Tempo  9 ore 50 minuti

Coordinate 8753

Caricato 24 ottobre 2019

Recorded ottobre 2019

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2.020 m
460 m
0
3,2
6,4
12,88 km

Visto 57 volte, scaricato 3 volte

vicino Andreis, Friuli Venezia Giulia (Italia)

La guida di riferimento che ho seguito è “I sentieri dei garibaldini” di Giorgio Madinelli (ediciclo editore), che elenca altri sentieri in prossimità di quelli veri e propri dei garibaldini.
In questa versione dell’escursione, l’impegno fisico sarà superiore a quanto normalmente si pensa per itinerari con km lineari e metri di dislivello simili.

SALITA AL MONTE RAUT PER LA VIA O SENTIERO DEI CACCIATORI DI ANDREIS
Da Sott’Anzas si imbocca il sentiero CAI 979a e si sale tranquillamente nel bosco fino a poco oltre gli 850 metri di quota, dove si raggiunge la schiena di una dorsale.
Qui dovrebbero essere visibili sulla destra i segnavia (bolli rossi) di inizio del Sentiero dei Cacciatori di Andreis, ma ci sono alcuni alberi schiantati e i primi due segnavia sono proprio sui tronchi di due alberi a terra: me ne sono accorto dopo qualche “girotondo”.
Passati i primi alberi caduti, i segnavia diventano ben evidenti e indirizzano fino a poco prima di una fascia rocciosa, dove un doppio segnavia + freccia indicano di uscire dalla dorsale sulla sinistra in direzione della base di un canale.
Il canale parte con fondo erboso che termina sotto una fascia di salti rocciosi dove i segnavia fanno girare verso destra su pendio boschivo ben inclinato con qualche singolo passaggio di “quasi arrampicata”.
Si giunge così sul filo di una crestina coperta di mughi, ma con tagli e corridoi sufficienti per passare senza “ravanare”: segnavia sempre presenti e qualche passaggino di arrampicata non difficile.
Dove la cresta spiana di pendenza ci si riporta, verso sinistra, sopra la testata dei salti rocciosi lasciati più in basso verso destra.
Dalla testata inizia un vallone erboso (delimitato da fasce rocciose) che si segue per circa 55/60 metri di dislivello fino a scavalcare una costola verso destra che immette in un altro vallone molto più largo e arioso: qui finiscono i segnavia “in formato brillante ben visibile”.
Ora si sale per 80/90 metri di dislivello fin quasi a una sella con mughi che si affaccia a una zona dirupata.
Dalla sella, sulla destra, ricompaiono i segnavia, ma molto sbiaditi da qui in poi, e non facilissimi da individuare anche con ottima visibilità come oggi.
Si sale verso destra, rispetto alla sella, la larga dorsale in modo abbastanza intuitivo fra gli spazi liberi da mughi, con pochi bolli sbiaditi e qualche ometto nella seconda parte.
Si arriva a un ultimo sbiaditissimo bollo rosso appena sotto una fascia impenetrabile di mughi.
Qualche metro prima c’è un taglio che indirizza verso destra dentro un valloncello erboso secondario con qualche placca di roccette nel centro: è ripidino ma non problematico.
In testata del valloncello si è sopra la fascia di mughi impenetrabile, e si vede benissimo di fronte il canalino di uscita del Sentiero dei Cacciatori di Andreis della variante percorsa e descritta da Madinelli.
Madinelli scrive di questa prima variante che ha una difficoltà max di III° grado, mentre l’altra non supera il I° – per raggiungere l’altra bisognerebbe traversare sul ripido verso destra per un centinaio di metri (con segnavia sbiaditi secondo Madinelli, ma non ho guardato).
Io ho provato la variante diretta per vedere com’è, sapendo di avere un tentativo di riserva nel caso fosse stata troppo difficile.
All’inizio del canalino c’è un salto di roccette (tra il I° e II° grado) che si supera in diagonale esposta ma con appigli e appoggi ben solidi.
Poi si entra nella parte stretta con ghiaie scivolose, qualche roccetta che si supera con un paio di svolte, e altre ripide ghiaie (dove ci si può aiutare con le mani sulle pareti laterali) fino alla difficile uscita.
Di fronte ci si trova il III° grado citato da Madinelli (4 o 5 metri, ma ho guardato un po’ di fretta) che se non è ben asciutto è senz’altro problematico.
Sulla sinistra ho visto una specie di lista-camminamento-cengetta che sale sul I° grado o poco più fra appigli rocciosi e appoggi abbastanza compatti per i piedi: è MOLTO esposto ma tecnicamente più semplice del III° grado diretto.
Questo aggiramento porta appena più in alto e qualche metro a sinistra della forcella di uscita del canale, sulla stretta fascia di mughi che sovrasta la cresta del Monte Raut in quel punto: ho scelto quella via, ho raggiunto i mughi, e con due/tre passi sopra sono sceso sul sentiero CAI che sta appena dietro.
Per un’eventuale discesa, scenderei per il salto di III° grado assicurandomi con la corda.
Da quel punto si va facilmente in vetta al Monte Raut sempre per il sentiero CAI, passando un breve tratto attrezzato su facili roccette.
Tornando alle due varianti di uscita, non conosco l’altra ma se Madinelli ha scritto che è più facile … vuol dire che è più facile.
A fine escursione ho sovrapposto la traccia registrata dal mio GPS a una copia rasterizzata e georeferenziata della cartina Tabacco 028, e la traccia GPS della variante percorsa si sovrappone esattamente al tratteggio nero in cartina Tabacco dove indica l’uscita in alto del Sentiero dei Cacciatori di Andreis – a dire il vero, e non capita spesso, si sovrappone bene per tutto il tratteggio (tranne che nella deviazione per superare la fascia impenetrabile di mughi).

