-
-
2.351 m
1.028 m
0
3,5
6,9
13,86 km

Visto 52 volte, scaricato 0 volte

vicino Madonna d'Ardua, Piemonte (Italia)

Da molto tempo desideravo percorrere un itinerario di più giorni che mi permettesse davvero di entrare in contatto con lo spirito della montagna. Il poco tempo a disposizione mi ha sempre costretto a compiere escursioni in giornata o, al massimo, di un paio di giorno: bellissime avventure che però non permettono di staccare davvero dalla quotidianità. Approfittando quindi del clima mite di ottobre e concedendomi un paio di giorni di ferie ho potuto realizzare questo piccolo sogno. Sono felicissimo di poter condividere l’esperienza con l’amico Carlo: percorrere tanta strada in piena solitudine potrebbe essere difficile e la compagnia di un amico ormai fidato non potrà che farmi bene.

La scelta della destinazione non è stata semplicissima in quando le variabili da considerare erano molteplici: il clima, i pochi giorni a disposizione, l’apertura dei rifugi e le caratteristiche ambientali desiderate non rendevano facile la ricerca. Il Marguareis ci è sembrato un compromesso ottimale in quanto era in grado di soddisfare la maggior parte delle nostre esigenze. L’altopiano è infatti situato ad una quota di 2000m ed è percorso da numerosi sentieri escursionistici ben tracciati e documentati. Sono inoltre presenti numerosi rifugi utili sia come appoggio che per il pernottamento e c’è la possibilità di integrare l’itinerario “ufficiale” con alcune ascese in vetta, opportunità che avremmo poi valutato in base alle nostre condizioni fisiche.

In questa relazione voglio raccontare la mia esperienza, il mio Giro del Marguareis, senza soffermarmi troppo sulle indicazioni geografiche. Sul sito ufficiale delle Alpi Cuneesi è possibile reperire tutte le informazioni necessarie per affrontare questo trekking, compresi i tracciati GPX da caricare sul vostro dispositivo GPS e tutti i contatti dei rifugi presenti. Ufficialmente il percorso prevede 5 tappe che iniziano e terminano sempre da un rifugio convenzionato, più una sesta tappa che però è una variante sostitutiva (noi abbiamo deciso di ignorarla per mancanza di tempo). Di per se le singole tappe non richiedono una giornata piena di cammino e possono quindi essere facilmente combinate in base alla propria disponibilità di tempo e alla preparazione fisica.


Giorno 1, dal Pian delle Gorre al Rifugio Mondovì Havis De Giorgio

Dopo aver raggiunto in automobile il Pian delle Gorre nel tardo pomeriggio di venerdì 4 ottobre abbiamo deciso di pernottare presso il rifugio in modo da poter affrontare le prime due tappe del percorso nella giornata di sabato. Questo ci ha permesso di iniziare la fase di cammino totalmente riposati e di ambientarci a un territorio a noi completamente sconosciuto. La cena al rifugio, davvero ottima e abbondante, e la cordialità della proprietaria ci hanno subito fatto sentire a nostro agio.

Dopo aver preparato gli zaini e degustato una confortevole colazioni ci mettiamo in cammino posando per la prima volta i nostri piedi su queste montagne. Le indicazioni sono fin da subito molto evidenti: ogni cartello CAI, oltre alle classiche indicazioni, riporta un esplicativo bollino con il logo del Giro del Marguareis. Saliamo subito nel fitto bosco in direzione del Pian del Creus lungo il sentiero H6 e dopo poco più di mezzora di cammino raggiungiamo una radura erbosa dove ci concediamo una brevissima sosta. La temperatura sembra molto meno rigida del previsto e possiamo quindi procedere con abbigliamento leggero, i primi raggi di sole sembrano proprio volerci raggiungere in breve tempo.

Rientriamo nuovamente nel fresco bosco e cerchiamo di ammirarne la bellezza, di coglierne la tranquillità. Il periodo autunnale è forse il più adatto per vivere questo ambiente per la varietà di colori che è in grado di offrire e anche questo fattore può essere rilevante nella scelta del momento in cui affrontare un trekking. Raggiungiamo il Gias Madonna a quota 1652m e scopriamo che il termine “gias” è utilizzato per indicare quelle che nel bresciano sono le malghe. Si tratta infatti di una struttura in muratura che serve come punto di appoggio per le attività legate alla pastorizia in alpeggio. Rispetto alle nostre malghe quello che si nota è un utilizzo di materiali differenti: le porte e le finestre sono in metallo invece che di legno, i tetti in lamiera invece che in legno rivestiti coi i coppi. Piccoli dettagli che probabilmente derivano da differenze nella possibilità di reperire i materiali necessari per la costruzione degli stessi.

