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Distanza

12,19 km

Dislivello positivo

390 m

Difficoltà tecnica

Medio

Dislivello negativo

390 m

Altitudine massima

432 m

Trailrank

59

Altitudine minima

133 m

Tipo di percorso

Anello

Tempo

4 ore 35 minuti

Coordinate

2013

Caricato

14 settembre 2021

Registrato

settembre 2021
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432 m
133 m
12,19 km

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vicino a Valle Benedetta, Toscana (Italia)

Escursione nell'ambito del
"PROGETTO MAPPA DI COMUNITÀ DEI MONTI LIVORNESI"

Il sentiero di Achille - I percorsi meno noti della Valle dell’Ugione

Organizzatori: le associazioni WWF Livorno, Vedette per l’ambiente, Gruppo Botanico Livornese, CAI Livorno.
Guida ambientale: Dario Canaccini di Selvatica APS
Percorso: ad anello, media difficoltà, su sentieri, con alcuni tratti impervi e disconnessi. Nel complesso il percorso richiede un buon allenamento.
Lunghezza: circa 10 km 
Dislivello complessivo: in salita 250 mt circa.


Ritrovo: ore 9 Area Parcheggio di Valle Benedetta (tra via della Sambuca e via del Radar https://goo.gl/maps/osg6xGo5QvwgcCEn7). Il parcheggio è piccolo quindi si consiglia eventualmente di lasciare l’auto nei parcheggi più in basso lungo la strada provinciale e salire a piedi. 
Rientro previsto alle ore 16.

In questa occasione sarà inaugurato il Sentiero di Achille, in onore di Achille Luckenbach, instancabile volontario e guardia ambientale volontaria di Legambiente e del coordinamento di associazioni Occhi sulle Colline.
Peculiarità da vedere: la foresta di Valle Benedetta, con i querceti e le aree di macchia alta; gli antichi resti del mulino e delle ghiacciaie sull’Ugione; gli splendidi edifici di Villa Cristina e dell’Eremo della Sambuca.
Punto informativo

Dedicato a Achille

In questa occasione è stato inaugurato il Sentiero di Achille, in onore di Achille Luckenbach, instancabile volontario e guardia ambientale volontaria di Legambiente e del coordinamento di associazioni Occhi sulle Colline.
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Poggio ai Tre Mulini

Punto informativo

Punti d'interesse

Le meraviglie della Valle dell’Ugione, la Foresta della Valle Benedetta di Dario Canaccini e Gabriele Romanacci Molti toponimi delle colline livornesi sembrano inventati da un buontempone ubriacone che cerca in tutti i modi di confonderci. Abbiamo il Monte Maggiore (454 m slm) che non è il monte più alto (la collina più alta è Poggio Lecceta 462 m slm), abbiamo il Rio Savolano che è da tutt’altra parte rispetto alla località Savalano, così come il Botro ai Loti è a Parrana e non a Loti, e soprattutto abbiamo Valle Benedetta, un paese grazioso che, invece di essere in fondo a una valle, è il paese più alto delle colline. Accanto a Valle Benedetta però una valle c’è davvero, la valle dell’Ugione dove è presente l’Eremo della Sambuca. La Sambuca la conoscono quasi tutti a Livorno, meta di scampagnate, ma quasi tutti arrivano dalle strade principali, in pochi usano i sentieri secondari e non segnati, in cui è abbastanza facile perdersi se non si conoscono. Eppure sono i sentieri più belli, dove la vegetazione lasciata un po’ stare dall’egoismo umano si può esprimere un po’ più liberamente. Un piccolo paradiso poco battuto dove troviamo quelle che per le nostre colline sono delle rarità botaniche, dall’agrifoglio, ai bucaneve (in foto), dalle cerrosughere a sughere intonse, mai state scortecciate, che presentano ancora il sughero “maschio”; addirittura è presente, nascosto, un po’ acciaccato, anche qualche castagno, che pare fuori luogo ma un tempo non lo era. Il 17 Febbraio ripercorreremo questi sentieri “dimenticati”, e faremo anche dei piccoli fuori sentiero per osservare meglio alcune meraviglie. Per partecipare trovate tutto qui: http://www.selvatica.eu/17-febbraio-a-caccia-di-bucaneve/?fbclid=IwAR3gQ1pvVFyqVBcGRVLglxfUwHY2Beqw1gA8vyCibDKLFmoEGQDUvpF8258 Di seguito le parole di Gabriele Romanacci, appassionato socio di Selvatica che sarà con me in questa escursione: “In questa escursione ci addentreremo nella Foresta di Valle Benedetta. Lungo questi sentieri, troveremo piante che ci ricordano di quando il clima era ancora più freddo di quello di adesso, ma che si sono salvate grazie al microclima di questa stretta valle scavata dal Torrente Ugione. I Bucaneve (Galanthus nivalis) sono tra i primi fiori dell’anno, e devono il proprio nome al fatto che, in alcuni casi, bucano la neve coi loro bianchi campanellini. Per questo motivo nel linguaggio dei fiori rappresentano la speranza, e sono associati alla festa della Purificazione in quanto simbolo di purezza e candore. Nell’antica Grecia erano legati al Mito di Icaro: sull’isola di Nikaria, dove Dedalo seppellì il figlio, nacquero questi piccoli fiori dalle lacrime del vento. Questa specie è stata inserita dalla IUCN tra le specie “quasi minacciate” (NT – Near Threatened), le minaccie principali sono rappresentate dalla distruzione degli habitat e dalla raccolta dei bulbi per il commercio orticolo. La Foresta di Valle Benedetta non nasconde soltanto piante rare, ma anche edifici pieni di storia come l’Eremo della Sambuca e le rovine di antichi mulini ad acqua e a vento.” © Sito web Selvatica eu - Dario Canaccini e Gabriele Romanacci Fonti e link utili: Link alla pagina su IUCN: https://www.iucnredlist.org/species/162168/5551773 Link alla pagina su Acta plantarum: https://www.floraitaliae.actaplantarum.org/viewtopic.php?t=9010 Link alla pagina su Dryades: http://dryades.units.it/cercapiante/index.php?procedure=cerca2&id=1764
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Punto di arrivo

