• Foto di Il Sentiero da Valle Fiorita-Le Forme a Monte Meta (Sentiero Italia)
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Tempo  5 ore 31 minuti

Coordinate 1034

Caricato 20 aprile 2010

Recorded aprile 2010

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2.254 m
1.399 m
0
3,2
6,5
12,99 km

Visto 13856 volte, scaricato 249 volte

vicino Pizzone, Molise (Italia)

Bellissimo Sentiero che porta fino a Monte Meta dal Pianoro le Forme meglio conosciuta come Valle Fiorita in Abruzzo Lazio e Molise Siamo nel Comune di Pizzone. Le 18 tappe del Sentiero Italia in Provincia di Isernia rappresentano l'asse principale della rete escursionistica e dalla quale si diramano ulteriori sentieri. Per le caratteristiche del territorio e dell'ambiente in cui si svolge e per le quote delle montagne, sicuramente questo è un itinerario da non perdere. Si entra nella regione Molise da Ovest e in particolare dal Lazio (Picinisco) da Prati di Mezzo attraverso il "mitico" Passo dei Monaci (1967 mslm) nel Comune di Pizzone. Per coloro che si trovamo già in Molise si parte dal Pianoro delle Forme (1400 mslm) per arrivare sulla maestosa vetta di Monte Meta tra Abruzzo Lazio e Molise, che alcuni chiamano al femminile anche "La Meta" (2242 mslm). Salendo sull'asfaltata per circa 12 Km con 16 tornanti dall'abitato di Pizzone (quota mt 750) si arriva nel Pianoro delle Forme (mt 1400) . Lasciate le automobili in vicinanza di una tabella del Parco Nazionale Abruzzo Lazio e Molise si entra nella faggeta. Consigliamo di andare sul pianoro almeno in tre stagioni: d'inverno con la strada quasi sempre innevata ad osservare alcuni maestosi faggi sparsi in vicinanza; in primavera invece con lo scioglimento delle nevi e le piogge dove c'è sempre un laghetto e d'estate nell'area a fare del pic-nic per la presenza di panchine e tavoli. D'inverno con la neve soffice sono da preferire le ciaspole e gli sci e per non bagnarsi i piedi occorre portarsi sempre un ricambio di calze di lana o ghette. Camminare con i piedi nella neve non è sempre salutare, soprattutto se c'è nebbia. Con il ghiaccio "buono" invece non farebbe male portarsi i ramponi, piccozze e attrezzature per l'arrampicata proprio sulla parte nord della Meta, ma bisogna essere esperti alpinisti. Meno male c'è ancora il vento forte che sempre spira sulle cime alte e nelle aree più esposte del gruppo della "Meta" e sulla lunga cresta di Monte Miele.
Entrati nella faggeta e seguendo i segni bianco rosso CAI su alberi e pietre o i segni arancione del sentiero M1 (in modifica) del Parco si arriva dopo circa 15 minuti in vicinanza dell'acquedotto e della Sorgente delle Forme a quota 1415 mslm. Qui c'è un piccolo fabbricato in pietra ristrutturato dal CAI e una cancello con una recinzione in ferro. Si gira sulla destra con pendenze che aumentano si cammina un po' a zig-zag per non affrontare la salita con difficoltà all'interno della faggeta. Il sentiero è facilmente riconoscibile, d'inverno invece occorre fare attenzione ad alcuni segni bianco-rossi sugli alberi che permettono meglio di orientarsi nel bosco. Dopo quasi un' ora di cammino a quota 1700 mslm si esce dalla faggeta per ritrovarsi sui pianori carsici, caratteristiche formazioni rocciose di piccole collinette intervallate da grossi massi erratici. Alla nostra destra si vede la lunga cresta di Monte Miele (1942 m.sl ) ed alla nostra sinistra la faggeta mentre già di fronte si nota la cima della Meta. Ci troviamo nella grande distesa della Valle Pagana. (1,15 ore di cammino). Si prosegue verso SO quasi in modo rettilineo rimanendo in quota, direzione Passo dei Monaci in un'ambiente tipicamente alpino tra detriti, ghiaioni, piccoli nevai, ed enormi blocchi calcarei sul sentiero a mezza costa. Il sentiero è esposto in alcuni tratti e spesso con vento forte, con spettacolari panorami sulle faggete della Val Pagana e le cime della Metuccia e la cresta di Monte Miele. D'inverno con la neve e la nebbia non essendo visibili i segnavia bianco-rossi su pietre e non sempre presenti "gli ometti" occorre fare un po' d'attenzione e tenersi sempre in direzione SO. Si sale lentamente verso Passo dei Monaci e ci si arriva dopo circa 2 ore dall'uscita dalla faggeta. Passo dei Monaci è facilmente riconoscibile perche è un valico tra la Meta e la Metuccia per la presenza di un grosso masso (piccolo blocco calcareo) su cui c'è anche una lapide in pietra. Siamo sul confine Lazio-Molise. Da Passo dei Monaci salendo ripidamente deviando ad NO e facendo un po' a zig-zag dopo circa 45-60 minuti si arriva sulla cima della Meta (mt 2242) con la presenza di una croce e un parallelepipedo in ferro (gabbia metallica IGM). Da qui nelle giornate "limpide" un grandioso e stupendo panorama su tre regioni Molise Abruzzo e Lazio e non solo, l'orizzonte é talmente ampio a 360 gradi che è lunga la lista dei luoghi da riconoscere e individuare dal mare alle montagne. In particolare si potrebbe vedere il Vesuvio il Tirreno, Ponza, Il Matese,le cime più in vicinanza dei Monti del PNA come il Petroso, il Tartaro e i Monti dell'Alto Molise .
Consigli per l'escursionista
Equipaggiamneto adeguato alla difficoltà, attenzione al vento forte alla nebbia e al cambio spesso delle condizioni climatiche nella Valle Pagana. Pericoli di piccole slavine all'uscita dalla faggeta. Seguire i sentieri segnati. Altre informazioni Ambiente: boschi, pascoli, nevai, ghiacciai, aree rocciose; Segnaletica: presente nel bosco meno visibile su rocce e pietre nei periodi nevosi qualche omino in pietra;
Acqua sul percorso: non presente; Punti di appoggio: Pianoro di valle Fiorita (Pizzone), Rifugio le Forme ristrutturato dal CAI Sezione di Isernia a 1415 mslm nella faggeta.

