelli - Passo di Costa Verde – M.Paghera - Croce dei minatori – S. Petronilla – Tre Capitelli

Tempi di percorrenza: ore 4,50
Dislivello in salita: 930 m
Difficoltà : EE
Segnaletica:- dai Tre Capitelli a S. Petronilla, strisce bianco-rosse del sentiero n.458
e del “Sentiero Baremone n° 1”;
- da S. Petronilla ai Tre Capitelli, sulla ciclo-pedonale in riva al lago
Come arrivare alla partenza: sulla statale 237 del Càffaro, in località Tre Capitelli, lasciamo l’automobile nel piazzale poco a Nord della santella.

Come accennato in occasione dell’itinerario precedente al Dosso Sassello, la salita in questione richiede passo sicuro per la presenza di alcuni settori su ripide roccette in parte esposti. Nulla di troppo impegnativo per un buon escursionista ma comunque è necessaria la dovuta attenzione ed esperienza

Percorriamo per una cinquantina di metri la statale, oltrepassiamo la santella dei Tre Capitelli (verso Sud) ed individueremo un viottolo che sale a destra tra due siepi; in realtà questo sentiero costituisce un accorciatoia in quanto il paletto con le frecce indicanti l’inizio dell’itinerario è posto circa 200 metri a valle, dopo la macelleria e all’imbocco di Via Sasel.
Si sale subito piuttosto ripidamente fino ad incrociare la sterrata recante i segnavia biancorossi; la si abbandona quasi subito rientrando nel bosco; in seguito la pendenza diviene più moderata e, alzando lo sguardo tra gli squarci della vegetazione, compaiono i contrafforti rocciosi del M. Canale a sinistra e del M. Paghera a destra i quali sembrano precludere ogni possibilità di passaggio.
Un ultimo faticoso strappo, su tracciato meno marcato e ricavato per lo più nel pendio erboso, ci conduce al Passo di Costa Verde (922 m, ore 1,30) dove intersechiamo il sentiero 457 proveniente dal Dosso Sassello e l’S.B. n° 1 di cui scorgiamo su un albero una scolorita tabella di legno.
Già degno di nota lo scorcio sul lago con la penisola di Vantone formata nel tempo dall’omonimo rio incassato tra il M. Camisino a sinistra ed il Crènch a destra il quale poi continua con la lunga dorsale culminante col M. Croce di Perlé; all’orizzonte, da sinistra, il Cingla, lo Stino, le radure del Passo S. Rocco con il Baldo sullo sfondo, il Manòs e lo Zingla. Dalla parte opposta (verso Ovest) il primo piano è occupato dalla Corna Zeno; alla sua destra le Corne di Meghé.
Si riprende la marcia verso destra in direzione S. Petronilla/Anfo come indicato dalle frecce sul paletto. La gita cambia ora aspetto; infatti, se fin’ora ci è stata chiesta un po’ di fatica, il percorso si fa impegnativo (ecco perché EE nella scala delle difficoltà) ad iniziare da uno spuntone roccioso che dobbiamo superare risalendo un breve ma ripido intaglio, aiutandoci con le mani per una facile arrampicata. Si ridiscende dalla parte opposta, si percorrono poche decine di metri e siamo ad un secondo camino ancora più ripido che pure richiede l’utilizzo delle mani (è bene non fare molto affidamento su una sottile cordina metallica posta nella parte inferiore). Superata anche questa difficoltà, seguono una breve ma ripida discesa e un diagonale ascendente sul versante di Val Canale (anche qui un passaggio delicato) quindi ci inerpichiamo per un terzo tratto roccioso e ripido puntando ad una piccola insellatura determinata da uno spuntone e dal versante della montagna; l’incedere si mantiene erto e scomodo anche in seguito e richiede un minimo di attenzione per superare alcune roccette piuttosto impegnative fin quando riguadagniamo l’orlo della balza rocciosa a picco sul lago dove terminano le difficoltà.
E’ bene volgere lo sguardo verso Sud per notare, sempre più spettacolare, la vista sul basso lago sovrastato dal lungo crinale che cala dal Dosso Sassello. Ora, più rilassati, guadagniamo quota con pendenza più moderata e sfioriamo il limite superiore del prato con cascina della località Remano (Remà); l’erbosa cresta finale, cosparsa da radi cespugli di ornielli, carpini e roverelle, si fa più larga e giungiamo infine sulla cima del M. Paghera (1125 m, ore 0,40-2,10).
