Tempo  6 ore 51 minuti

Coordinate 173

Caricato 9 settembre 2019

Recorded settembre 2019

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1.680 m
745 m
0
2,7
5,5
10,97 km

Visto 106 volte, scaricato 8 volte

vicino Forno, Toscana (Italia)

Quando a Marzo di quest’anno feci il giro dei monti Maggiore, Spallone e Sagro partendo dalla Foce di Pianza mi ero riproposto di tornare sul Sagro percorrendo un percorso alternativo e più impegnativo senza nulla togliere al primo in quanto molto bello e interessante.
Basandomi sulle indicazioni scritte nel libro dell’amico Giorgio Perna “Le montagne irripetibili” e quello di Enzo Maestripieri “Apuane 80 itinerari classici e d’avventura” che consiglio di acquistare entrambi, ho prima disegnato questa traccia e oggi finalmente percorsa.
Il Monte Sagro è una delle montagne più frequentate delle Apuane sia per il panorama offerto sia per la facilità di accesso da Carrara e Campocecina.
Per questo motivo spesso vengono trascurati gli altri versanti della montagna dall’avvicinamento più faticoso anche se più ripaganti per la varietà degli ambienti attraversati.
Questo itinerario costituisce una specie di circuito di questa montagna che viene percorsa cosi a mezzacosta lungo i suoi versanti dopo averne raggiunto la vetta percorrendo la spettacolare cresta Sud del vicino Monte Spallone.
L’itinerario è classificabile a metà strada fra l’escursionismo e l’alpinismo facile e da considerarsi impegnativo sia per il dislivello complessivo che è di 1400 metri, sia per la lunghezza di 12 Km anche se su wikiloc ne risultano quasi 11 e sia per l’attraversamento della cresta dello Spallone che non è difficile ma neppure banale visti i diversi punti in esposizione anche se le foto non danno questa impressione e visti due o tre passaggi delicati da superare.
Per fare questo giro ho impiegato 7 ore comprese le pause ma va considerato che sono allenato ed ero da solo di conseguenza i tempi in questo modo di accorciano parecchio.
Parcheggiata l’auto alla fine della Via di Bassa Tambura sopra l’abitato di Forno si prende lo sterrato segnato CAI 38 che in leggera salita attraversa un bosco di castagni e che porta in breve a Case Vergheto.
Si prosegue sempre sul CAI 38 in leggera salita alternata a tratti di piano fino a giungere alla panoramica Foce Luccica a poco più di 1000 metri di altezza che regala una vista stupenda sul Canale Regollo, il Picco di Navola, il Monte Rasori e sulle più alte vette quali il Pizzo d’Uccello, il Grondilice e il Cavallo.
A Foce Luccica si abbandona il sentiero segnato e si prende a salire il pendio dove si trova la scritta sul masso F. LUCCICA…siamo all’inizio della Cresta Sud dello Spallone.
La cresta da risalire consiste in passaggi di 1° e 2° grado alternati da fare in arrampicata su rocce generalmente stabili e ben appigliate.
Ci sono però, specie nella parte più alta, tratti molto esposti e stretti da fare con attenzione tipo quello a ridosso di una cava che si vede bene anche da Case Vergheto e dei passaggi più difficili in esposizione dei quali uno particolarmente impegnativo in prossimità di una parete piuttosto alta (Cima delle Serre) costituita da lastroni molto inclinati con appigli e appoggi molto distanti fra loro…i passaggi sono di 2°+ vicini al 3° grado se si sale direttamente altrimenti, aggirandoli, non si supera il 2° grado.