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Panorama su Livorno

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Spazi aperti

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Tane e tracce

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Resti Mulino

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Cascatella dell'Ugione

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Ghiacciaie

Singolari e interessanti resti, ben conservati, dei depositi del ghiaccio da destinare alla vendita
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Villa Cristina

Villa Cristina, Base Scout è ubicata all'interno del Parco delle Colline Livornesi, in località Corbolone, in mezzo ai boschi, ad una'altezza di 250 metri sul livello del mare. Per accedere alla struttura si percorre una strada bianca; a piedi sono necessari circa 30 minuti. Dalla stazione centrale dei treni si può raggiungere la villa con i mezzi pubblici o, sempre a piedi, con una camminata di circa 1 ora. L'accesso con un'auto privata viene concesso dall'Ente Colline metallifere ed è riservato ad un solo veicolo. Gli spazi che circondano la struttura sono vasti ed adatti ad ogni tipo di attività. E' possibile organizzare un fuoco di bivacco, attività all'aperto e montare tende. Presente anche un palo per l'alza bandiera. Si ricorda che il luogo è un parco naturale e come tale è fatto obbligo il rispetto della fauna e della flora con un comportamento consono all'ambiente naturale in cui ci troviamo. Nei pressi della struttura ci sono luoghi interessanti da visitare: l'Eremo della Sambuca, che risale al 1250 circa, le ghiacciaie, strutture adibite tempo fa alla conservazione delle derrate alimentari con il ghiaccio che arrivava dalla Garfagnana, e un vecchio mulino, situato lungo il torrente Ugione. Cosa offre la struttura Interno della Casa Camerate con letti a castello solo materassi senza lenzuoli Una Cucina da comunità accessoriata corredata di tutti gli elementi per cucinare Una Sala pranzo Una Cambusa con frigo e congelatore Una Sala riunioni 1 bagno al piano terreno per disabili con doccia e acqua calda 2 bagni al piano superiore senza docce Energia elettrica ottenuta con i pannelli fotovoltaici Un Generatore di riserva Acqua calda e riscaldamento Esterno della Casa Acqua della sorgente con disponibilità 1800 litri ( non potabile) Aree per tende Due docce esterne con lavabi Un barbecue Un Punto fuoco per fare il bivacco e il braciere per cucinare all'esterno Alzabandiera © http://villacristinacasascout.blogspot.com/p/descrizione-della-casa.html
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EREMO DELLA SAMBUCA

Antico Romitorio, il cui nucleo più antico risale al 1100 (chiesetta di Santa Maria di Parrana, con poche cellette, Padri Agostiniani di S. Jacopo in Acquaviva), situato nella valle del torrente Ugione, nel Parco Naturale Provinciale dei Monti Livornesi e nel complesso agricolo-forestale regionale Colline Livornesi (Foresta della Valle Benedetta). Dal 1390 l'Eremo prese il nome di Santa Maria della Sambuca e vi si stabilirono i frati penitenziali Gesuati (fino al 1668, anno di scioglimento dell'ordine), con conseguente ampliamento della struttura (chiesetta, celle, foresteria, refettorio, cucina, granaio, cantina). Dal 1950 edificio demaniale, l'Eremo è stato in parte ristrutturato con fondi CIPE, ma versa in stato di abbandono e le altre due ali (inclusa la bellissima chiostra) necessitano di un urgente restauro conservativo. Di grande interesse per il circuito di percorsi esistenti che toccano altre emrgenze culturali quali i resti di mulini sul torrente Ugione (fine 1600 - inizio 1700), le ghiacciaie (fine 1700) ed altre testimonianze storico-culturali, nonchè emergenze naturalistiche e geologiche. © FAI "I luoghi del Cuore - Censimento 2020 - Posizione 830

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