Tempo  5 ore 34 minuti

Coordinate 4982

Uploaded 17 gennaio 2019

Recorded gennaio 2019

  • Rating

     
  • Information

     
  • Easy to follow

     
  • Scenery

     
-
-
1.476 m
653 m
0
2,3
4,7
9,33 km

Visto 61 volte, scaricato 2 volte

vicino Sopra Sospirolo, Veneto (Italia)

Escursione con lo scopo di percorrere (più o meno) la metà bassa della lunga cresta est del Gruppo del Pizzocco che va dall’imbocco della Valle del Mis a Forcella Intrigos: la metà (più o meno) si trova a Forcella Le Forche.
Questa metà bassa è più impegnativa di quella alta.

Dopo aver percorso la stradetta tagliafuoco di collegamento dal parcheggio, bisogna salire Costa Peramùla (o Pèra Mula secondo altre trascrizioni).
In pratica è il versante est del Monte Sperone che, da qualsiasi punto lo si osservi, sembra ultra-ripido quasi a livello alpinistico.
In effetti è SOLO ripido, ma più che fattibile.
All’attacco della salita il costone è largo e le tracce a terra sono deboli e discontinue, ma non è difficile camminarci: basta tenere il ritmo giusto per le proprie forze in rapporto alla pendenza.
Si arriva sotto una fascia rocciosa che bisogna aggirare sulla destra e qui compare un sentierino che aiuta molto: c’è anche qualche ometto.
Si rimonta sul filo di dorsale-cresta e si arriva al piccolo pianoro della Forzèla dei Sèle dove si trovano i ruderi di un baito.
Si riprende a salire su scarse tracce e si arriva alla fascia rocciosa sommitale del Monte Sperone da aggirare verso nord.
Compare un ometto abbastanza grande e su nuove tracce “decenti” si arriva, sempre traversando con tendenza salita, ad un altro grande ometto (nel mezzo ce ne sono pochi altri piccolini).
Da qui si può interpretare in vari modi: io ho traversato ancora un po’, e quando ho visto il pendio alla mia sinistra “farsi più tenero” ho tagliato verso l’alto: ho visto subito la Croce di vetta appena sopra e proseguendo con un semicerchio l’ho raggiunta.
Si può tagliare prima (per i più tecnici) e anche dopo: da valutare di volta in volta a seconda delle condizioni del fondo del bosco.

Ora in successione (dopo aver ammirato il panorama):
  • Facile discesa fino alla Forcella Pradèl con qualche bella vista sulla cresta
  • Salita breve al Col del Dóf per sentierino di media pendenza
  • Facile discesa fino alla Forcella del Dóf
  • Proseguimento su discrete tracce quasi piatte fino a Forzèla Bardìn

A Forzèla Bardìn (larga e chiusa nel bosco) c’è un punto chiave di orientamento.
Qui si è sotto l’elevazione di cresta della Testa del Rosp, da cui scendono tre costoni rocciosi che delimitano due canali: bisogna prendere quello di destra (direzione salita) stando all’inizio vicino al costone di destra dove il pendio erboso è più gradinato e facile da salire.
Si arriva a una forcelletta intermedia dove si prosegue sempre dentro un canale-traverso che però, in questo tratto, è abbastanza esposto verso destra.
Alla fine ci si infila in mezzo a un gruppo di faggi e si arriva sul filo di cresta appena sotto la Testa del Rosp.

Dalla Testa del Rosp inizia il tratto, a mio giudizio, un po’ più difficile da interpretare.
Si scende e si traversa (abbastanza esposto) in versante sud fino a raggiungere una forcella che non è la Forcella della Crocetta come indicato nella cartina Tabacco.
Poi breve strappo molto ripido (ma gradinato) fino a un landro che può essere un buon riparo di emergenza.
Si contorna la fascia rocciosa verso sinistra e si aggira un costone: qui inizia un traverso lungo e molto esposto in direzione più o meno sud-ovest.
Io sono stato abbastanza alto per cercare delle tracce tipo cengia che si trovano a filo della discontinua fascia rocciosa (discontinua anche perché, a un certo punto, si sfila a fianco di una forcelletta).
Probabilmente non è l’unica linea possibile, forse si può stare un po’ più bassi ma non di molto perché sotto è assai dirupato.
Comunque, tra tratti erbosi un po’ appesi con labilissime tracce (qui avevo calzato i ramponcini) e buone cengette, sono arrivato (come “da mie previsioni” e soprattutto indicazioni della guida “Agneléze Erèra Pizzocco”) sotto la vera Forcella della Crocetta dove ci si immette nell’ottimamente segnato “anello arancione” dei “Trói de Sospirói” che porta alla Croce di Susin.
Dal punto di immissione il percorso è un po’ ripido fino alla forcella e poi bello fino alla Croce di Susin: poco prima della vetta c’è un non difficile salto roccioso (quasi I° grado) che localmente è denominato in modo scherzoso Hillary Step (sempre informazioni della guida “Agneléze Erèra Pizzocco”).

Dalla Croce di Susin si prosegue sempre seguendo i segnavia arancione, molto utili per fare le linee più semplici verso la Forcella Le Forche: qualche passo delicato (uno sicuramente più difficile dell’Hillary Step), ma chi è arrivato qui non ha problemi.
Dalla forcella ho seguito sempre i segnavia arancione che guidano verso un primo tratto di discesa assai ripido e poi attraverso una selletta sulla destra (cambio di vallone) dopo la quale la traccia migliora molto e diventa sempre più bella.
C’è anche una variante segnalata nella guida che va giù sempre ripida e diretta e si innesta più in basso nel tratto di collegamento con Stàol del Dòro, ma ho preferito un finale di relax tutto sui bei “Sentieri Sospirolesi”.

Chi vuol sapere com’è la parte alta della cresta est del Pizzocco può leggere la relazione di Gruppo del Pizzocco: Le Forche, Croce di Maras o Croce Visentini, Pale dei Re, Monte Fornèl, Sass de Gnei e Forcella Intrigos.

1 comment

  • vieceliale 29-mar-2019

    I have followed this trail  verificato  View more

    La tracci mi e srata molto utile perche in molti tratti il sentiero spariva,molto difficile da vedere.

You can or this trail