Tempo  9 ore 24 minuti

Coordinate 8427

Caricato 29 settembre 2018

Recorded settembre 2018

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2.692 m
1.682 m
0
3,9
7,9
15,75 km

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vicino Casera di Casa Vecchia, Friuli Venezia Giulia (Italia)

L’idea originale dell’escursione è la percorrenza della Cengia del Sole, e tutto il resto è stato aggiunto per fare giornata piena visto il meteo perfetto.
Alla fine è stata una “full immersion” molto bella nel Gruppo del Peralba.

Per la Cengia del Sole si va per normali sentieri CAI fino al waypoint 03, dove si sale liberamente per un pendio fin sotto la prima fascia rocciosa.
Subito dopo un grande e sbiadito segno rosso dalla strana forma, si piega a destra in decisa salita diagonale su bancata in gran parte erbosa che rimonta fra le rocce.
Al waypoint 05 c’è la svolta chiave a sinistra che porta all’inizio della Cengia del Sole: è una specie di intaglio nella roccia per lo più erboso e alquanto ripido, con un breve tratto molto ripido.
Appigli e appoggi si trovano sempre, ma bisogna stare attenti perché non sono ammesse scivolate.
Nell’ultimo tratto spiana e porta sotto la fascia rocciosa dove c’è un ometto che indica l’inizio della Cengia del Sole.
La Cengia del Sole si può dividere in tre parti: inizio e fine su larghe (anche larghissime) bancate erbose e segmento centrale stretto ed esposto.
Attenzione anche sulle larghe bancate che possono dare un falso senso di sicurezza: se si scivola non è detto che ci si possa fermare “prima del salto” anche se c’è molto spazio.
In vari tratti, stando accanto alla parete rocciosa, c’è una buona traccia che fa camminare spediti senza stare sulle “loppe erbose”.
A mio giudizio i ramponcini da prato (o forestali che dir si voglia) sono obbligatori all’attacco del segmento centrale tecnico, e a quel punto sono da tenere fino alla fine del segmento anche se c’è qualche metro dal fondo duro.
Per il resto ognuno deve valutare le condizioni di giornata del fondo e ripensare alle personali esperienze precedenti nelle bancate erbose di varie inclinazioni laterali.

Per il Monte Avanza ci si immette sulla via normale a canalone già iniziato da un po’, e si risale ben guidati dagli ometti fino al punto chiave dei grandi massi incastrati: si supera sulla destra con l’aiuto di un cavo, e non è facilissimo.
Passati i massi resta un po’ di ripido fino alla forcella da cui si va in vetta molto facilmente.

Ho trovato molto bello il tratto che porta dal Monte Avanza fino all’inizio della salita da est per il Monte Peralba: è una specie di “mini alta via” a tratti veramente scenografica.

Vista la provenienza dal Monte Avanza per il Passo dei Cacciatori e il Passo Sesis, mi è sembrato logico affrontare il Monte Peralba attraversandolo da est a ovest con una “bella cavalcata delle dorsali”.
La dorsale est (più nord-est all’inizio) è ben segnata e si procede con sporadico uso delle mani fino al canale (con cavo di aiuto) che porta sulla cresta finale soleggiata.
La ben più lunga dorsale ovest è pure segnatissima con bollini rossi e ometti e si può dividere in tre: tratto più in alto e più lungo con fondo “tipo dolomitico” con ghiaie e qualche saltino non difficile, poi tagli ben fatti nei mughi e finale in basso nel bosco.

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