Tempo  7 ore 18 minuti

Coordinate 223

Caricato 21 agosto 2019

Recorded agosto 2019

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1.867 m
484 m
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2,2
4,4
8,77 km

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vicino Resceto, Toscana (Italia)

Approfittando delle giornate che per adesso hanno ore di luce sempre sufficientemente lunghe e del fatto che il meteo è sempre buono sono voluto salire sulla Tambura da una via insolita e poco conosciuta dall’escursionista estivo ma piuttosto frequentata in Inverno di media difficoltà .
La salita in questione è dal canale sinistro dello Zucco Nero sul versante Ovest della Tambura che in Inverno offre un ottimo e abbondante innevamento fino a tarda Primavera tanto è incassato.
Partendo da Resceto si prende subito la Via Vandelli in salita e dopo aver percorso poco più di un km (poco dopo aver superato la Casa del Fondo) anziché continuare sulla Vandelli si prende sulla sinistra il sentiero CAI 166 che poi sarebbe la via di lizza Magnani che ha una pendenza molto sostenuta ma che non presenta nessuna difficoltà tecnica.
Dopo aver percorso un altro km, a circa 1000 metri di altezza, si arriva ad un altro bivio dove a sinistra il sentiero continua fino al Passo della Focolaccia mentre a destra si stacca il sentiero CAI 163 (indicazione per i Campaniletti) che porterebbe sulla Vandelli all’altezza della Finestra Vandelli.
Per raggiungere il canale da risalire bisogna prendere questo sentiero che ha segni CAI (non molti) ma è molto trascurato e a tratti poco visibile.
Bisogna arrivare al canale che costeggia lo Zucco Nero senza superarlo.
Lo Zucco Nero sulle carte geografiche è indicato erroneamente come se fosse tutto il versante Ovest della Tambura mentre in realtà si tratta di quel crestone di roccia scura ricoperto quasi tutto da paleo che si stacca dalla cresta Sud della Tambura e che va in direzione Ovest.
Appena entrati nel CAI 163 si incontra subito un canale incassato che però termina contro un risalto roccioso e finisce li.
Procedendo dopo cinque minuti si trova un costone ricoperto da detriti con arbusti che a colpo d’occhio non sembra un canale e pensare non porti a nulla ma che invece dopo un centinaio di metri da accesso ad un largo canale ghiaioso, piuttosto aperto, che conduce sulla cresta Nord – Ovest della Tambura poco prima della cima. Questo canale corrisponde al primo dei due canali descritti nella Guida CAI – TCI del 1979 che consiglio di acquistare ed è complessivamente facile anche se, specie in Estate, monotono.
Ancora più avanti il sentiero ad un certo punto sembra sparire perché dopo essere entrati in un invaso sembra che una cortina rocciosa ricoperta di alberi lo faccia finire li.
La cortina rocciosa in questione è la base dello Zucco Nero e il sentiero CAI 163 in realtà non finisce li ma lo attraversa passando da un traverso abbastanza esposto.
Però non bisogna oltrepassare il costone dello Zucco ma rimanere nell’invaso che in realtà, anche se non lo sembra proprio, è il canale da risalire.
Il canale sulle carte geografiche è indicato con il nome “Fosso del Canalone” ma nel titolo dell’escursione ho preferito scrivere canale sinistro dello Zucco Nero visto che oltre esso ce n’è un altro ben visibile dalla parte alta della Via Vandelli anch’ esso molto incassato caratterizzato da diversi risalti di 2° 3° grado piuttosto impegnativi che costeggia lo Zucco da destra.
Il canale si presenta inizialmente come una paretina abbastanza ripida da salire senza grandi difficoltà fino ad arrivare ad un ripiano con davanti una roccia molto scura di colore rosso – marrone alta circa 3 metri difficile da risalire a dritto perché quasi verticale e senza appigli.
Si aggira quindi questa parte salendo a sinistra in modo da rientrare nel canale agevolmente subito dopo.
Il canale man mano che si procede si incassa sempre di più e l’ambiente diventa molto suggestivo; in pratica ci si trova in un vero e proprio canyon con lo Zucco Nero che ci rimarrà sempre a destra per tutto il tempo fino alla sua fine.
Ci sono alcuni passaggi di arrampicata di 2° e 2°+ divertenti, tratti di 1° grado e altri due passaggi di 3° grado tutti aggirabili sempre da sinistra a parte uno (vedere foto).
Dalle foto sembra tutto più piccolo: le pareti del canale, gli ostacoli da superare…in realtà l’ambiente è grandioso e quelli che dalle foto sembrano sassi che ostruiscono parti del canale sono massi alti anche più di 2 metri.
La parte centrale del canale oltre ad essere parecchio incassata è pure abbastanza stretta e quindi è bene avere un casco per proteggersi da eventuali cadute di sassi dall’alto.
Terminata la prima parte del canale che farà felici tutti coloro ai quali piace arrampicare esso comincia ad allargarsi leggermente e le pareti ad abbassarsi.
Il fondo è ora costituito sempre da pietraia ma molto smossa tanto è che conviene procedere mantenendosi a sinistra o destra come meglio si crede.
