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vicino Comboè, Valle d’Aosta (Italia)

Gita di due giorni per il Monte Emilius.
Sabato in mattinata partiti da Torino per Pila. Utilizzando gli impianti siamo arrivati a quota 2300. Dall'arrivo della seggiovia si seguono le indicazioni per il Lago Chamolè. All'inizio il sentiero sale ripido, poi spiana fino al lago. Dal lago, che si aggira in senso orario, si seguono le indicazioni per il Col di Chamolè. Da qui si scende verso il Rifugio Arbolle. I primi metri sono molto ripidi e scivolosi.
Dopo aver preso posto nella camera siamo andati a fare due passi attorno al lago adiacente il rifugio e nei dintorni per goderci la bella giornata.
Domenica mattina partiamo poco prima delle 7 per il Monte Emilius. Si segue il sentiero che si snoda nella vallata. Al bivio vicino a quota 2600, si tiene la sinistra e si sale nel lungo vallone che porta sotto l'Emilius. Il sentiero sale in maniera progressiva, senza grossi strappi. Arrivati in prossimità del Lac Gelè, che si vede dall'alto, le cose si complicano. Il sentiero sale su pietraia, al bivio si tiene sempre la sinistra (a destra si va al Col d'Arbolle) e si comincia a salire in modo sempre più ripido tra grossi massi fino a sbucare al Colle dei Tre Cappuccini. Da qui si continua sulla sinistra, prima in cresta, poi spostandosi sulla destra seguendo le varie tracce che salgono ripide tra sassi e grossi massi. Il sentiero è ripido, scivoloso e in alcuni punti bisogna aiutarsi con le mani. Dal colle alla punta ci vuole circa un'ora.
Il panorama è favoloso, un 360° su tutte le cime della Valle d'Aosta e sul Piemonte.
Il rientro avviene per la strada dell'andata. Al rifugio prendiamo i nostri sacchi con la roba della notte, risaliamo al Col di Chamolè, scendiamo sul lago e in circa 1,30 ore siamo di nuovo agli impianti per ridiscendere a Pila e all'auto.

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