• Foto di Giuliano di Roma - Monte Siserno
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Caricato 1 febbraio 2013

Registrato ottobre 2012

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vicino a Giuliano di Roma, Lazio (Italia)

Informazioni

http://www.comune.giulianodiroma.fr.it/

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuliano_di_Roma

Giuliano di Roma (Gigliànë in dialetto ciociaro[2]) è un comune italiano di 2.373 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Territorio
Il centro storico è posto alle falde del monte Siserno (789 m.), su una collina a 365 metri s.l.m. Il territorio comunale si presenta per un terzo collinoso e per due terzi montagnoso. Il terreno è costituito in prevalenza da rocce calcaree e argille oltre a rocce magmatiche (chiamate localmente preta nera). Non ci sono corsi d’acqua in superficie a causa della natura carsica del terreno, sono presenti invece diversi corsi sotterranei che alimentano sorgenti che sgorgano in più punti del territorio.
La fauna è quella tipica di queste latitudini e quindi volpi, cinghiali, donnole, faine, ricci e tassi. Tra i rettili la vipera e la biscia, tra gli uccelli il biancone, il nibbio bruno, la civetta, il pettirosso, la ghiandaia, il fringuello, il merlo il piccione selvatico.
La popolazione, un tempo residente nel centro storico, per via delle nuove esigenze abitative è ora distribuita tra il centro (circa un terzo) e la campagna. Il centro storico conserva ancora l’impianto medievale con strette viuzze sormontate da cavalcavia; tuttavia non sono presenti edifici risalenti a tale periodo, ad eccezione del campanile parrocchiale. Le modeste abitazioni del centro dotate di caratteristiche scalette esterne sono affiancate da palazzetti più eleganti caratterizzati dai portali in pietra con gli stemmi di famiglia scolpiti.

