Tempo  5 ore un minuto

Coordinate 1809

Caricato 19 luglio 2018

Registrato luglio 2018

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390 m
198 m
0
2,6
5,1
10,22 km

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vicino a Montecastelli Pisano, Toscana (Italia)

Il letto del Pavone, antiche miniere di rame e Buche fiorentine.

Il Pavone ha fatto la sua ruota e noi, attratti dagli innumerevoli occhi variopinti, ci siamo cascati per la seconda volta.

Oggi ci sentiamo pronti per percorrere, al di fuori della Riserva Berignone-Tatti, un’altra striscia del Torrente Pavone, più a SUD di quella già visitata nell’escursione precedente. Partiamo dalla strada provinciale 27 di Montecastelli a poca distanza da Montecastelli Pisano in località La Colombaia. Per un sentiero che lambisce delle pareti attrezzate di calcare sulla sinistra raggiungiamo il letto del Torrente e lo percorriamo verso NORD per circa 800 metri. In prossimità del guado che consentirebbe di passare al versante opposto rispetto al Torrente e quindi raggiungere la Rocca Sillana (sentiero n° 8), lasciamo il corso d’acqua e, sulla destra orografica, visitiamo delle antichissime miniere di rame sfruttate fino al XIX° Secolo (forse di origine etrusco-romana). L’accesso alla miniera è protetto da cancello con lucchetto per consentire l’ingresso tramite visite guidate nella massima sicurezza. Ripercorriamo il letto del Pavone verso SUD (quindi risalendolo) per circa 2,1 Km fino ad incontrare il Pozzo Verde o Pozzo delle Mandrie. A questo punto, usciti dal letto del Torrente, prendiamo un sentiero in salita che parte dai grossi massi presenti sopra il pozzo (sentiero n° 8 bis) che ci riporta ad incrociare la provinciale 27 e quindi a raggiungere le Buche Fiorentine. Non visiteremo la prima grotta con ingresso tramite pozzo verticale protetto da rete metallica (indispensabile una corda, attrezzatura da speleo ed esperienza specifica) ma la seconda molto più agevole anche se per raggiungere il fondo occorre percorrere uno scivolo che potrebbe risultare insidioso. Il percorso è quasi finito ma non le sorprese, attraverso le quali raggiungiamo le macchine (dopo aver sbagliato la traccia che ci ha costretti a percorrere avanti e indietro l’ultimo tratto, complice anche il fatto di aver tentato di raggiungere senza successo la Buca delle Fate).
Anche per questa escursione, come per la precedente, abbiamo adottato la strategia di usare delle scarpette morbide da scoglio per poter camminare nell’acqua, forse non è il massimo ma ci siamo trovati bene con un aumento di peso molto contenuto e il vantaggio di poter camminare sul terreno al di fuori dell’alveo sia con le scarpe normali da trekking sia con i piedi asciutti.

Letto 5, Torrente 5, Pavone 5.
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