Evidenze culturali e storiche: Ruderi dei vecchi stazzi dei pastori sotto le pareti della cresta Metuccia-Passo Monaci.
Passo dei Monaci antico collegamento e forse unico tra Lazio e Abruzzo, sfruttato da commercianti, pastori e dai monaci benedettini. La tradizione vuole che arrivati al passo, i monaci solevano depositare una pietra, a volte davvero grande, tanto da formare con il trascorrere degli anni, cumuli alti un paio di metri e ben visibili al centro del pianoro. Il nome forse trae origine da una antica leggenda che narra di tre monaci che vi trovarono la morte tentando di passare il valico durante una bufera

Evidenze ambientali: l'alta quota cui si articola il percorso fa sì che la neve a volte vi permanga sempre per buona parte dell'anno. Il paesaggio si presenta in alcuni tratti del percorso con diverse asperità soprattutto da passo dei Monaci a Monte Meta. Facilità di incontrare numerosi camosci d'Abruzzo (chi è fortunato ne può contare fino a 30-40) e cervi all'uscita della faggeta, facile ritrovamento di orme di orso sulla neve e segni di passaggi di lupi. Rapaci spesso svettano su Monte Miele. In primavera si vedono alcune Orchidee come Cephalanthera, Dactylorhiza e varie Epipactis alcune rare forse la rarissima Nigritella widderi (segnalata sul Petroso) e nella Valle Pagana specie comuni di alta quota come genziana lutea, trifoglio, cardo, timo, e Geranium macrorrhizum L. e più raro il Lilium martagon L. Dal punto di vista geologico interessanti i circoli glaciali i nevai nelle doline del versante occidentale, dove peraltro negli anni '70 permanevano depositi nevosi per lungo tempo (quote sopra i 1800 mslm)Monte Meta: mt 2.242 Montagna più alta del Molise a confine con Lazio e Abruzzo, dall'aspetto di piramide tronca. Si presenta ripida e incisa da tipici circhi glaciali che hanno scolpito le zone sommitali conferendo un aspetto più alpino che appenninico. Seconda vetta per altezza del PNA.
Monte Miele: Lunghissima cresta a NE di valle Pagana.
Valle Pagana : 1.730 Pianoro ondulato e bosco di notevole interesse naturalistico e paesaggistico. Caratteristica presenza di stazzi dove sostavano le greggi.
Le Forme: 1.400 mslm Ampia faggeta con piante maestose e vasto pianoro ricco di acque sorgive faggi classificabili come monumentali Colori del bosco stupendi in autunno.
18-APR-10 10:13:16
18-APR-10 13:56:45
18-APR-10 8:30:26
Passo Dei Monaci (1981m)
18-APR-10 10:35:38
18-APR-10 10:02:05
18-APR-10 9:40:37
18-APR-10 9:20:17
Valle fiorita Parcheggio da go

2 commenti

  • Foto di ascar59

    ascar59 28-ott-2010

    Sentiero percorso tante volte ma sempre affascinante. Occasione valida per vedere i camosci sulle pendici del vicino Monte Miele.

  • Foto di robuzz

    robuzz 22-ott-2018

    Molto bello, ma sono circa 850 mt di dsl.
    Nella faggeta sia all'andata che al ritorno ci è venuta incontro una volpe, maschio, nella speranza di rimediare qualcosa da mangiare.
    Molto emozionante, per noi. Lui era chiaramente abituato.

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