Età antica
Non esistono notizie certe circa l’origine di Giuliano, ma si può dire con certezza che il suo territorio, come tutta la Ciociaria è abitato fin dalla preistoria. Tracce di questa presenza sono date dai pochi reperti litici trovati sul territorio: punte di freccia e pietre lavorate, (tra l’altro di difficile datazione).
Il suo territorio collinare e povero di corsi d’acqua, più adatto alla pastorizia che all’agricoltura, non deve aver favorito la presenza di una comunità stabile, piuttosto è sempre stato luogo di passaggio per le antiche popolazioni laziali che si spostavano dalla valle del Sacco verso gli antichi centri di Priverno e Terracina.
Stando alla leggenda tratta dall’XI libro dell’Eneide, Metabo re deposto di Priverno, dopo aver oltrepassato fortunosamente il fiume Amaseno con la piccola figlia Camilla: “Menò per monti solitari ed ermi e per grotte e per dumi e per orrende selve e tane di fere ebbe ricetto”, cioè passò la vita tra le montagne poste oltre il fiume Amaseno (rispetto a Priverno) verso i Monti Lepini e Ausoni e verso il territorio di Giuliano. L’Eneide pur essendo un poema epico sicuramente racchiude una parte di verità quando descrive il territorio oltre il fiume Amaseno privo di città e selvaggio, abitato solo da pastori. Così dovette rimanere almeno fino al IV secolo a.C., epoca in cui possiamo considerare conclusa l’occupazione romana di questi territori. I romani infatti, dopo numerosi scontri e alleanze con i Volsci e gli Ernici, dopo l’ennesima ribellione, nel 329 a.C., occuparono e distrussero l’antica città volsca di Priverno, insediandovi una loro colonia. Lo stesso processo di integrazione si ebbe per Fabrateria Vetus (odierna Ceccano).
Queste due città estesero la loro influenza ed i loro interessi economici sul territorio di Giuliano dove sorsero ville rustiche, cioè delle grandi fattorie dove si allevavano animali e si coltiva la terra. Gli abitanti di queste ville generalmente erano schiavi ed i proprietari le abitavano solo stagionalmente. Per collegare Privernum con Fabrateria Vetus fu costruita la via Marittima, i cui resti erano visibili fino a qualche decennio fa nei pressi della fontana di Pietralata. Gli anni che seguirono la caduta dell’Impero romano d'Occidente, i cosiddetti “secoli bui”, lo sono ancora di più per Giuliano, perché non abbiamo notizie di questo periodo. Nell’VIII secolo l’indebolimento del potere bizantino in Italia, lasciò Roma ed il territorio dell’attuale Lazio esposti alle mire espansionistiche dei longobardi che quasi sicuramente raggiunsero anche il territorio di Giuliano.
Medioevo
Lasciando il terreno delle ipotesi, per trovare la prima notizia certa su Giuliano bisogna arrivare al 1125[3]. Essa è tratta dalla Cronaca di Fossanova (o Annales Ceccanenses)[4] cioè una cronologia di eventi composta tra il XII ed il XIII secolo da autore incerto, ma sicuramente vicino ai Conti de Ceccano.
Questi ultimi infatti dall’XI secolo furono i signori di Giuliano. Nella cronaca si legge che in quell’anno il papa Onorio II venne con il suo esercito a “Julianum” e lo incendiò insieme ad altri paesi vicini. L’episodio si collega alle continue lotte che avvenivano in quel periodo tra Papato e Impero. Ufficialmente era terminata la lotta per le investiture cioè la disputa tra Papa e Imperatore del Sacro Romano Impero, su chi avesse il potere di nominare vescovi e cardinali.
Era stato firmato nel 1122 il Concordato di Worms, ma i Conti di Ceccano, signori di Giuliano, non avevano ancora deposto le armi, ed insieme alla famiglia romana dei Frangipane ed al conte di Tuscolo osteggiavano il Papa e sostenevano l’antipapa Maurizio. In seguito a questa spedizione i conti di Ceccano Goffredo, Landolfo e Rainaldo giurarono fedeltà al Pontefice. Questa notizia, oltre a darci prova dell’esistenza dell’abitato, ci informa che esso già allora si chiamava Giuliano (Julianum). Sono state avanzate varie ipotesi del perché del nome Giuliano, ma fino ad oggi nessuna è parsa convincente.
Dalla Cronaca di Fossanova si hanno altre notizie riguardanti il XII secolo: Nel 1165 il paese fu saccheggiato due volte: prima dalle truppe di Federico Barbarossa che si opponeva al papa Alessandro III e poi dalle truppe papali che grazie all’aiuto di Guglielmo I re di Sicilia, ripresero il controllo del paese.
Nel 1187 Giuliano passò alle dirette dipendenze del papa e vi rimase fino all’elezione di Innocenzo III (1198), il quale era legato da rapporti di parentela con la famiglia Conti di Ceccano, ed in cambio del loro appoggio gli restituì le terre. A testimonianza dei loro buoni rapporti c’è la sosta che Innocenzo III fece a Giuliano nel 1208, mentre si recava nell’abbazia di Fossanova. Il conte Giovanni da Ceccano organizzò per lui banchetti e tornei, dei quali la cronaca di Fossanova fornisce una precisa descrizione.
I Conti di Ceccano restarono i signori di Giuliano per tutto il XIII e per buona parte del XIV secolo, finché non entrarono in contrasto con i Caetani che avevano accresciuto il loro potere nel XIV secolo grazie al pontificato di Bonifacio VIII (Benedetto Caetani). In seguito al trasferimento della Curia papale ad Avignone (1309-1377) ci fu una grande instabilità sia a Roma sia nelle province di campagna e marittima: i Caetani lottarono con i Conti di Ceccano ed i Colonna per il controllo dei feudi. Giuliano era un possedimento ambito perché, situato in posizione strategica, permetteva il controllo della Via Marittima nel passaggio tra la Valle del Sacco e quella dell’Amaseno, che in quegli anni, a causa dell’impraticabilità della Appia, era un passaggio obbligatorio per chi da Roma voleva dirigersi a Terracina, Gaeta o nel Napoletano.
I Caetani (o Caietani) strapparono più di una volta Giuliano ai Conti (1353, 1363), i quali ne rientrarono in possesso, la prima volta con azioni belliche e la seconda volta grazie allo matrimonio di Nicola III di Ceccano con Miozia Caetani[5]. Nella seconda metà del XIV secolo Giuliano subì i saccheggi di Francesco o "Cecco” da Ceccano, che si opponeva a suo zio Tommaso, ed era appoggiato da Niccolò Caetani di Fondi. Fu in questo periodo funesto che furono distrutti ed abbandonati definitivamente i feudi di Cacume e Monte Acuto.
Nel 1420 Sveva Caetani sposò Lorenzo Colonna portandogli in dote alcune terre tra cui Giuliano. Suo fratello, Francesco Caetani, attraverso un falso testamento tolse Giuliano a Sveva, la quale si rivolse alla Camera Apostolica e riuscì a riottenerlo[6]. Nel 1501 Papa Alessandro VI in contrasto con i Colonna, diede Giuliano al fanciullo Rodrigo d'Aragona, figlio di Lucrezia Borgia (quindi suo nipote), ma alla morte del Papa (1503) ritornò a quest’ultimi. Il loro governo durò ininterrottamente fino al 1816, con l’esclusione degli anni 1541-49 e 1556-57, quando fu loro confiscato rispettivamente da Paolo III e Paolo IV.
Giuliano di Roma, partecipò con generoso slancio alla lotta di Liberazione e diede accoglienza a numerosi sfollati. Il paese subì furti, saccheggi e bombardamenti che provocarono alcune vittime e danni al patrimonio abitativo.

4 commenti

  • Foto di luBiondo

    luBiondo 26-mag-2019

    Ho seguito questo percorso  verificato  Vedi altro

    Fatto in discesa con bici da Enduro, l ho trovata pulita, divertente, panoramica ma molto tecnica con una 2 ruote 😜

  • Foto di paolopadoan

    paolopadoan 26-mag-2019

    👍sono contento, sono passati circa 7 anni da quando L ho fatta in salita ma a piedi. Ciao

  • Camminare sui Lepini (e nel Lazio) 24-ott-2019

    può indicarmi esattamente la partenza

  • Foto di paolopadoan

    paolopadoan 25-ott-2019

    La partenza è semplice, si prende via XXXIII Maggio e poi sempre in salita. Tieni presente che la registrazione è stata fatta nell'ottobre 2012, 7 anni fa. Potrebbe essere che il percorso sia sporco. Attenzione da fare quando la caccia è chiusa.

Puoi o a questo percorso