DISCESA DAL MONTE RAUT VERSO NORD E OVEST IN DIREZIONE DEL RIO DE RAUDELIN
È un sentiero molto vario e bello per chi cerca “percorsi selvaggi”.
È tutto molto ben segnato.
Non l’avevo mai fatto, e non è molto prudente fare un sentiero simile per la prima volta in discesa se non è ben segnato – in vetta ho trovato un socio del CAI Maniago che mi ha riferito che avevano da poco fatto manutenzione ai segnavia, mi ha rassicurato, mi sono fidato ed è andata benissimo (in origine volevo scendere verso la Forcella di Pala Barzana).
Però non bisogna affrontare la discesa di questo sentiero con l’idea di “scendere per scendere”, ma con lo spirito di “scendere per godersi un lungo sentiero”, dove SOLO VERSO LA FINE le gambe possono riposare e i piedi appoggiano in modo regolare.
Bisogna “stare attaccati con la vista ai segnavia” per non rischiare rientri di linea faticosi e avventurosi.
Il primo lunghissimo tratto è verso nord↔nord-ovest con cengetta iniziale bella esposta, e poi alternanza di bancate e brevi canalini-valloni per più rapide perdite di livello – ci sono due tratti attrezzati con cavetto.
Si arriva a una forcella sotto spettacolari pareti rocciose, dove si piega a sinistra, inizialmente nel bosco, fino a raggiungere il Canalone del Rio de Raudelin che si percorre in destra idrografica.
Qui si continua in tutta una varietà di situazioni fino a un canaletto di rocce da risalire sulla destra che allontana definitivamente dall’impluvio.
Poi ancora fino a una sella con ultima bella vista generale all’indietro sul canalone, e da qui verso destra per zone via via più boschive passando una prima cascata, il punto di deviazione verso il Sentiero Spigal e la Cengia dei Garibaldini, subito dopo una seconda cascata, e i ghiaioni sotto la Pala delle Pitte.
Finalmente si arriva all’immissione nel Sentiero Naturalistico del Monte Ciavac CAI 979, e da qui in quasi relax fino alla fine – bello e scenografico il finale sul letto del Torrente Susaibes.
Cercando notizie su internet di questo sentiero, ho letto che – pur non avendo un nome definito – ci si riferisce anche come Sentiero Zerbinatti dal nome (anzi cognome) di chi evidentemente ne ha curato in origine la segnatura.
Se qualcuno conosce una denominazione più appropriata, mi piacerebbe averne segnalazione.
(Nella parte alta del Canalone del Rio de Raudelin, il GPS ha avuto grossi problemi di segnale e ho dovuto “tirare a mano” due linee diritte per i primi 200 metri lineari circa, ma su questo sentiero i segnavia sono MOLTO più importanti del GPS).
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Il dislivello reale dell’escursione è di circa 1.700 metri e non oltre 1.900 come indicato nei dati di riepilogo Wikiloc.
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01 - Parcheggio a Sott'Anzas di Andreis

