Tempo  6 ore 8 minuti

Coordinate 345

Caricato 12 marzo 2019

Recorded marzo 2019

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1.041 m
433 m
0
2,2
4,3
8,61 km

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vicino Volegno, Toscana (Italia)

Il Monte Alto è una cima apuana poco elevata (913 metri) che sovrasta i paesi di Retignano e Volegno.
Una cima poco elevata ma molto molto apuana che regala dei panorami eccezionali sia sul litorale versiliese che su altre vette più conosciute tipo il Monte Altissimo, il Corchia, la Pania della Croce, il Forato, il Croce, il Nona, il Procinto e il Matanna e tutto ciò grazie alla sua posizione centrale e isolata e la sua forma stretta e allungata.
Ho classificato l’escursione come impegnativa non tanto per le difficolta’ tecniche o l’impegno fisico (che comunque non va sottovalutato visto il dislivello complessivo) quanto per la difficoltà di orientamento specie nel tratto che sta fra il Monte Alto e il Passo delle Scalette e questo pur avendo con se una traccia gps da seguire.
L’escursione parte dall’abitato di Volegno (430 metri di altezza) il cui nome probabilmente deriva dalla lingua parlata dai liguri apuani che li si insediarono per i quali “Belenio” significava “Sole” il quale nei culti solari pagani era venerato come divinità.
Lasciata la macchina nello spiazzo si sale verso la chiesa e si attraversa il paese seguendo l’indicazione CAI per Retignano SAV (che sta per Sentiero Alta Versilia) e successivamente i bolli sbiaditi di colore rosso su un sentiero però evidente e facile anche se c’è da stare attenti a qualche deviazione che va presa o non va presa (controllare traccia gps e waypoint).
Il sentiero è facile e alterna tratti di pari a tratti di leggera salita in ambiente abbastanza aperto e in alcuni punti panoramici e che passa da alcune vecchie piccolissime cave ormai per fortuna abbandonate da molto tempo.
In circa 2,5 Km si arriva alla cava di Montalto e del Monte Alto indicata da dei cartelli illustrativi e che rappresenta il primo punto del percorso dal quale è possibile scorgere il mare il quale oggi, con questa giornata soleggiata, è ben visibile e di un azzurro intenso.
Arrivati a questa cava bisogna lasciare il sentiero e iniziare a salire il pendio senza un percorso obbligato tenendo in considerazione che bisogna salire mantenendo la sinistra puntando a delle costruzioni e della ferraglia che si trovano sopra un ravaneto.
A vedere molto attentamente ci sono dei bolli rossi molto sbiaditi ma sono veramente molto pochi per cui è impossibile seguire un percorso obbligato.
La cresta del Monte Alto inizia proprio qui dall’ omonima cava e salendo la cresta si arriva alla cava Luchera dove anche li sono presenti alcune costruzioni in passato adibite all’estrazione del marmo e alcuni macchinari.
Dalla cava si risale il pendio fino a portarci in cresta e ci si trova di fronte ad una cima rocciosa che non è ancora la nostra vetta ma una cima senza nome.
La si risale senza una via obbligata mantenendo però la sinistra e dopo aver superato un risalto ci si trova in un breve canale che in alto presenta una parete quasi verticale e rocce malsicure.
Il grado di difficoltà di questa arrampicata è di 2° / 2° + .
Raggiunta la cima si scende dalla parte opposta fino a trovarci in una selletta dove è presente un'altra cima più piccola che più che una cima lo definirei un grosso risalto roccioso.
Si aggira ovviamente da sinistra perché a destra c’è il precipizio e si raggiunge in breve la base dell’ultima grossa cima che è il vero e proprio Monte Alto.
Si va verso la base mantenendoci totalmente a sinistra e, superati degli alberelli, si percorre una facile ma abbastanza esposta cengia pietrosa trascurando l’invitante canalino di destra che compare dopo poco e che invoglierebbe a risalirlo.