La posizione isolata fa sì che la vista si apra verso Nord comprendendo i monti dell’Alta Val del Càffaro, l’acuminata piramide del Dos di Làven, il Gruppo di Brenta, la Cima Spessa, i monti Tombéa e Caplone; più lontane emergono le montagne della Valle di Concei fra le quali distinguiamo sicuramente il Cadria.
Dopo esserci concessa una meritata sosta, riprendiamo il cammino discendendo il versante opposto; con un paio di leggeri saliscendi e aggirato a sinistra un ultimo cocuzzolo, ci caliamo ad una sella boscosa (senza nome sulle carte), adiacente ad una postazione di caccia, dove troviamo il solito paletto con frecce (1100 m, ore 0,15-2,25).
Per il rientro, seguendo le indicazioni per Anfo-S. Petronilla, scendiamo a destra sul solcato sentiero ricavato nel fianco settentrionale della montagna; poco distante dal paletto troviamo la segnalazione anche per la “Croce dei Minatori”, formidabile punto panoramico che consigliamo di visitare deviando dal percorso al bivio che incontriamo dopo una ventina di minuti di discesa (910 m). Al bivio segnalato giriamo quindi a destra e, in circa 40 minuti tra andata e ritorno e una cinquantina di metri di dislivello, ci portiamo su un panoramicissimo balcone a picco sul lago (attenzione a come ci muoviamo) dove campeggia una grande croce di ferro posta dagli anfesi in ricordo di tempi passati quando erano tantissimi gli abitanti del borgo lacustre che trovavano lavoro nelle miniere di barite del vicino Trentino. Stupenda la vista su quasi tutto l’Eridio.
Facciamo ritorno alla deviazione (910 m, ore 1-3,25) e riprendiamo la discesa che in seguito si porterà sul fianco sinistro di questa valletta secondaria il cui rio senza nome, quasi sempre asciutto in questo tratto, è un tributario del torrente Re.
La chiesa di S. Petronilla si avvicina ma, prima di raggiungere il fondovalle, pressoché all’altezza (500 m) di una casetta che si staglia alla nostra destra sul fianco della montagna, bisogna prestare attenzione per individuare un bivio, scarsamente segnalato, ove occorre abbandonare ciò che sembrerebbe il solco principale e deviare a sinistra su una traccia meno marcata la quale parte con una brevissima salita.
(NOTA: è anche possibile proseguire diritti e raggiungere comunque il greto del torrente per guadarlo sui sassi; facciamo notare altresì che, in caso di portata eccessiva, può rendersi problematico l’attraversamento del corso d’acqua).
Consigliato dunque deviare a sinistra sul sentierino, a tratti molto esposto (attenzione sopratutto in caso di terreno bagnato) che traversa a sinistra in falsopiano e cala sulle rive del torrente che attraversiamo comodamente su un ponticello in cemento dal quale appare suggestiva la forra scavata nella roccia (490 m, ore 0,35-4); si risale il lato opposto della valle incrociando ben presto l’ex mulattiera proveniente da S. Petronilla che seguiamo in discesa.
Si sbocca sulla strada asfaltata del Baremone che va percorsa a destra per un breve tratto fino al tornante dove l’abbandoniamo e ci caliamo, sempre a destra, su un viottolo inizialmente gradinato; in seguito sulle strette viuzze del borgo incrociamo la statale 237 che attraversiamo e passiamo sotto il volto dalla parte opposta. Svoltiamo a destra e occorre riportarsi sulla statale e percorrerla a sinistra per il breve tratto che ci consente di attraversare sul ponte il torrente profondamente incassato; di nuovo a sinistra poco prima della parrocchiale che lasciamo alla nostra destra, sfioriamo un distributore automatico d’acqua, passiamo davanti al cimitero e giungiamo sulle rive del lago in corrispondenza di una pizzeria ove intersechiamo la pista ciclo-pedonale.
Piacevole camminata su sterrata che si interrompe in corrispondenza del villaggio Tre Capitelli dove percorriamo un tratto sulla spiaggia sassosa; si riprende su stradina fino al primo viottolo che si stacca a destra in corrispondenza di un piccolo attracco per barche (cartello della Regione Lombardia). Una breve salita per portarci sulla statale e quindi all’auto (ore 0,50-4,50).
Ponte

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