Ho visto in altre relazioni che questo passaggio è stato evitato scendendo a sinistra abbandonando la cresta e risalendo successivamente però mi ero convinto di non abbandonarla mai e quindi sono andato a dritto.
La cresta Sud dello Spallone non è difficile ma neppure banale e richiede molta attenzione anche se come livello di difficoltà è decisamente inferiore a quella del Contrario e Roccandagia che ho percorso in Agosto.
La parte rocciosa della cresta termina prima della cima dello Spallone e per arrivare sullo stesso si sale senza una via obbligata i ripidi prati costituiti da paleo e roccette.
Arrivati sulla cima dello Spallone la vista del Sagro è stupenda ed è molto vicino anche se per raggiungerlo occorre, seguendo il filo di cresta, prima scendere e poi risalire.
Questo tratto non è particolarmente difficile ma a destra, sul lato del Canale Regollo, è molto esposto.
Arrivati sulla cima del Sagro la vista è stupenda specialmente se la giornata è soleggiata e spazia a 360° dall’Appennino alla costa e su quasi tutte le cime apuane.
Si scende verso Ovest dalla vetta del Sagro seguendo i segni gialli e gli ometti in pietra dal “sentiero degli ometti” che ad un certo punto si innesta al CAI 173 proveniente dalla Foce di Pianza e lo si imbocca andando a destra fino alla Foce del Faneletto.
Questo tratto è molto bello ma la presenza della cava sottostante disturba; si inizia cosi a girare intorno alla base del Monte Sagro senza particolare difficoltà e fatica…ci sono dei tratti attrezzati con cavo ma può servire solo se il terreno è bagnato o nel caso di presenza di ghiaccio o neve.
Arrivati alla Foce del Pollaro si inizia a costeggiare il lato Nord del Sagro a mezzacosta su sentiero stretto, a tratti esposto ma attrezzato con cavi e in ambiente molto suggestivo caratterizzato prevalentemente dalla presenza di faggi ma con punti anche scoperti (pietraie) che offrono una stupenda visuale sulla sottostante e per ora immacolata valle di Vinca e di conseguenza sul Pizzo d’Uccello e Grondilice in particolar modo.
Altro punto molto caratteristico dal quale passa il CAI 173 è il Catino del Monte Sagro e cioè un' area pianeggiante dove è presente un bosco di abeti che si trova poco prima di giungere alla Foce di Vinca.
La Foce di Vinca invece offre una vista spettacolare su tutto il Canal Regollo fino al mare e sulle vette che si affacciano su di esso specialmente il Monte Rasori e il Picco di Navola che visto dal Grondilice sembra insignificante mentre da qui mostra la sua verticale e altissima parete rocciosa.
Dalla Foce di Vinca si scende dal CAI 38 che in questo tratto, essendo poco frequentato, a volte è poco visibile ma comunque non ci sono problemi anche perché i segni non mancano e poi perché si vede bene la direzione da seguire e in lontananza la Foce Luccica che si raggiunge dopo essere passati da diversi punti molto panoramici fra i quali in particolar modo la “Casa dei pisani” che è il secondo edificio che si incontra scendendo un tempo legato all’attività delle cave in quanto fungeva da dormitorio per i cavatori.
Arrivati a Foce Luccica si chiude così l’anello e si ritorna in circa mezzora al punto di partenza percorrendo a ritroso il percorso fatto all’andata.
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Case Vergheto

