• Foto di Gita Rocca due Denti (Cappella San Bernardo) 6-MAG-2018
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Difficoltà tecnica   Medio

Tempo  5 ore 48 minuti

Coordinate 874

Uploaded 7 maggio 2018

Recorded maggio 2018

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891 m
552 m
0
1,4
2,9
5,78 km

Visto 42 volte, scaricato 2 volte

vicino Cantalupa, Piemonte (Italia)

Abbiamo lasciato l'auto in Via Sant' Antonio a Cantalupa, in corrispondenza di un piccolo parcheggio. Da qui si percorre la via per circa 200 metri e si prende Via Col Mariun, sulla sinistra. Si sale fino al termine dell'asfalto. Qui ci si trova davanti a tre strade sterrate. Si imbocca quella centrale e si segue nel bosco per poco meno di 500 metri. Fare attenzione ad un cartello che indica il Col Mariun, sulla destra, su una traccia che scende verso un ruscello (tacche blu). Si attraversa il ruscello e si comincia a salire nel bosco, in modo anche ripido e diretto fino ad arrivare al Col Marione (cartello e croce in ferro). Da qui si va a destra seguendo il sentiero in cresta. Si sale ancora un po', per poi ridiscendere in prossimità della Rocca. Qui il sentiero si arrampica sulle rocce che costituiscono la cima. Si trova un piccolo tratto attrezzato, che non pone alcuna difficoltà e si sbuca sulla piccola spianata sommitale dove sorge la Cappella di San Bernardo.
Il panorama, nonostante ci si trovi a meno di 900 metri di altezza, spazia su tutta la pianura, da Torino al cuneese e sulle cime della Alpi Marittime, oltre che sulle prime montagne della Val di Susa. Vista molto appagante e quasi inaspettata.
Per il ritorno abbiamo deciso di fare un anello. Appena scesi dalla cima abbiamo imboccato il sentiero sulla sinistra (indicazione per Frossasco e segni bianchi e rossi). Questo perde un po' quota e ritorna indietro per passare sotto la cima. Qui c'è il pezzo più impegnativo dove bisogna prestare attenzione. Si tratta di circa 15 metri attrezzati con corda, in cui bisogna traversare su placche rocciose facendo ben attenzione a non scivolare. Superata questa difficoltà ancora qualche roccetta da scendere, anche con l'aiuto delle mani e del sedere, e si ritorna su facile sentiero. Si seguono ancora le tacche rosse e bianche fino a quota 750. Qui bisogna imboccare la traccia sulla destra che scende e torna indietro (di nuovo tacche blu) abbandonando il sentiero per Frossasco. Se non era per il GPS, non avremmo visto il bivio. Si seguono le tracce e le tacche blu facendo un lungo diagonale. Dopo aver attraversato un ruscello, il sentiero si trasforma in una piccola strada. Ancora grazie al GPS ci siamo districati in alcuni bivi non segnati sulle mappe e siamo sbucati su asfalto in mezzo ad alcune ville. Girando a destra abbiamo raggiunto l'auto. Pur essendo una gita breve e con modesto dislivello è stata di media difficoltà. Non solo per il piccolo ma esposto tratto di attrezzata, ma soprattutto per il fatto che in questa zona, nell'autunno scorso (ottobre e novembre 2017), ci sono stati incendi. La zona è stata dilavata dall'acqua e dalla neve e in questo momento non esiste più il sottobosco. Questo ha portato ad una forte erosione del terreno, di natura quasi sabbiosa, per cui le tracce in certi punti sono difficili da individuare. Inoltre le tacche dipinte sui tronchi sono poco visibili poichè gli alberi sono bruciati e in molti casi sono caduti. Sia nel percorso in salita, che in quello in discesa, in certi punti il terreno è molto scivoloso.
Per fortuna abbiamo visto la nuova erba e le felci sbucare dal terreno bruciato, questo fa ben sperare per una rapida ripresa del bosco.

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