Il sentiero da qui compie un traverso perdendo leggermente quota per poi salire nuovamente attraverso il bosco: è il primo tratto davvero ripido della giornata e siamo finalmente felici di assaggiare la salita. Incontriamo anche due simpaticissimi anziani locali che vagano per il bosco alla ricerca di funghi e ne approfittiamo per una breve chiacchierata. Ci raccontano che in questa vallata la neve ha superato anche i 10 metri di altezza e che abbiamo scelto un bel periodo per visitarla. Dopo aver superato il bosco raggiungiamo un dosso erboso da dove possiamo finalmente intravedere il Rifugio Garelli, punto di arrivo della prima tappa. Dopo aver attraversato un paio di torrenti raggiungiamo il Vallone di Sestrera e risaliamo il ripido pendio erboso fino a congiungerci con un altro sentiero che sale sempre dal Pian delle Gorre al rifugio, meta che raggiungiamo poco prima dell’ora di pranzo.

Ci concediamo una pausa di circa mezz’ora senza però degustare un pranzo completo. Abbiamo deciso di ottimizzare il nostro piano alimentare per minimizzare gli effetti della digestione e ciò prevede di consumare snack leggeri durante la giornata (barrette energetiche, frutta secca, crackers, ecc.) e di recuperare poi le calorie spese durante la cena. Ciò ci consente inoltre di ottimizzare anche i costi in quanto pernottando in mezza pensione la cena a la prima colazione sono incluse. Al Rifugio Garelli consumeremo soltanto un caffè caldo resistendo alla forte tentazione di una fetta di torta. La tappa che ci attende nel pomeriggio è, almeno sulla carta, decisamente breve e poco impegnativa: durante la pausa cerchiamo quindi di capire come renderla più interessante con un’ascesa in vetta individuando come meta Cima Serpentera.

Ci incamminiamo verso nord seguendo il segnavia H8 risalendo un vallone dall’aspetto decisamente più alpino. Il sentiero costeggia infatti una pietraia e si sviluppa su erba e roccette con una pendenza comunque sempre moderata e piacevole. Raggiunta la sella di Porta Sestrera decidiamo di abbandonare il percorso segnato per risalire la dorsale erbosa di Cima Serpentera alla nostra sinistra: si tratta di una vetta morbida e prativa costituita da tre sommità con una quota massima di 2358m. In vetta troviamo sorprendentemente un diario custodito all’interno di un contenitore di plastica, possiamo quindi apporre la nostra prima firma e lasciare un segno concreto del nostro passaggio.

Dalla vetta individuiamo un piccolo laghetto e decidiamo di scendere senza percorrere una traccia segnata per raggiungerlo visto che abbiamo comunque molto tempo a disposizione. Orientarsi su questo territorio sembra molto semplice vista la totale assenza di ostacoli. Una volta raggiunto il laghetto ci accorgiamo della presenza di un Gias e possiamo quindi seguire una comoda mulattiera che ci ricondurrà rapidamente al sentiero con bollatura CAI abbandonato in precedenza. Abbiamo perso leggermente quota rispetto al passo, metri che ora dobbiamo guadagnare nuovamente per raggiungere lo stretto passaggio di Porta Biecai. Qui ci attende l’ultimo tratto del percorso che si sviluppa in discesa lungo la valletta del Rio Ciappa. Tagliamo il prato con un lungo traverso in discesa verso destra e scendiamo rapidamente verso il Rifugio Mondovì Havis De Giorgio, meta finale della nostra giornata.

Ci accomodiamo con molta calma concedendoci subito una rigenerante doccia calda seguita da un breve riposo. Abbiamo bisogno di recuperare gran parte delle calorie consumate durante la giornata e pertanto non prestiamo troppa attenzione alla dieta. Porzioni abbondanti di pasta al pomodoro, fonduta e polenta ci consentono di appagare pienamente corpo e anima. Una fetta di torta e una buona grappa creano le condizioni necessarie per coricarci a letto poco dopo le nove di sera, un orario davvero insolito per me ma che rispetta pienamente i ritmi tipici della vita in montagna. Chiudiamo la giornata con 2 tappe percorse, 13 km totali e 1500 m complessivi di ascesa. Siamo perfettamente in linea con quanto pianificato, la stanchezza per ora non è eccessiva e l’umore è decisamente alto.

View more external

Commenti

    You can or this trail