Coordinate 164

Caricato 20 dicembre 2015

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943 m
361 m
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5,5
11
21,99 km

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vicino Mainardo, Campania (Italia)

Casalbore - Bolle Malvizza - Tre Fontane Greci - San Vito Faeto (FG – Mutatio Aquilonis)
Tra le Valli del Fortore, Miscano e Cervaro transitando in parte sul Tratturo Pescasseroli - Candela, bracci, tratturelli minori e diverticoli della transumanza.)
Il percorso del cammino è stato sdoppiato in due tappe per una maggiore sicurezza e fruibilità dei pellegrini con arrivo e partenza dalla nostra Masseria con ospitalità ed assistenza sul percorso.

Santa Maria dei Bossi, chiesetta rurale attestata al 452 d.C., edificata sui resti di un monumento funerario (II sec a C.) L’intera area restituisce testimonianze archeologiche che vanno dal neolitico fino all’epoca romana. Indagini archeologiche hanno permesso di datare alcune tombe della vicina necropoli al 3.860 – 3.360 a.C..La chiesa-grotta dedicata a San Michele Arcangelo esistente nel territorio di Casalbore venuta alla luce nel 1700, in seguito a un evento ritenuto miracoloso in conformità a una leggenda religiosa locale. Un bel giorno di primavera, una mucca che pascolava in un prato nei pressi della cava di pietra cadde in una buca del terreno coperta dall’erba. Il contadino, calatosi subito nella buca, scoprì la grotta e trovò illesa la sua mucca grazie all’intervento miracoloso dell’arcangelo Michele. Questa la leggenda. La nostra ipotesi è che la grotta, rimasta coperta per secoli sotto i materiali di riporto della vicina cava, fosse dedicata al culto di San Michele già da prima della scoperta fortuita del 1700 e risalisse per lo meno al VII o VIII secolo, quando Casalbore sarà diventata con ogni probabilità un luogo di sosta e devozione lungo il percorso della Via Sacra Longobardo rum. Casalbore è stata da sempre un’importante stazione del tratturo nato in epoche preistoriche cui è stato imposto il nome relativamente recente di “Pescasseroli-Candela”. Niente di più probabile - dato l’importante indizio della chiesa-grotta di Casalbore - che nell’epoca in cui cominciarono a diventare non percorribili per abbandono le antiche vie consolari e imperiali della zona i cavalieri longobardi preferissero percorrere per il loro pellegrinaggio verso le Puglie l’antico tratturo, anziché la Via Traiana che passava sotto il paese. Questa comunità di origine sannita è inoltre ricca di fontane ed era anche allora certamente un importante punto di scambio tra i pastori della transumanza e i contadini del posto. Fonte, (Museo Virtuale delle Valli Miscano e Ufita Bolle di Malvizza, terra di passaggio per la vicina Puglia, attraversata da vecchie strade preromane e romane, e da Tratturi). Conserva ancora oggi il fascino dalle tare che gli antichi ritenevano sacre. Prima i Sanniti e poi i Romani consideravano questi luoghi terra popolata da poteri e da spiriti misteriosi; con i quali erano opportuno instaurare buone relazioni. Sede di numerosi spiriti, sia benevoli sia malevoli, emissioni di fango e gas. Si sarebbero formate secondo leggende, per lo sprofondamento voluto da Satana della Taverna di un malefico oste, suo considerato pericoloso concorrente, il quale aveva l’abitudine di cucinare la carne dei suoi clienti, dopo averli uccisi e derubati, servendola ad altri incauti e malcapitati avventori della sua taverna. Eleuterio (Aequum Tuticum) Sullo spartiacque appenninico in località Sant’Eleuterio di Ariano Irpino, sono visitabili i resti dell’antico centro di Aequum Tuticum, nodo viario, da cui s’irradiavano numerose strade che collegavano da nord a sud il Sannio con la Campania, e da est a ovest il versante tirrenico con quello adriatico il centro è attraversato dalla via Traiana e in seguito dall’Herculia. Nonostante che il toponimo Aequum Tuticum alluda a un insediamento sannitico, la fase più antica attestata dagli scavi è riferibile all’età imperiale. L’emergenza più rappresentativa è costituita da un edificio termale databile al I sec. d.C., il cui ambiente centrale era decorato con un pavimento a mosaico con tessere bianche e nere, con motivo a pelte. (http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?s=5&Menu_ID=200&Sub_ID=201&Info_ID=4325.DopoTuticum e varie masserie armentizie fortificate” la Spirinia - Eluterio - Chiuppo – Montefalco'', la continuazione del tracciato della Via Francigena, devia a sx in direzione di Tre Fontane di Greci, altro passo doganale della transumanza e luogo di sosta con taverna. Tre Fontane è precisamente una sezione tagliata nella Via Traiana, che i romani costruirono del resto anche su uno dei tratturelli preesistenti e diramanti dal ramo principale e preistorico di quello che sarà chiamato Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, quando fu istituita la Dogana di Foggia con un decreto di Alfonso d’Aragona, nel 1447. Abbandonata la via romana alla decadenza, i pastori si ripresero i tratturi, fra la quale questo che passava da Tre Fontane, travalicando il confine provinciale, il nostro itinerario termina con la visita del sito della Taverna San. Vito tra il Comune di Faeto e Celle San Vito (FG). Lasciata la masseria di Tre Fontane di Greci, si segue il tracciato del tratturo, oltrepassato il villaggio di S. Leonardo, si devia a destra per transitare davanti alla Taverna di S. Vito dei marchesi Moresca, ultima stazione di sosta prima di superare il Monte S. Vito. Oltrepassato il Boccolo di Troia, calare per il tavoliere delle Puglie. L’antica via Traiana (localmente definita dai locali anche come Troiana, forse perché diretta a Troia) raggiunge il suo punto più alto presso l’ex taverna di San Vito a 938 m. Questo punti, identificato come “mutati Aquilonis” nell’itinerario Bordigalese, probabilmente erano un punto di sosta per cambiare (mutatio) le cavalcature stanche della lunga salita, in altre parole dal vento aquilonare o dal fiume Celone (Aquilone). Ultima curiosità in attesa di conferma: Su questo percorso transitò e sostò in una Taverna della Valmiscano nella primavera del 37prima la nascita di Cristo - Orazio e Virgilio diretti a Brindisi, poi San Michele, San Guglielmo, San Francesco e San Pio da Pietrelcina. E’ un cammino giovane ma proprio perché è all'inizio, bisogna sostenerlo con incentivazioni e accoglienza per farlo crescere. N.B.- In caso di pioggia o avverse condizioni atmosferiche sul tratto Bolle Malvizza, Tre Fontane, Faeto si consiglia deviazione su strada per Castelfranco in Miscano – Faeto, oppure SS.90 Bis Casalbore Ariano Camporeale tratturello per Tre Fontane Faeto; consigliabile anche per pellegrini in bici.
(Ricerche e testo a cura di Giuseppe dell’Oasi Masseria Sant’Elia,struttura ricettiva con posto accoglienza pellegrini, informazioni pernotto, ristoro e assistenza sul percorso - info@agrisantelia.it - 333.7737555 - www.agrisantelia.it )
rifugio custodito