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02 - Uscita dal CAI 979a Albins-Plangiaria per inizio Via o Sentiero dei Cacciatori di Andreis

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03 - Punto foto nella prima parte boschiva del Sentiero dei Cacciatori di Andreis

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04 - Uscita da dorsale verso canale nella prima parte del Sentiero dei Cacciatori di Andreis

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05 - Base canale-vallone inizialmente erboso nel Sentiero dei Cacciatori di Andreis

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06 - Arrivo sotto salti rocciosi e inizio traverso verso crestina

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07 - Arrivo in tratto di cresta nel Sentiero dei Cacciatori di Andreis

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08 - Inizio tratto quasi piatto di cresta verso vallone

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09 - Arrivo a fondo vallone sopra la testata del canale del waypoint 06

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10 - Passaggio costola verso destra e inizio altro largo vallone erboso nella Via dei Cacciatori di Andreis

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11 - Primo di una serie di bolli rossi sbiaditi a inizio lunga dorsale finale della Via dei Cacciatori di Andreis

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12 - Primo di alcuni ometti lungo la dorsale finale della Via dei Cacciatori di Andreis

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13 - Punto foto nella dorsale finale della Via dei Cacciatori di Andreis

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14 - Bollo rosso sbiadito sotto fascia impenetrabile di mughi nella Via dei Cacciatori di Andreis

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15 - Testata vallone di aggiramento mughi nella Via dei Cacciatori di Andreis

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16 - Base canalino di uscita dalla Via dei Cacciatori di Andreis

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17 - Testata canalino di uscita dalla Via dei Cacciatori di Andreis e immissione nel sentiero per il Monte Raut

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18 - Base facile tratto attrezzato verso il Monte Raut

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19 - Croce di vetta del Monte Raut - waypoint 01

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20 - Croce di vetta del Monte Raut - waypoint 02

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21 - Inizio discesa verso nord dal Monte Raut con tratto di cengia

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22 - Punto foto in discesa dal Monte Raut

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23 - Inizio primo tratto attrezzato in discesa dal Monte Raut

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24 - Punto foto in discesa dal Monte Raut

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25 - Fine secondo tratto attrezzato in discesa dal Monte Raut

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26 - Punto foto in discesa dal Monte Raut

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27 - Grande covolo/landro di riferimento in discesa dal Monte Raut

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28 - Svolta da forcella per tratto iniziale boschivo nella discesa finale verso il Rio de Raudelin

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29 - Impluvio del Canalone del Rio de Raudelin

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30 - Punto foto a formazioni rocciose ai margini del Rio de Raudelin

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31 - Risalita canaletto di roccette e allontanamento dall'impluvio del Rio de Raudelin

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32 - Franamento su sentiero dopo l'uscita dall'impluvio del Rio de Raudelin

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33 - Piccola sella e ultimo punto foto verso il canalone del Rio de Raudelin

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34 - Prima cascata ottima per rifornimento acqua

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35 - Seconda cascata ottima per rifornimento acqua

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36 - Passaggio ghiaioni sotto la Pala delle Pitte

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37 - Immissione nel CAI 979 Sentiero Naturalistico Monte Ciavac o Mont Cjavac

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38 - Forcella le Pitte

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39 - Bivio CAI 979-979a e inizio tratto lungo il fondo del Torrente Susaibes

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40 - Scavalcamento briglia nel Torrente Susaibes

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41 - Punto foto lungo il Torrente Susaibes

1 comment

  • Foto di vittoriobesazza

    vittoriobesazza 8-nov-2019

    ...come al solito..bella descrizione e foto...bel giro in giro...complimenti..

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