Tempo  6 ore 15 minuti

Coordinate 2458

Uploaded 21 giugno 2018

Recorded giugno 2017

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1.234 m
737 m
0
4,3
8,7
17,38 km

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vicino Artana, Emilia-Romagna (Italia)

Il "giro del Postino" è stato uno di quegli itinerari che, già sulla carta, mi aveva affascinato.
L'idea di questo eroico portalettere che tutti i giorni (o a giorni alterni, o a turno col fratello, dipende da chi ti racconta la storia) toccasse 5 frazioni di Ottone (Artana, Belnome, Pizzonero, Suzzi, Bogli) isolate dal mondo in una valle dimenticata dagli uomini...non so...mi faceva venire la pelle d'oca dall'emozione.

Così, nel 2015, lo feci per la prima volta, accompagnando un gruppo del CAI di San Salvatore Monferrato.
Solitamente non ripeto mai due volte lo stesso giro...ma in questo caso la voglia di rifarlo era così tanta, che nel 2017 lo ripercorsi con mia moglie.
Traccia, foto e descrizione si riferiscono a questa occasione.

Lasciate l'auto nel piccolo posteggio di Artana (la frazione per noi più comoda da raggiungere e con un discreto parcheggio), facciamo subito una deviazione di pochi metri per vedere la piccola Chiesa di Santa Maria Assunta, col suo altrettanto piccolo cimitero.
Due persone si affannano a tagliere l'erba ed a sistemare, segno che (fortunatamente) qualcuno in queste zone ancora ci vive, almeno nella bella stagione.
Tornati sui nostri passi ci addentriamo nel piccolo borgo, e anche qua vediamo un certo movimento di persone intente a far manutenzione alle proprie case.
Seguiamo le indicazioni del sentiero 183 per Belnome, ignoranzo il 175 che va diretto a Pizzonero.
Dopo una breve discesa erbosa tra le casa, giriamo a sinistra e proseguiamo sempre tenendo la sinistra, rimanendo rasente all'ultima abitazione.
Qua il sentiero si perde nell'erba alta per un centinaio di metri, ritornando evidente non appena comincia ad addentrarsi nel bosco.
Presto cominciamo a perdere quota molto velocemente grazie ad una serie di tornanti, questo è l'unico punto un po' delicato di tutto il giro: bisogna prestare un poco di attenzione perchè si cammina su 10 centimetri di foglie secche che nascondono buche e pietre sciolte. Fosse anche umido...lo scivolone sarebbe sempre dietro l'angolo.
Arrivati nei pressi del Boreca la pendenza torna "umana" e proseguiamo, ignorando il 187 "delle Carbonaie" che si stacca sulla destra, anche questo diretto a Pizzonero.
Dopo 500 metri arriviamo su una stradina asfaltata, passiamo il Boreca su ponte e cominciamo la salita verso Belnome.
Poco più di 2km e siamo alla 2° frazione.
Lasciamo il 183 e seguiamo le indicazioni per Pizzonero, sentiero 121 (sarà il nostro segnavia per tutto il resto del giro).
Tagliamo un tratto d'asfalto grazie ad uno sgangherato sentierino e passiamo dal cimitero di Belnome dove, secondo la "leggenda", riposano i fratelli Franco e Pino Rebollini, gli ultimi postini a percorrere quotidianamente l’anello.
L'asfalto lascia il posto ad una carrozzabile che sale nel bosco, ricco di enormi faggi, alcuni dalla forma contorta e mostruosa.
Dopo circa 1km la salita lascia il posto a piacevoli sali e scendi, incrociamo a destra il 187 "delle Carbonaie" e poco dopo un cartello di legno ci avvisa di essere arrivati in Pizzonero.
Una manciata di case, aggrappate alle pendici del monte Ronconovo...un posto davvero fuori dal tempo.
O forse no, perchè alcune auto sono parcheggiate nella minuscolo piazza e due bambini stanno giocando vicino alla fontana.
Sono contento.
Nel 2015 qua trovammo un'anziana coppia di Genova intenta a far andare l'orto.