Il canale pian piano svanisce nel nulla e ci si ritrova così poco sotto la cresta Sud della Tambura a circa 100 metri sotto la vetta.
Anziché puntare sul sentiero CAI 148 che dal Passo Tambura porta alla vetta ora visibile dal basso, specie se ci sono delle persone, si può andare a sinistra in salita e puntare direttamente alla vetta.
Una volta ammirato il panorama offerto da questa cima (la seconda più alta delle Apuane) si scende dal CAI 148 per la cresta Sud arrivando in breve al Passo Tambura.
Da qui si scende un tratto della Via Vandelli fino ad arrivare al bivio che porta al Rifugio Nello Conti e oltrepassata la panormanica Finestra Vandelli si arriva al rifugio.
Si scende dal sentiero CAI 164 che scende ripido da sotto la terrazza del rifugio dapprima poco visibile fino a raggiungere i “Campaniletti” (scritta su masso).
Con a sinistra la superba parete dell’Alto di Sella e Sella si scende il ripido sentiero che costeggia da sinistra un profondo canalone.
Il sentiero non è elementare in quanto bisogna prestare attenzione per la ripidezza e i tratti esposti che lo caratterizzano soprattutto nella parte più alta.
Una volta scesi nel canale il CAI 164 si unisce al CAI 165 proveniente dalle cave Gruzze e si prosegue su quella che anticamente era una via di lizza in discesa che pian piano si fa meno ripida e meno esposta.
Oltre a tratti di lizza ben conservati lascia testimonianza dell’ antica attività estrattiva il ponte di Pisciarotto un’ opera veramente imponente che si trova a 696 metri di altezza e costruito fra il 1931 e 1932 che serviva a superare il punto in cui si incontrano i canali della Neve e Paleri divenendo così il canale dei Vernacchi.
Superato il ponte di Pisciarotto si arriva presto a degli ovili e in breve a Resceto da dove siamo partiti.
L’escursione è adatta ad escursionisti allenati perché faticosa visto il dislivello superato in pochi km; il giro tecnicamente non è difficile ma specie nel canale da risalire occorre saper arrampicare e avere dimestichezza sul terreno apuano che qui in molti punti instabile.
La discesa lo stesso non va sottovalutata perché in alcuni punti occorre prestare attenzione cosa non facile visto che la stanchezza comincia a farsi sentire.
In alternativa la via di discesa più sicura e comoda, anche se a mio avviso un po’ monotona, è la Via Vandelli.
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Via Vandelli

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Via Vandelli

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Via Vandelli

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Bivio per la Lizza Magnani

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Sulla lizza Magnani

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Bivio lizza Magnani - CAI 163 verso i Campaniletti

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Primo Canale

NON PRENDERE IL PRIMO CANALE CHE DOPO UN PO' FINISCE CONTRO UNA PARETE ROCCIOSA SENZA PROSEGUIRE
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Inizio canale sinistro dello Zucco Nero

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Parte iniziale canale

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nel canale

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nel canale

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nel canale

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nel canale

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nel canale

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nel canale

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nel canale

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nel canale

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nel canale

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Parte terminale del canale

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Cresta Sud Tambura

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Vetta della Tambura

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Passo della Tambura

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Bivio per la Finestra Vandelli e rifugio Conti

Si lascia la via Vandelli e si va a sinistra
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Rifugio Nello Conti

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CAI 164 Canale dei Vernacchi

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Canale dei Vernacchi

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CAI 164 Canale dei Vernacchi

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CAI 165 Canale dei Vernacchi

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CAI 165 Canale dei Vernacchi

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CAI 165 Canale dei Vernacchi

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Partenza - Arrivo

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Fontana

Si trova dietro il rifugio

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