Masseria Sant'Elia, posto accoglienza pellegrini via Francigena nel sud

La struttura è ubicata sul tracciato dell’antica via Appia-Traiana, (via Micaelica o Via Francigena del sud) al posto tappa accoglienza da Benevento a Brindisi. Percorso storico culturale spirituale delle direttrici viarie più battute sia per il passaggio in terra Santa, sia per il santuario grotta di San Michele sul Gargano fornendo assistenza,ristoro, pernotto e informazioni ai pellegrini in transito. La nostra filosofia: offrire un soggiorno eco-compatibile, la massima disponibilità a far conoscere al meglio luoghi e cultura del nostro territorio, i suoi sapori particolari il tutto condito con la nostra cortesia.Informazioni info@agrisantelia.it - 333.7737555
Religinė architektūra

Convento Francescano accoglienza

Waypoint

Farmacia, Comune, Banca, supermercato, bar edicola e giornali tabacchi

Museo

Siamo sul Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, la via della transumanza, di fronte il Castello

-P.za Taverna Tre Fontane e largario. Ex sede posto doganale della transumanza con largario ubicata sul Tratturo Regio (Pescasseroli-Candela), davanti al Castello Normanno, oggi museo dei castelli. itinerario della transumanza nel centro del paese di Casalbore dove un tempo sorgeva una bella taverna (gli autogrill di un tempo) con ampi locali per sosta e il ricovero di animali, carri, prodotti nonché ristoro e riposo notturno sia per i pastori che per tutti i viaggiatori dell’epoca, fontana perenne. Nel medesimo luogo a lato del Tratturo era ubicato un passo doganale, riferito alle merci e agli animali, il cui transito era soggetto al pagamento del pedaggio. Alfonso I d’Aragona ideò l’organismo amministrativo giurisdizionale della transumanza istituendo le Dogane con il pagamento sul Tratturo. Le testimonianze archeologiche rinvenute evidenziano che il territorio fu frequentato come via di transito e insediamento stabile a partire dal Neolitico. il rito stagionale della transumanza, che muoveva centinaia di migliaia di capi di bestiame in un'avventurosa migrazione; ad accompagnare i pastori, cani, cavalli, muli, artigiani, fabbri, casari, che salivano verso nord in estate per riscendere verso sud d'inverno. Il transito delle bestie e delle merci sul Tratturo, erano soggette al pagamento del pedaggio alle “Dogane della Transumanza“(1570).Il Comune di Casalbore è uno dei tre comuni dove il Tratturo passa nel centro dell'abitato, era una rilevante stazione di sosta con un largario del tracciato tratturale di circa seimila metri quadri, circondato da tutte le infrastrutture necessarie per il fabbisogno dei viandanti: taverna con fontane perenni, dogana per il pagamento del transito, luogo di ristoro e rifornimento merci, officine di fabbri e maniscalchi, luogo di culto e di cura in caso di malattia.
Sito archeologico

svoltando a dx nella discesa imboccando lo sterrato a circa 300 metri chiesetta S.Maria dei Bossi

In lontananza notiamo tra un boschetto l’antichissima chiesetta rurale di S. Maria dei Bossi, attestata dal 452 D.C.S., edificata su resti di un monumento funerario (II sec. A.C.) l’intera area restituisce testimonianze archeologiche che vanno dal Neolitico fino all’epoca romana, indagini hanno permesso di datare alcune tombe della necropoli al 3.860 - 3.360 a.C. (http://www.archemail.it/arche9/0casalbore.htm)
Waypoint

dobbiamo svoltare a sx in discesa

Grotta

a 50 metri grotta carsica dell'Arcangelo Michele al lato del tratturo Pescasseroli-Candela

- La grotta dell’Arcangelo sulla via dei pastori e dei pellegrini -Ancora oggi la grotta di S. Michele continua a essere meta di pellegrinaggi, in particolare nei giorni dell'8 maggio, data che tradizionalmente ricorda l'apparizione dell'Arcangelo, e del 29 settembre, in ricordo della dedicazione della chiesa. L'enorme sviluppo del culto micelico sul Gargano è indissolubilmente legato alla comparsa nel sud dell’Italia, alla fine del VI secolo, dei Longobardi, che fondarono il Ducato di Benevento, da cui cercarono a più riprese sbocchi al mare, verso il Tirreno e verso l’Adriatico La via sacra dei longobardi (via francigena del sud) Il pellegrinaggio garganico acquista una valenza nazionale con la denominazione longobarda. La Via Sacra dei Longobardi collegava direttamente la capitale longobarda Benevento al Santuario di S. Michele sul Gargano. Molti dei pellegrini raggiungevano la grotta micaelica lungo un itinerario che, dai valichi del Moncenisio e del San Gottardo, raggiungevano Pavia, Piacenza, poi Roma e Benevento. L'itinerario seguiva la Via Traiana verso sud. La via Francigena, denominata così in documenti che vanno dall'XI al XIV secolo con riferimento ai pellegrini longobardi. Provenienti tanto da Pavia che da Benevento. Percorso naturale utilizzato come direttrice viaria per il passaggio da Roma/Brindisi in Terra Santa. (Via calcata da pellegrini ecc) La legenda locale racconta che la grotta venne alla luce a seguito dello sprofondamento di una mucca nel suo interno mentre pascolava.Qui presentiamo una chiesa-grotta dedicata a San Michele esistente nel territorio di Casalbore venuta alla luce nel 1700, in seguito a un evento ritenuto miracoloso in base a una leggenda religiosa locale. Un bel giorno di primavera, una mucca che pascolava in un prato nei pressi della cava di pietra di quel paese cadde in una buca del terreno coperta dall’erba. Il contadino, calatosi subito nella buca, scoprì la grotta e trovò illesa la sua mucca grazie all’intervento miracoloso dell’arcangelo Michele. Questa la leggenda. La nostra ipotesi è che la grotta, rimasta coperta per secoli sotto i materiali di riporto della vicina cava, fosse dedicata al culto di San Michele già da prima della scoperta fortuita del 1700 e risalisse per lo meno al VII o VIII secolo, quando Casalbore sarà diventata con ogni probabilità un luogo di sosta e devozione lungo il percorso della Via Sacra Langobardorum. Casalbore è stata da sempre una importante stazione del tratturo nato in epoche preistoriche a cui è stato dato il nome relativamente recente di “Pescasseroli-Candela"(fonte Museo virtuale delle valli del Miscano e dell'Ufita) –
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svoltare a sx sul tratturello della Via del Sale e dei mietitori