Ci raccontarono che, ai tempi, a Pizzonero c'erano le scuole elementari e un'osteria.
Saranno i loro nipoti? Chi lo sa.
Rabbocchiamo i camelback alla fontana e ripartiamo, prendendo la bella carrozzabile in direzione Suzi.
Lungo la strada, sulla destra, sorge su un prato lo splendido oratorio di San Bernardo con il minuscolo cimitero annesso. Merita una brevissima deviazione.
La carrozzabile guadagna dolcemente quota fino ad una sbarra (che chiude l'accesso alle auto non autorizzate verso Pizzonero), che superiamo per arrivare subito ad un bivio dove teniamo la destra.
Un breve tratto d'asfalto e poi, in corrispondenza di un tornante, lo abbandoniamo per seguire il 121 su sentierino sconnesso che porta in breve a Suzzi.
Anche qua qualche uscio è aperto e da una finestra arriva, fievole, la telecronaca della MotoGP.
Ci fermiamo sotto un portico per mangiare una mela, abbiamo voglia di goderci questa pace.
Ripartiamo dopo una ventina di minuti e, dopo aver passato la chiesetta (sempre con annesso cimitero), scendiamo velocemente rituffandoci nel bosco.
Un breve tratto smottato si supera senza grossi problemi, ma il sentiero in generale è maltenuto e ingombro di pietre cadute dai muretti a secco che la costeggiano, ormai in rovina.
Uno scroscio d'acqua sempre più forte ci fa capire che il Boreca è nuovamente vicino.
Una breve deviazione e siamo al Mulino di Suzzi, dove una bellissima cascata si tuffa in un laghetto cristallino attorniato da piante acquatiche. Del mulino, invece, resta ben poco.
Tornati sul sentiero, passiamo per la seconda volta il Boreca su ponte e procediamo in relativo piano, sempre costeggiando il torrente.
Ma la pacchia dura poco, perchè dopo circa 1km il sentiero piega decisamente a sinista e comincia la ripida salita per Bogli.
Questo è il tratto più impegnativo di tutto il percorso.
Fortunatamente il 99% di essa si svolge nel bosco per cui...almeno si sta freschi!
Quando la salita spiana leggermente, ignoriamo una svolta a destra e proseguiamo fino a che, girata una curva, ci troviamo davanti alla prima casa di Bogli.
Facciamo una sosta nei pressi dell'Oratorio Renati prima dell'ultima rampa tra le case per giungere alla Chiesa di San Marziano. Nei pressi, una targa intitolata ad Arturo Toscanini ci ricorda che il suo bisnonno era nato qua.
Percorriamo pochi metri d'asfalto prima di riprendere una carrozzabile che si stacca dal tornante e transita, tra dolci sali e scendi, nei pressi della chiesetta di San Rocco.
Artana ormai non dista molto, ma c'è ancora tempo per uno "spiacevole" strappetto di 700 metri che passa rasente una casa isolata (abbandonata) dopo, secondo i racconti, all'instancabile portalettere veniva sempre offerto un bicchiere di vino.
Tra altri sali e scendi raggiungiamo un bel lavatoio in pietra a tre arcate e, dopo pochi metri, le prime case di Artana.

Percorso il 03 Giugno 2017
Chiesa di Santa Maria Assunta
Artana
Un tratto del percorso
Bivio col 187
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Belnome
Un faggio nodoso lungo il sentiero
Pizzonero
Oratorio di San Bernardo
Un tratto del percorso
Un tratto del percorso
Suzzi
Un tratto del percorso
Cascata del Mulino di Suzzi
Bogli
Chiesa di San Marziano
Chiesetta di San Rocco
Il casolare, ormai abbandonato, in cui veniva offerto del vino al postino
Un tratto del percorso
Il lavatoio che annuncia l'arrivo ad Artana
Arrivo ad Artana

1 comment

  • Foto di filippobergi

    filippobergi 13-mag-2019

    Un giro meraviglioso e tra i più affascinanti dell'Appennino "delle 4 Province"

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