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Case Vergheto

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Spallone e Sagro

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Foce Luccica

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Inizio cresta Sud

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Sulla cresta dello Spallone

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Sulla cresta dello Spallone

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Cresta dello Spallone

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Sulla cresta dello Spallone

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Sulla cresta dello Spallone

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Sulla cresta dello Spallone

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Sulla cresta dello Spallone

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Sulla cresta dello Spallone

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Sulla cresta dello Spallone

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Sulla cresta dello Spallone

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Sulla cresta dello Spallone

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Cima dello Spallone

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Sulla cresta dello Spallone

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Vetta Monte Sagro

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Innesto CAI 173

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Sul CAI 173 verso la Foce del Faneletto

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Foce del Faneletto

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Sul CAI 173

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Catino del Monte Sagro

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Bivio CAI 38 e 173

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Sul CAI 173

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Foce di Vinca

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Sul CAI 38

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Casa dei pisani

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Sul CAI 38

11 commenti

  • Foto di GEOTREK

    GEOTREK 30-set-2019

    Ho fatto il giro ieri con un mio amico e faccio i complimenti perchè la descrizione rispetto ad altre è molto attendibile a quanto effettivamente trovato e precisa ma a mio avviso la relazione è troppo lunga per potersi ricordare tutto

  • Foto di Lorenzo Verdiani

    Lorenzo Verdiani 30-set-2019

    Grazie. La descrizione non occorre ricordarsela tutta ma serve per far presente a cosa si va incontro e capire se il percorso è adatto o meno alle proprie capacità. In ambiente più che ricordarsi quanto scritto nel resoconto bisogna osservare sul momento e saper leggere la montagna e conseguentemente decidere come muoversi autonomamente ragionando con la propria testa

  • vardenbalen 23-ott-2019

    Non ho fatto questo giro , stavo cercando solo di capire i tempi di accesso al Sagro da Foce Pianza e ho trovato la tua Relazione : ti faccio i miei più vivi complimenti , sembra di percorrere il tragitto senza averlo ancora fatto e secondo me è così che si deve scrivere una relazione ; oltretutto hai fatto molto bene a sottolineare tutte le possibili "difficoltà" alle quali un neofita della zona andrà incontro . ;) . Molto bene !

  • Foto di Lorenzo Verdiani

    Lorenzo Verdiani 23-ott-2019

    Grazie per il complimento e' uno stimolo per fare meglio. Cerco di essere il piu preciso possibile e imparziale per poter far valutare la fattibilita' di un percorso in base alle capacita di chi vuol ripetere l itinerario proposto. Grazie di nuovo

  • Foto di Diegone Apuanos

    Diegone Apuanos 8-gen-2020

    Posso farti una correzione, senza offesa , la prima foce che incontri sul 173 dopo Pianza è la foce del Faneletto , la foce del Pollaro è quella che rimane infondo al catino del Sagro appena prendi il canale in discesa col cavetto prima di arrivare a foce Vinca ...comunque descrizione perfetta, il Sagro ormai lo conosco sasso per sasso , ciao Lorenzo descrizione più che ottima

  • Foto di Lorenzo Verdiani

    Lorenzo Verdiani 8-gen-2020

    Grazie Diego e per l inesattezza controllo perche quello che scrivi mi torna pero' devo avere sbagliato quando ho scritto. Fatta anche la cresta nord ovest?. Ciao

  • Foto di Diegone Apuanos

    Diegone Apuanos 8-gen-2020

    Si , ho fatto anche la nordovest, nulla di che carina ma niente in confronto alla sud dello Spallone , praticamente la nordovest è quella che parte dalla foce del Faneletto

  • Foto di Lorenzo Verdiani

    Lorenzo Verdiani 8-gen-2020

    Grazie Diego per la correzione. Ho controllato: gli waypoint erano corretti però nella descrizione avevo scritto Foce del Pollaro anzichè Foce del Faneletto per cui ho corretto.

  • Foto di Daniele Canali

    Daniele Canali 26-gen-2020

    Ciao Lorenzo volevo chiederti siccome ho letto arrampicata,se c'è bisogno di attrezzature o sono fattibili senza nulla.
    Grazie

  • Foto di Lorenzo Verdiani

    Lorenzo Verdiani 26-gen-2020

    Ciao Daniele. Quando scrivo arrampicata indico anche il grado di difficolta'. I tratti di arrampicata non superando mai il 2 grado non necessitano di particolari attrezzature. Se ce ne fosse stato bisogno avrei fra l altro classificato il giro come alpinismo e non escursionismo. Il giro merita veramente ma e' meglio farlo quando e' asciutto e giornate piu lunghe. Sperando di incontrarci per fare qualche giro insieme (di idee per il 2020 non me ne mancano) ti auguro buone camminate e buona Domenica

  • Foto di Daniele Canali

    Daniele Canali 26-gen-2020

    Ti ringrazio,gentilissimo !

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