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proseguire dritti

fotografia

località Gaeta

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a sx roccia isolata di pietra piccola

Fiume

volico torrente Ginestra

fontana

vecchia taverna con fontana , proseguire dritti superando l'incrocio

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siamo nel villaggio di Malvizza

fotografia

svoltare a dx impegnano il tratturello per bolle di Malvizza

Bolle di Malvizza, terra di passaggio per la vicina Puglia, attraversata da vecchie strade preromane e romane, e da Tratturi). Conserva ancora oggi il fascino dalle tare che gli antichi ritenevano sacre. Prima i Sanniti e poi i Romani consideravano questi luoghi terra popolata da poteri e da spiriti misteriosi; con i quali erano opportuno instaurare buone relazioni. Sede di numerosi spiriti, sia benevoli sia malevoli, emissioni di fango e gas. Si sarebbero formate secondo leggende, per lo sprofondamento voluto da Satana della Taverna di un malefico oste, suo considerato pericoloso concorrente, il quale aveva l’abitudine di cucinare la carne dei suoi clienti, dopo averli uccisi e derubati, servendola ad altri incauti e malcapitati avventori della sua taverna.
panoramica

guadare e continuare sulla sterrata a dx per raggiungere la strada di fronte

Mentre svoltando a dx sulla strada asfaltata a circa cinquecento metri ci porta al sito archeologico di .S. Eleuterio (Aequum Tuticum) Sullo spartiacque appenninico in località Sant’Eleuterio di Ariano Irpino, sono visitabili i resti dell’antico centro di Aequum Tuticum, nodo viario, da cui s’irradiavano numerose strade che collegavano da nord a sud il Sannio con la Campania, e da est a ovest il versante tirrenico con quello adriatico il centro è attraversato dalla via Traiana e in seguito dall’Herculia. Nonostante che il toponimo Aequum Tuticum alluda a un insediamento sannitico, la fase più antica attestata dagli scavi è riferibile all’età imperiale. L’emergenza più rappresentativa è costituita da un edificio termale databile al I sec. d.C., il cui ambiente centrale era decorato con un pavimento a mosaico con tessere bianche e nere, con motivo a pelte. (http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?s=5&Menu_ID=200&Sub_ID=201&Info_ID=4325
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a sx sulla strada

fotografia

a dx per tre fontane in leggera salita

Sito archeologico

località Tre Fontane di Greci

Tre Fontane è precisamente una sezione tagliata nella Via Traiana, che i romani costruirono del resto anche su uno dei tratturelli preesistenti e diramanti dal ramo principale e preistorico di quello che sarà chiamato Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, quando fu istituita la Dogana di Foggia con un decreto di Alfonso d’Aragona, nel 1447. Abbandonata la via romana alla decadenza, i pastori si ripresero i tratturi, fra la quale questo che passava da Tre Fontane, travalicando il confine provinciale, il nostro itinerario termina con la visita del sito della Taverna San. Vito tra il Comune di Faeto e Celle San Vito (FG).
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svoiltare a sx sul tratturo Camporale Foggia

fotografia

Cippo Tre confini provinciali, Avellino,Benevento e Foggia

panoramica

mantenere la dx per Taverna San Vito e Celle

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Strada Provinciale per il Comune di Faeto,

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sulla dx il Villaggio turistico San Leonardo

