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1.706 m
885 m
0
2,7
5,4
10,77 km

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vicino Zona Industriale di Frasein, Friuli Venezia Giulia (Italia)

Orario inizio: 04/25/2016 08:48

Orario fine: 04/25/2016 15:51

Distanza: 10,8 km (07:03)

Tempo movimento: 02:35

Velocità media: 1,5 km/h

Velocità media mov.: 4,2 km/h

Max. Velocità: 8,1km/h

Altitudine minima: 886 m

Altitudine massima: 1709 m

Velocità di salita: 548,6 m/h

Velocità di discesa: -454,3 m/h

Dislivello positivo: 1668 m

Perdita di elevazione: -1611 m

Tempo di salita: 03:02

Tempo di discesa: 03:32

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1 comment

  • Foto di escursionilunapiena

    escursionilunapiena 8-mag-2016

    Parcheggiamo lungo la strada in località Pineda, prendiamo la forestale che ci porta Alla Casera Ditta dove troviamo il gestore che ci dice che per quello che ne sa lui siamo i primi ad effettuare il giro quest’anno, lo lasciamo con la promessa di ripassare al ritorno.
    Attraversiamo il torrente Mesaz e prendiamo il sentiero cai 906 entriamo subito in un bel bosco di faggi che alzateci di quota lascerà il posto a un bosco misto e ora si vedono bene le Cime di Pino e in fondo valle la Casera Gnan, il sentiero diventa ripido e si attraversa una vecchia passerella in legno con carda di sicurezza, poco dopo si apre la veduta verso la val Zemola e le sue cime e vediamo li sotto anche Casera Ditta.
    In poco tempo siamo alla Forcella Bassa con un vecchio riparo di emergenza, passiamo ora nell’altro versante con percorso esposto pieno di eriche in fiore e a circa metà tragitto tra forcella Bassa e Malbarc troviamo un tratto franoso che ci fa posizionare una corda di sicurezza.
    Qui siamo sui versanti che guardano il Dolada e la Val Gallina, proseguiamo tra i mughi fino alla seconda forcella Malbarc, ambia e immersa nel bosco di faggi.
    Cambiamo di nuovo il versante, siamo sotto il Formigoler dove una paretina di roccia delimita il percorso e un belvedere ci obbliga a una breve deviazione prima di arrivare alla forcella Agre dove ritroviamo un vasetto con il “libro di forcella” non ci sono molti nomi ma molti ricordi…….. la nostra guida Rambo, un bastardino che ci ha adottato, ci guarda come per dire meglio muoversi; Forse adesso comincia il tratto più bello.
    Passiamo sotto la Croda Bianca la vegetazione lascia spazio ai ripidi ghiaioni e pareti, un vecchio pino mozzato ci indica dove dovremmo passare; ma è ora di fare una pausa, ci mettiamo al riparo sotto le pareti aggettanti, il lago di Val Gallina, il monte Serva e la val Belluna come panorama, ma è San Marco e non manca una bella Frittata con un buon bicchiere di rosso “grazie a Laura e Franco” , Rambo si rileva delicato ama solo la mortadella gli diamo anche un po’ di acqua che non disdegna.
    Ci rimettiamo in cammino, manca l’ultima forcella quella di Conduago e poi tutta discesa, il panorama è notevole, abbiamo i versanti di Cima Mora e del monte Toc di fronte a noi, il sentiero è sempre molto aereo, con qualche bella fioritura trovata uscendo leggermente dalla traccia e siamo in forcella!!!
    Anche qui troviamo un “libro di forcella” a leggere, sembra che nessuno abbia fretta di ritornare, ma abbiamo l’incognita di cosa o quanta neve troveremo, la relazione dice che ci sono segni Cai e bolli gialli e appena scendiamo subito che caratteristiche ha,ripido, i segnavi giusti per il tipo di percorso ne uno in più ne uno in meno…….
    (ATTENZIONE!!!! Alla quota 1400 m. spariscono un po’ prima della co

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