Si aggira la parete trovandosi poi in una specie di canalino con a destra le rocce e a sinistra il pendio abbastanza esposto.
A questo punto si fa un ultima salita facile fra roccette e si arriva sulla cima del Monte Alto sulla quale c’è una targhetta con scritto “Monte Romeo” e questo perché Romeo era un gatto che aveva l’abitudine di seguire le persone che salivano in vetta e il padrone gli dedicò la vetta che in realtà, ovviamente, è il Monte Alto.
Il panorama come si vede dalle foto che ho scattato è stupendo.
Da questo momento in poi l’ itinerario si complica in quanto bisogna intanto scendere dal monte Alto e la discesa è abbastanza ripida e poco evidente….aiutano delle strisce di plastica di colore rosso e bianco (non molte) che indicano la strada e qualche rarissimo bollo rosso molto sbiadito.
Faccio presente che oltre a questo tutto il percorso specie dalle cave di Montalto a qui è caratterizzato da rocce scistose per cui estremamente scivolose se sono anche poco bagnate; oggi non erano bagnate ma qualcuna comunque scivolosa e questo anche se non è piovuto recentemente!.
In basso si intravedono due roccioni; bisogna scendere e costeggiarli da sinistra.
Arrivati alla base il sentiero è solo appena visibile, i bolli rossi praticamente non ci sono ma aiutano solo queste strisce di plastica legate attorno agli alberi.
Occorre molta attenzione e non perdere mai di vista queste indicazioni, seguire la traccia gps e tenere presente che bisogna raggiungere il Monte Sullioni (vedi foto fatta dalla cima del Monte Alto) seguendo più o meno una specie di cresta dall’alto ben visibile e tenere presente sempre dove si trovano sia Retignano che Volegno (ottimi punti di riferimento) i quali spesso si scorgono.
Arrivati alla base sul lato Ovest del Monte Sullioni che è poco più elevato del Monte Alto, circa 1000 metri, lo si risale e arrivati in cima si punta in direzione Monte Corchia che da qui è veramente vicino e si percorre la facile cresta rocciosa in ambiente molto carsico.
Stando molto attenti a non perdere di vista il sentiero (qui è molto facile) arrivati al Passo delle Scalette si arriva di fronte ad un grosso risalto che sembra una cima ma non lo è e non credo che neppure abbia un nome, si costeggia mantenendolo alla nostra sinistra e ad un certo punto si risale seguendo l’evidente canalino in salita e arrivati in cima si prosegue a mezza costa puntando i prati che sono avanti non molto lontani.
Ora siamo ufficialmente sul CAI 123 anche se i segni sono sempre molto scarsi.
Arrivati ai prati si prosegue avanti stando poco sotto una specie di cortina rocciosa molto bassa fino a che si scorge l’evidente sentiero CAI 122 che al contrario è veramente ben segnato e visibile.
Siamo a Foce di Borra Larga, il punto più elevato toccato da questa escursione e si scende il CAI 122 fino a raggiungere una marginetta.
Si va a destra (indicazioni per Pruno) altrimenti a sinistra si andrebbe a Foce Mosceta e si continua a scendere e poco dopo essere passati da una cisterna dell’acqua lo si abbandona altrimenti ci porterebbe al paese di Pruno che si trova sotto di noi.
A questo punto per vie traverse, brevi tratti asfaltati e sentieri semi abbandonati si arriva a Volegno passando dal bosco che si trova sopra il parcheggio dove si è lasciato l’auto, si arriva alla chiesa e si torna al punto di partenza.
Durante il trasferimento dei dati dal Garmin a wikiloc i km sono diventati 8,6 mentre in realtà tutto il giro copre circa 10 km.

2 commenti

  • Foto di nannetti christian

    nannetti christian 15-mar-2019

    L' itinerario risulta interessante per la sua originalità, complimenti anche per la descrizione che alleghi ogni volta. Nannetti Christian

  • Foto di Lorenzo Verdiani

    Lorenzo Verdiani 15-mar-2019

    Un complimento da parte tua e' per me un onore. Grazie

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