Sito archeologico

Taverna di San Vito, fonte con acqua fresca

oltrepassato il villaggio di S. Leonardo, si devia a destra per transitare davanti alla Taverna di S. Vito dei marchesi Moresca, ultima stazione di sosta prima di superare il Monte S. Vito. Oltrepassato il Boccolo di Troia, calare per il tavoliere delle Puglie. L’antica via Traiana (localmente definita dai locali anche come Troiana, forse perché diretta a Troia) raggiunge il suo punto più alto presso l’ex taverna di San Vito a 938 m. Questo punti, identificato come “mutati Aquilonis” nell’itinerario Bordigalese, probabilmente erano un punto di sosta per cambiare (mutatio) le cavalcature stanche della lunga salita, in altre parole dal vento aquilonare o dal fiume Celone (Aquilone). Ultima curiosità in attesa di conferma: Su questo percorso transitò e sostò in una Taverna della Valmiscano nella primavera del 37prima la nascita di Cristo - Orazio e Virgilio diretti a Brindisi, poi San Michele, San Guglielmo, San Francesco e San Pio da Pietrelcina. E’ un cammino giovane ma proprio perché è all'inizio, bisogna sostenerlo con incentivazioni e accoglienza per farlo crescere.
fotografia

bivio per il centro abitato di Celle San Vito, dritti per Troia sulla via Francigena

3 commenti

  • Foto di Oasi Masseria Sant'Elia (eco agriturismo)

    Oasi Masseria Sant'Elia (eco agriturismo) 31-dic-2015

    In lontananza notiamo tra un boschetto l’antichissima chiesetta rurale di S. Maria dei Bossi, attestata dal 452 D.C.S., edificata su resti di un monumento funerario (II sec. A.C.) l’intera area restituisce testimonianze archeologiche che vanno dal Neolitico fino all’epoca romana, indagini hanno permesso di datare alcune tombe della necropoli al 3.860 - 3.360 a.C. (http://www.archemail.it/arche9/0casalbore.htm) https://it.wikiloc.com/percorsi-outdoor/in-cammino-sulla-via-francigena-nel-sud-iideg-tratto-casalbore-faeto-celle-san-vito-11723800#wp-11723805/photo-7220984

  • Foto di Oasi Masseria Sant'Elia (eco agriturismo)

    Oasi Masseria Sant'Elia (eco agriturismo) 31-dic-2015

    Tre Fontane di Greci, altro passo doganale della transumanza e luogo di sosta con taverna. Tre Fontane è precisamente una sezione tagliata nella Via Traiana, che i romani costruirono del resto anche su uno dei tratturelli preesistenti e diramanti dal ramo principale e preistorico di quello che sarà chiamato Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, quando fu istituita la Dogana di Foggia https://it.wikiloc.com/percorsi-outdoor/in-cammino-sulla-via-francigena-nel-sud-iideg-tratto-casalbore-faeto-celle-san-vito-11723800#wp-11723819/photo-7223078

  • Foto di Oasi Masseria Sant'Elia (eco agriturismo)

    Oasi Masseria Sant'Elia (eco agriturismo) 31-dic-2015

    Mentre svoltando a dx sulla strada asfaltata a circa cinquecento metri ci porta al sito archeologico di .S. Eleuterio (Aequum Tuticum) Sullo spartiacque appenninico in località Sant’Eleuterio di Ariano Irpino, sono visitabili i resti dell’antico centro di Aequum Tuticum, nodo viario, da cui s’irradiavano numerose strade che collegavano da nord a sud il Sannio con la Campania, e da est a ovest il versante tirrenico con quello adriatico il centro è attraversato dalla via Traiana e in seguito dall’Herculia. Nonostante che il toponimo Aequum Tuticum alluda a un insediamento sannitico, la fase più antica attestata dagli scavi è riferibile all’età imperiale. L’emergenza più rappresentativa è costituita da un edificio termale databile al I sec. d.C., il cui ambiente centrale era decorato con un pavimento a mosaico con tessere bianche e nere, con motivo a pelte. (http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?s=5&Menu_ID=200&Sub_ID=201&Info_ID=4325 /outdoor-trails/in-cammino-sulla-via-francigena-nel-sud-iideg-tratto-casalbore-faeto-celle-san-vito-11723800#wp-11723816

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