Tempo  un'ora 2 minuti

Coordinate 138

Caricato 20 settembre 2018

Recorded gennaio 2010

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1.866 m
485 m
0
2,6
5,1
10,29 km

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vicino Resceto, Toscana (Italia)

Ho classificato questo itinerario come media difficoltà in quanto è facile tecnicamente ma impegnativo fisicamente infatti e' uno dei giri più faticosi della Apuane perchè da Resceto al Monte Tambura ci sono oltre 1400 metri di dislivello!
E' un itinerario molto suggestivo sia per le bellezze naturali che possiamo ammirare ma anche per i segni che l’uomo ha nel corso dei secoli lasciato su queste montagne quando l'attività estrattiva non era cosi devastante come oggi.
L'itinerario si svolge sia in salita che discesa lungo antiche vie di lizza che molto tempo fa venivano utilizzate per trasportare a valle i blocchi di marmo. E’ quindi un itinerario di vera e propria archeologia marmifera.
Si parte dal piccolo parcheggio di Resceto (485 metri di altezza) piccolo paese raggiungibile da Massa attraverso la strada della Bassa Tambura.
Resceto sorge incastonato nei monti ed è dominato dalla gigantesca mole del MonteTambura (1890 metri di altezza), dalla cresta del Sella e la coda del Monte Cavallo.
Parcheggiata l'auto si scende e si attraversa l’abitato e scendiamo sul fondo del canale. Ben visibile davanti a noi, sul costone opposto rispetto a quello dove è costruito il paese, lo sbocco dell’orrido Canale dei Vernacchi che imbocchiamo subito seguendo il sentiero CAI 165 che corre sul fianco destro del canale. La salita è inizialmente moderata. Oltrepassiamo subito alcune capanne, poi un casotto (acquedotto) e continuiamo il nostro itinerario in ambiente orrido e selvaggio, tipicamente apuano. Davanti si vede la maestosa bastionata del Sella.
Il sentiero, che è un antica via di lizza, sempre ben segnato, supera il ponte di Pisciarotto aggirandolo sulla sinistra ed iniziando a salire con alcune risvolte un erto costone ricoperto di paleo.
Il Ponte di Pisciarotto permetteva alla via di lizza delle Gruzze (o Cruze) di superare la parte finale del Canale della Neve. Proseguiamo fino ad arrivare ad un primo bivio: a sinistra ha inizio il segnavia 164 che conduce ai Campaniletti e quindi al rifugio Nello Conti. Noi dobbiamo andare a destra, sempre lungo il 165. Ci inoltriamo per un breve tratto nel Canale della Neve, fino a che non incontriamo un altro bivio, sempre ben segnalato: a sinistra il 165 continua verso le Cave Gruzze, proprio sotto l’Alto di Sella, mentre a destra ha origine il sentiero 160 che punta la Focola del Vento.
Giriamo a sinistra, continuando lungo 165 che in questo primo tratto percorre l’ormai in gran parte franata lizza delle Gruzze. Successivamente il sentiero abbandona la lizza (che qui raggiunge pendenze del 70% ed oltre!) e svolta a sinistra andandosi ad infrascare in un fitto boschetto. Dobbiamo prestare molta attenzione, perché il cammino si svolge su un terreno infido, sempre molto ripido, per di più spesso nascosto da paleo e foglie secche. Risaliamo con molta fatica un boschetto dove sono presenti dei cavi ed arriviamo finalmente alla Selvarella (a 1300 metri di altezza), un pianoro dove si trova un vecchio edificio (casa Selvarella) usato come alloggio per i cavatori e che ospitava i motori della lizzatura meccanica.
Siamo fuori dal bosco e la bastionata del Sella ci appare davanti in tutta la sua imponenza. La lizza delle Gruzze da qui sembra una grande cicatrice che segna tutto il versante ovest del Sella.
All'inizio la via di lizza è perfettamente conservata (pendenze intorno al 50-60%) ma dopo, essendo con il tempo franata diventa praticamente un ravaneto. Questo punto è comunque molto suggestivo e bel punto panoramico.
Arriviamo quindi alle Cave Gruzze e dopo poco ad un vecchio edificio posto proprio sotto la Focetta dell’Acquafredda.
La via di lizza termina qui. A questo punto bisogna prendere una traccia di sentiero che parte dal retro dell’edificio e risalire il ripido ma breve pendio fino alla Focetta dell’Acquafredda, posta tra i monti Focoletta ed Alto di Sella ad un’altitudine di 1600 metri circa.
Dall’edificio posto alla fine della lizza è possibile anche raggiungere il sottostante Rifugio Conti, per mezzo di un sentiero attrezzato piuttosto esposto.
La Focetta dell’Acquafredda è posta sullo spartiacque che separa il versante marino da quello garfagnino, ed il panorama è veramente notevole. Ci appaiono gli Appennini, mentre le Apuane sembrano una ruga rocciosa ed aspra che contrasta fortemente con la dolcezza del paesaggio garfagnino. Dalla Focetta svoltiamo a sinistra, percorrendo la cresta ed aggirando il Monte Focoletta dal quale ci osservano incuriosite un branco di capre ed è presente anche un tratto attrezzato. Questo tratto non è difficile ma occorre fare attenzione per alcuni punti un po’ esposti. Si arriva al Passo della Tambura (1620 metri).
Da qui il Tambura è ben visibile nella sua interezza...una mole poderosa di marmo a forma piramidale che ha la caratteristica di avere lo stesso aspetto da ogni lato
In 40 minuti circa si sale fino alla vetta del Monte Tambura prendendo dal Passo il sentiero CAI 148 che segue la cresta della montagna. Il percorso verso la vetta non è difficile ma attenzione però ai tanti sassi instabili e a possibili distorsioni alle caviglie già piuttosto provate visto che tutto il percorso ha questo tipo di caratteristica di terreno!!.
Dalla vetta del Tambura il panorama è bellissimo e fa una certa impressione vedere Resceto, da dove siamo partiti, oltre 1400 metri sotto di noi. Dalla vetta del Tambura dobbiamo fare ritorno al Passo Tambura lungo il sentiero percorso all’andata, e quindi scendere verso Resceto lungo la Via Vandelli.
La Via Vandelli è una strada costruita nel Settecento dall’Abate Domenico Vandelli, ingegnere del Duca di Modena Francesco III d’Este. La strada serviva per collegare Modena con Massa, visto che nel 1741 si erano sposati per motivi politici Ercole Rinaldo d’Este, erede del Duca di Modena, e Maria Teresa, figlia del Duca di Massa Cybo-Malaspina.
Successivamente fu utilizzata come via di lizza (lo testimoniano i numerosi piri presenti in particolar modo a valle.
Lungo la via ad un certo punto si nota sulla destra una piccola caverna che era un antica miniera di ferro e infatti in questo punto a terra (anche sulla Vandelli) ci sono molte pietre ricche di questo minerale di colore argento scuro che sotto il sole diventano incandescenti.
Dalla miniera passa e si stacca dalla Vandelli il sentiero CAI 163 che più in alto si innesta al CAI 166 che termina al Passo della Focolaccia.
La Via Vandelli nella parte alta è ormai un sentiero mentre man mano che si scende assume i connotati che aveva un tempo ma questo grazie ad un lavoro di restauro avvenuto circa 30 anni fa.
Terminata la discesa, che è interminabile, si giunge al parcheggio da dove siamo partiti .

