Tempo  8 ore 40 minuti

Coordinate 8508

Uploaded 18 ottobre 2017

Recorded ottobre 2017

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2.237 m
823 m
0
3,2
6,4
12,83 km

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vicino Casera, Veneto (Italia)

Il giudizio è impegnativo, ma – partendo da una classificazione come “escursionismo” – potrebbe essere “Molto Impegnativo” per un tratto tra i due waypoint “Forcella del Bus de le Neole” e “Forcella riferimento per traversata da Bus de le Neole a Piz de Mezzodì”.

A un certo punto bisogna salire una paretina rocciosa di 8 metri circa di II° grado (non li ho misurati, è scritto nella guida).
In alternativa (questo non è scritto), appena a sinistra c’è un canalino meno pendente e più gradinato, ma misto erba e più scivoloso: salendo questo bisogna, un po’ dopo, piegare decisamente a destra per puntare alla forcella da passare.
Vedete voi.
Se si fa in senso inverso consiglio corda e quanto necessario per una veloce assicurazione; anche in salita serve corda a seconda delle esperienze e capacità di chi sta in coda al gruppo.
A mio giudizio, però, il giro è più bello e “bilanciato” in questo senso: ognuno ha i suoi gusti.

La forcella seguente è ostruita a metà da un grosso masso: tuttavia si supera in salita con relativa facilità arrampicando dalla base del canalino sulle facili roccette di destra (più o meno I° grado credo) e sfilando il masso passandolo a destra sfruttando un paio di evidenti appoggi per i piedi (in questo tratto il GPS … non era molto in forma).

Il tratto successivo in discesa-piano-salita (che va da waypoint “Forcella riferimento per traversata da Bus de le Neole a Piz de Mezzodì” a “Intersezione con Cresta della Mussaia per la salita alle vette del Piz de Mezzodì”) non è problematico: serve però attenzione per “infilarsi nella cengetta giusta” ed evitare risalite e fatiche inutili.
Tenendo conto anche dei pochi metri di errore che può avere il GPS, con un po’ di calma e perlustrazione il problema si risolve.
Non ho visto i segni rossi citati in guida al punto di svolta (risalendo sulle roccette di sinistra) per infilare la comoda cengetta, ma solo qualche ometto nella discesa dalla forcella.
Invece corrispondeva la quota di circa 1.980 metri per questa svolta.
Si può anche salire qualche metro prima su una delle balze della fascia rocciosa e procedere sui bordi abbastanza camminabili per incontrare la cengetta (io l’ho trovata in questo modo).

Tutta questa parte si trova a pagina 226 del libro: “Monti del Sole e Piz de Mezodì” di Pietro Sommavilla e Luca Celi.

Da evitare con tempo non sicuro.

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