ATTENZIONE: DOPO IL BIVIO DEI CAI 160 - 164 E 165 FARE ATTENZIONE PERCHE' IL 165 CONTINUA SULLA DESTRA ED E' POCO VISIBILE E VERREBBE DA RIMANERE SUL SENTIERO PRINCIPALE (QUANDO SI ARRIVA AL BOSCHETTO DI CUI PARLO). FACENDO CIO' SI TORNA SUL 164 DIREZIONE CAMPANILETTI - RIFUGIO CONTI. IN QUESTO PUNTO TENETE D'OCCHIO LA TRACCIA GPS PER AIUTARVI PERO' NEL CASO DI ERRORE NON E' UN PROBLEMA PERCHE' UNA VOLTA ARRIVATI DOVE A TERRA C'E' UN MASSO CON SCRITTO CAMPANILETTI E DI FRONTE A VOI VEDETE IL RIFUGIO CONTI DOVETE ENTRARE NELLA FAGGETA A DESTRA (UN PAIO DI SEGNI ROSSI SBIADITI SUI TRONCHI) E RISALIRE FATICOSAMENTE PER CIRCA 150 METRI FINO A RITROVARE IL CAI 165 (POCO PRIMA DELL'EDIFICIO DI CAVA).
IN QUESTO MODO, SE AVETE SBAGLIATO COME E' SUCCESSO LA PRIMA VOLTA A ME NEL 2010, TORNATE SUL PERCORSO GIUSTO SENZA PERDERVI LA PARTE FINALE DELLA LIZZA, QUELLA PIU' SUGGESTIVA.
PER AIUTARVI HO AGGIUNTO UN WAYPOINT FUORI TRACCIA CHE INDICA IL PUNTO DA DOVE RISALIRE IN CASO DI ERRORE.

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